@ricpuglisi@OfficialTozzi@lucianocapone Si va verso le pale eoliche in Albania: così mettiamo d'accordo i nazionalisti e gli ecologisti, sempre col culo degli altri ovviamente
Io e @micheleboldrin abbiamo inviato una lettera a @repubblica con considerazioni su un pezzo di @giodiamanti pubblicato qualche giorno fa.
Non l'hanno ritenuta di sufficiente interesse (credo, non abbiamo avuto riscontro) e non è stata pubblicata. Ma magari a qualcuno interessa
Sull’ipotesi di ingresso di Kyiv nell’UE si è scatenato un circo che la dice lunga su quanto il nostro paese resti fondamentalmente un’Italietta senza visione, fatta di piccole bottegucce e orticelli da proteggere, gestita da venditori di pentole di varia fatta che si atteggiano a statisti.
Salvini ad esempio ha fienili e trattori a cui dover rendere conto, quindi non dice che l’eventuale ingresso di un colosso agricolo come l’Ucraina sarebbe inevitabilmente accompagnato da norme di adattamento che impedirebbero di dirottare a est tutti i fondi del PAC.
Conte ha la scusa della “pacieh” e spiega che tirare dentro un paese in guerra ci trascinerebbe tutti nel conflitto. Ma lo può dire chi non ha mai letto l’articolo 42 del Trattato sull’Unione Europea, che parla, si, di mutua assistenza, ma lasciando ai governi la scelta dei mezzi, che possono consistere anche in un supporto economico, umanitario e militare, cioè quello che facciamo già.
L’uscita più interessante, però, mi pare quella di @StefanoFassina, il quale al @fattoquotidiano (e a chi sennò?) dichiara che far entrare l’Ucraina ed altri, immetterebbe sul mercato 70-80 milioni di lavoratori sottopagati che rischierebbero di creare un gigantesco dumping sociale.
Ovviamente, si tratta di numeri completamente campati in aria. Le uniche candidature immaginabili al momento si limitano infatti all’Ucraina e ai paesi balcanici, che in totale contano 56 milioni di abitanti. Il che significa tra i 22 ed i 24 milioni di lavoratori. Lo stipendio medio in questi paesi non è di 400, ma di 600-850 euro. Ora, faccio presente a Fassina che tra il 2004 ed il 2007 sono entrati a far parte dell’UE 12 paesi, che hanno portato in dote 45 milioni di lavoratori (cioè il doppio di quelli degli stati in attesa), con un gap stipendiale di gran lunga superiore a quello degli attuali candidati. Nonostante questo la mobilità interna negli anni successivi si è limitata a circa 4-5 milioni, i quali hanno per lo più occupato posizioni scoperte. Inoltre Fassina dimentica che 6 milioni di Ucraini si sono già spostati all’estero nei primi mesi di guerra e molti di loro si sono integrati. È dunque probabile che a seguito di un ingresso nell’UE, con le nuove opportunità che gli investimenti comporterebbero, si determinerebbe semmai un esodo al contrario, cioè un rientro di milioni persone in patria. Quelli di Fassina sono quindi numeri sparati a caso che servono a giustificare la chiusura antieuropeísta dell’intervista, nella quale spiega che l’idea di ammettere Kyiv è un modo con cui le élite politiche di Bruxelles puntano a sopravvivere attraverso uno status di guerra permanente. Il fatto che si ritrovi a dire roba tipo “prima gli italiani” e “Europa guerrafondaia” come un Vannacci qualsiasi non sembra sembra destare in lui alcun turbamento.
Un cenno lo meritano infine anche le parole del Ministro @GuidoCrosetto, che devo dire sono state per me la delusione peggiore di tutte. Non perché i timori legati alle sfide che un ingresso dell’Ucraina siano infondati, ma per l’approccio opportunista e la totale mancanza di strategia che le sue parole rivelano. Affermare che Kyiv non può entrare ma può fare con noi accordi sulla difesa vuol dire semplicemente tenere un intero paese fuori dalla porta e pretendere che ti dia solo quello che ti serve. Inoltre dire che la guerra è un ostacolo anziché immaginare che l’Europa sia il mezzo migliore per concluderla lancia un messaggio pericoloso a Vladimir Putin. E cioè che se vuole impedire che paesi come l’Armenia e la Moldova entrino nell’UE è proprio la guerra lo strumento che deve utilizzare, perché è l’unico in grado di arrestare il processo. Sarebbe inoltre la vera ricompensa per i 12 anni di aggressione all’Ucraina, iniziata proprio per impedire l’avvicinamento all’UE. Chiedo a Crosetto: se ancora una volta confermiamo allo zar che aggredire, uccidere e bombardare paga, come possiamo pretendere che smetta di farlo?
Punto già fatto, ma merita essere ripetuto. Combinando questi dati con quelli sulle intenzioni di voto, si conclude che una significativa fetta di chi disapprova il governo comunque voterà uno dei suoi partiti costituenti.
La dice lunga sulla qualità dell'attuale opposizione.
🇮🇹🇪🇺 This is utterly unacceptable.
