«Le comunità virtuali che hanno sostituito quelle naturali, creano solo l'illusione di intimità e una finzione di comunità. Non sono validi sostituti del sedersi insieme ad un tavolo, guardarsi in faccia, avere una conversazione reale. Né sono in grado queste comunità virtuali di dare sostanza all'identità personale, la ragione primaria per cui le si cerca. Rendono semmai più difficile di quanto non sia già accordarsi con se stessi.
Le persone camminano qua e là con l'auricolare parlando ad alta voce da soli, come schizofrenici, paranoici, incuranti di ciò che sta loro intorno. L'introspezione è un'attività che sta scomparendo. Sempre più persone, quando si trovano a fronteggiare momenti di solitudine nella propria auto, per strada o alla cassa del supermercato, invece di raccogliere i pensieri, controllano se ci sono messaggi sul cellulare per avere qualche brandello di evidenza che dimostri loro che qualcuno da qualche parte, forse li vuole o ha bisogno di loro.»
Zygmunt Bauman, Intervista sull'identità 2003
- quando compie 13 anni lascia il basket per il trotto.
- a 15 anni torna a giocare a basket in una squadretta vicino a casa. Ha dichiarato che a quell'età faceva schifo e beveva in media 3 litri di coca cola al giorno.
- a 17 anni gioca con l'Under 18 del Mega Vizura, senza però mai mettere piede in campo con la prima squadra. Non viene mai convocato in nessuna nazionale giovanile serba, non viene contattato dalla Stella Rossa o dal Partizan (i vivai più importanti del Paese). Nessuno pensa che diventerà mai un gran giocatore.
- a 18 anni un importante agente scrive testualmente sul suo taccuino "Grande talento, fisico schifoso". L'agente è Misko Raznatovic che, dopo la firma del contratto, gli promette una scatola di biscotti al cioccolato dopo ogni partita giocata bene.
- sempre a 18 anni è costretto a saltare due partite per una lesione al polso causata da 3 ore di autografi fatti a circa 300 bambini, durante un evento della sua squadra: "Nella mia vita non posso deludere mai nessun bimbo"
- a 19 anni inizia a dominare nella Lega Adriatica e il Barcellona gli propone di fare un provino. All'ultimo però i catalani si tirano indietro dopo averlo visto giocare male in una partita. I Denver Nuggets mettono così gli occhi su di lui.
- la notte del Draft 2014, mentre viene scelto alla numero 41 dai Nuggets, suo fratello Nemanja è a New York a stappare bottiglie di champagne, offrendo da bere a chiunque. Nikola invece è a casa, in Serbia, a dormire. La sua scelta non viene trasmessa nemmeno in diretta: nel momento in cui lo annunciano, in tv viene trasmessa una pubblicità di burrito.
- a 20 anni si presenta a Denver col 22% di massa grassa. La prima sera, ad una cena a casa di un dirigente dei Nuggets, mangia da solo una vaschetta di gelato da 1 kg.
- i Nuggets gli vietano bevande gasate e dolciumi, e così perde 19 kg in 6 mesi.
- a 21 anni dichiara di aver fatto a pugni coi suoi due fratelli durante una partita al gioco di carte "UNO" perché uno dei fratelli è stato beccato a barare.
- a 22 anni ha dichiarato che una volta a settimana parla al telefono con "Dream Catcher". Sua mamma deve andare nella stalla per passarglielo. Dream Catcher è il suo cavallo.
- quando è in Serbia e ha del tempo libero va sempre a giocare al campetto sotto casa "E' la cosa che amo di più fare in vita mia. Più che giocare in NBA".
- dopo una grande prestazione nei playoff contro Portland, alla domanda di una giornalista "Come ti sei preparato a questa importante partita?", Jokic ha risposto "Ho mangiato, ho guardato programmi TV, ho mangiato di nuovo, poi ho dormito".
- a 25 anni si è sposato. E' andato a letto alle 7.30 del mattino quando quattro amici l'hanno riportato in albergo dalla moglie.
- sempre a 25 anni ha fatto ripetere tre volte la palla a due di Denver-Clippers perchè facendo un balletto col sedere continuava a far ridere uno dei tre arbitri.