Reports indicate that Giorgia Meloni is preparing to sideline Roberto Cingolani, CEO of Leonardo, Italy’s largest defence group.
The reason? Multiple sources suggest this is not about performance - under Cingolani, Leonardo’s stock has registered a +700% increase - but rather about the “Michelangelo Dome”.
Leonardo’s new AI-based air defence system, reportedly set to be tested in Ukraine in 2026, is now seen as “too competitive” for Washington.
According to several reports, Cingolani’s perceived “too European” stance - focused on strengthening Europe’s strategic autonomy - may have played against him.
If confirmed, this would be a political decision against Europe’s industrial and strategic interests.
European states cannot claim sovereignty, and then punish those who actually try to build it.
Le dimissioni di Del Mastro e Bartolozzi ci dicono molto.
Prima di tutto che Meloni comincia ad aver paura per la sua tenuta nel gradimento popolare per aver portato in posizioni di governo degli scappati di casa: l'assenza di classe dirigente degna, di cui si parlò molto sotto elezioni, inizia ad essere un peso;
che vuole attribuire alle intenperanze verbali l'esito del referendum; vero, peccato che i suoi toni non siano stati tanto diversi da quelli della capo di gabinetto;
che ha fatto tanta strada come statista ma che resta anche, soprattutto, una capopolo che non riesce a tenere a freno il suo essere ruspante davanti alla sua gente.
L'auspicio che a dimettersi ora sia la Santanché dice ancora di più: ha paura di perdere le elezioni del 2027 che erano già vinte.
Ora pensate una cosa: se il referendum fosse passato Del Mastro, Bartolozzi e Santanché sarebbero rimasti al loro posto, coperti dalla disciplina tribale.
Ci si può fidare di una premier che ricorda la "sensibilità istituzionale" solo di fronte alla paura di una sconfitta?
Io vorrei solo dire che chi afferma che ''il capitale finanziario'' è un nemico dell'umanità è allo stesso livello intellettuale e morale di chi dice che c'è il complotto di Soros per sostituire i nativi con gli immigrati.
#Cacciari (e forse anche l'anonimo "Intollerante" (un nick significativo)) dovrebbero sapere che questa, e molte altre simili domande, vengono poste ai cittadini ogni volta che si vota. I deputati ed i senatori, i consigliere, i presidenti delle regioni ed i sindaci a questo servono!
Si chiama democrazia rappresentativa e #Cacciari (che ha fatto svariate volte sia il deputato che il sindaco) dovrebbe saperlo e spiegarlo, invece di fare (ammesso che la frase sia sua) del populismo da grillino pro-Putin!
Non me lo ricordo - per fare un esempio fra mille - indire un referendum per chiedere ai cittadini veneziani se volevano buttare i loro soldi nel brutto e disfunzionale "ponte di Calatrava"!
Nemmeno me lo ricordo promotore di referendum quando si occupava - non so sulla base di quali competenze - di "riconversione industriale" ...
E' tempo di dire basta al populismo dei tuttologi televisivi (spesso a pagamento)! @ora_italia
@bragaglia Non scherziamo: è difficilissimo trovare spesa pubblica che abbia un moltiplicatore superiore a 1, ovvero che si ripaghi con nuova crescita o, addirittura, "risani" il debito.
Soprattutto quando la mole di debito pregresso rende troppo oneroso finanziare nuovo debito.
@marcocattaneo Marco, no. Dare la colpa agli elettori è una strategia molto facile e quasi sempre sbagliata. Chi ha convocato questi referendum o vive sulla luna e pensava veramente di vincere, o sapeva di perdere ma lo ha fatto lo stesso per lotte intestine. Non so cosa sia peggio,
Gazans on social media are thanking Jewish protesters at the Gaza border who called for an end to the war and the release of hostages—saying they’ve shown more moral clarity than most pro-Palestine voices in the West and the Arab world.
They note that while many in the West and across the Arab world protest only to praise Hamas, these Jewish voices are standing up for Gaza’s civilians—for life, justice, and humanity.
That’s what true solidarity looks like—and Gazans are recognizing it with gratitude and clarity.
Il y a un agresseur : la Russie.
Il y a un peuple agressé : l'Ukraine.
Nous avons tous eu raison d'aider l'Ukraine et de sanctionner la Russie il y a trois ans et de continuer à le faire.
Nous, c’est les Américains, les Européens, Canadiens, Japonais et plusieurs autres.
Merci à tous ceux qui ont aidé et continuent. Et respect à ceux qui, depuis le début, se battent. Parce qu'ils se battent pour leur dignité, leur indépendance, pour leurs enfants et pour la sécurité de l'Europe.
Cialtroni e traditori.
Cosa ci fa questa propagandista di un regime criminale a Venezia?
Qui l'arte e la cultura c'entrano nulla, anzi vengono insultate ed umiliate.
Questa e' sporca propaganda di un regime criminale!
Un’estate a parlare di un presunto complotto della magistratura per mettere in crisi il governo. La realtà mostra che, con questo materiale umano, basta molto meno.