- a 26 anni ha dichiarato: "Credo che gli unici muscoli che servano per giocare a basket siano quelli del cervello"
- durante quell'estate è stato fotografato a Ferrara verso mezzanotte dentro un negozio di alimentari mentre comprava una confezione di Ringo e delle Peroni.
- a 27 anni, la scorsa estate, ha firmato un contratto da 272 milioni in 5 anni. La sera ha portato una trentina di amici in una bettola a pochi km da Sombor, dove, come da tradizione, hanno ballato a petto nudo attorno al fuoco bevendo rakija: un mix tra la nostra grappa e del gasolio.
- sempre a 27 anni ha ricevuto il secondo titolo di MVP della NBA in collegamento in mondovisione dalla sua stalla, seduto ad un tavolino di plastica, con dietro il suo cavallo.
- a 28 anni, riavvolgendo il nastro del suo secondo sport preferito dopo il trotto, ossia il basket, ha ottenuto: 1 titolo NBA, 1 titolo di MVP delle Finals, 2 titoli di MVP della regular season. I record individuali che iniziano per "unico giocatore della storia a..." non li elenchiamo perchè sono per l'esattezza 54.
- sintetizzando, Nikola Jokic è il miglior giocatore di basket al mondo da almeno 3 stagioni, ed un giocatore che per caratteristiche tecniche, visione di gioco, intelligenza, talento, uso del corpo, velocità di pensiero, è semplicemente unico nella storia. Al tempo stesso è un cortocircuito nello sport moderno e nella NBA di oggi. Non ha i social perchè "sono una perdita di tempo", odia il formalismo americano, cambia argomento quando parlano dei suoi record, non cerca la luce dei riflettori. Lui semplicemente gioca, domina, si diverte.
...to be continued.
In Danimarca i proprietari di grandi terreni agricoli, in base alle ultime leggi varate a tutela dell'ambiente,devono obbligatoriamente coltivare il 5% del loro terreno con varie tipologie di fiori; per favorire l' impollinazione e proteggere le api. Quando basta poca e sana buona volontà (e intelligenza) per tutelare tutti, incluso il futuro dei bambini.
Il costo della Sacher Torte e Luigi Einaudi. Ha fatto scalpore la dichiarazione del sindaco di Trieste, per il quale se non puoi permetterti di pagare quasi 10 euro per una fetta ti limiti a guardare. Lo stile non è stato sicuramente dalla parte del Sindaco, però va detto che in una cosa si deve dargli ragione. Inconsapevolmente, infatti, è dopotutto questa l'essenza del mercato, che non soddisfa bisogni, ma domande. Nelle sue Lezioni di Politica Sociale, Einaudi scrive in modo molto chiaro che "affermando essere il mercato lo strumento adatto per indirizzare la produzione nel senso di produrre beni e servigi, precisamente nella quantità e della qualità corrispondenti alla domanda degli uomini, non si afferma che il mercato indirizzi altresì la produzione a produrre beni e servigi nella quantità e nella qualità che sarebbe desiderata dagli stessi uomini. Questi fanno quella domanda che possono, con i mezzi, con i denari che hanno disponibili. Se avessero altri e maggiori mezzi, farebbero un’altra domanda: degli stessi beni in quantità maggiore o di altri beni di diversa qualità. Sul mercato si soddisfano domande, non bisogni. Una donna che passa davanti una vetrina sente un bisogno intenso del paio elegante di calze che vi è esposto; ma non avendo quattrini in tasca, o non avendone abbastanza, non fa alcuna domanda. Il mercato è costruito per soddisfare domande, non desideri." Può piacere poco, ma questa è la funzione del mercato. Non è detto che il mercato sia perfetto, ed anzi spesse volte non lo è. Ma il mercato è la risposta all'imperfezione ed alla scarsità. Ed anche, se vogliamo, risposta all'ignoranza umana, almeno così insegnava Hayek ed ancora prima Mises. @aledenicola@ferrarailgrasso@OGiannino@fleinaudi@avvbenedetto