@Mov5Stelle Meloni ha firmato una transazione da 100 milioni su consiglio dell’Avvocatura dello Stato, risparmiandone altri 100. Ha posto rimedio a un vostro disastro. Vi confermate essere un branco di ignoranti.
A parte le argomentazioni disordinate con 1000 preamboli, il contenuto di questo intervento è agghiacciante. Sembra uno dei 5stelle. Invece è un senatore del @pdnetwork
Quello che nessun media vi dice dei funerali in #Iran di #Khamenei.
Ancora una volta inseguite la propaganda del regime islamico iraniano che vi mostra finte folle oceaniche di iraniani che parteciperebbero ai funerali del dittatore sanguinario #AliKhamenei. Informazione significa raccontarla tutta e correttamente e non raccontare quel che il regime vuole che raccontiate. Ebbene le folli che vedete nei video propagandistici dei guardiani della rivoluzione è di una popolazione che è lì per paura, per coercizione, perché pagata con pezzo di pane, che è lì o per abitudine o per indifferenza. Inoltre molte decine di migliaia di partecipanti non sono cittadini iraniani, ma popolazione araba fatta affluire da diversi angoli del pianeta, mercenari iracheni di Kata’ib Hezbollah, Harkat al-Nujaba, affiliati al regime iraniano, di Sayyid al-Shuhada e le brigate Badr, quelle afghane Fatemiyoun e quelle Houthi yemenite, impiegate in prima linea per la brutale repressione.
Lo sapevate? Ve lo dicono cosa rappresenta la folla ai funerali di #Khamenei?
La stragrande maggioranza della popolazione iraniana non ha partecipato a questa penosa scenografia perché non dimentica.
Per milioni di iraniani, Khamenei è un nome legato al massacro di Aban, alla repressione del movimento “Donna, Vita, Libertà, alle impiccagioni di giovani manifestanti, alle torture indicibili di oppositori, di minoranze e anche di minori, alla povertà diffusa, alle migrazioni forzate, alla corruzione strutturale, alla carenza di acqua, di cibo, di farmaci, di assistenza sanitaria e alla trasformazione della vita quotidiana in un campo di battaglia. Il governo vuole coprire questa memoria con il suono delle lamentanze.
@RadioRadicale
@DanielaMorfino@GiuseppeConteIT Dopo il parere dell'Avvocatura dello Stato, di accedere all'accordo transattivo, se "fossero andati fino in fondo in appello" e avessero perso, il danno erariale non sarebbe stato addebitato ad Arcuri, ma chi aveva rifiutato l'accordo.
Capito Daniela ?
@DanielaMorfino@GiuseppeConteIT I 100 milioni sono stati dovuti ad un fornitore di mascherine Italiano escluso da Arcuri a favore delle mascherine farlocche Cinesi che ha denunciato il Governo Conte e vinto la causa,al che il Consiglio di Stato ha consigliato di pagare per evitare che dovesse Conte risarcire
@DanielaMorfino@GiuseppeConteIT Non è un "accusatore." E' un imprenditore che ha subito un danno a causa dell'incompetenza di Conte e Arcuri. 100 milioni sono l'uscita "facile." Vai fino in fondo, e poi? Ne paghi 200? Ecco perché dovreste stare alla larga dai soldi dei contribuenti.
@DanielaMorfino@GiuseppeConteIT Perché l'avvocatura dello stato, organo terzo rispetto al governo, ha ritenuto che l'alea di un secondo grado non fosse favorevole per lo stato. E da 230 mln ha pagato 100 mln per un errore fatto da Arcuri sotto il governo di Conte. Ma voi cinquestelle non ci arrivate a capirlo.
Breve storia triste: Arcuri, sotto Conte, revoca illegalmente un contratto di mascherine; il Tribunale condanna lo Stato a pagare 203 milioni; Meloni firma una transazione da 100 milioni, risparmiandone circa altri 100; M5S e PD denunciano chi ha rimediato al loro disastro. Fine.
@GiuseppeConteIT Vero anche alla sua propaganda di fandonie infarcita di attribuzione di meriti che non appartengono a Lei e al suo partito. Perché non ricorda invece le sue grandi conquiste a partire dall’abolizione della povertà ai decreti sui flussi migratori ai banchi a rotelle etc etc etc
SILENZIO OCCIDENTALE
Il silenzio occidentale incoraggia la deriva autoritaria della #Turchia, isola l'opposizione turca e ignora i princìpi fondanti della #NATO, ovvero democrazia e stato di diritto.
Vedrete che il 7 e l'8 Luglio, ad #Ankara, non vi sarà alcun leader di un paese europeo che solleverà la questione dei diritti umani e della libertà in Turchia. Nessun leader europeo chiederà conto a #Erdoğan di #OsmanKavala, #SelahattinDemirtaş, @ekrem_imamoglu e di centinaia di altri politici ed attivisti arrestati. Stiamo assistendo al riorientamento diplomatico dell'Occidente che sarà ancor più evidente quando i leader dei 32 Stati membri della #NATO si riuniranno ad Ankara il 7 e l'8 luglio e si troveranno faccia a faccia con un autocrate che sta facendo regredire la Turchia verso una forma dittatoriale sul modello russo.
Nessun leader europeo criticherà la repressione senza precedenti contro il principale partito di opposizione turco, il Partito repubblicano del popolo (#CHP), che ha portato all'incarcerazione del suo candidato alla presidenza della Repubblica, il sindaco di Istanbul Ekrem #İmamoğlu, il più insidioso rivale di Erdoğan.
@RadioRadicale
A Moroccan player makes a throat-slitting gesture while shouting “Allahu Akbar” after scoring a goal, directly enacting Quranic verses about striking the necks of infidels.
They just have to turn everything into their religious war against non-Muslims. Zero sportsmanship.
La gran lezione di Helen Mirren ai complottisti vip della #Xylella (notare come in ogni lotta da scappati di casa c’è sempre la Guzzanti)
Di @lucianocapone su @ilfoglio_it
Nicola Porro è un signore. Ed è dotato di una rara eleganza dialettica che gli ha permesso di smontare con sarcasmo gli insulti e il funambolismo retorico da Upim sfoggiati ieri da Giuseppe Conte a @QRepubblica. Quanti di noi colleghi non avrebbero ceduto alla tentazione di mandare malamente a quel paese l'ex premier (e quanti altri, viceversa, avrebbero "fatto pippa") di fronte alla sua stizzosa aggressività? Porro lo ha messo al suo posto e, ha decretato la rete, “lo ha fatto nero”. Non era facile, con un ex premier che, svicolando dall'obbligo di rendere conto della sua gestione politica durante una delle fasi più dolorose della storia italiana, ha preferito aggredire il giornalista sul piano personale, uscendone malconcio. “Non dica fesserie”, “non faccia il fenomeno”, “non le consento”, “non rida”, “suo padre ne avrà avute di difficoltà con lei”, “lei è fuori di testa”: se anziché Conte, a rivolgersi così a un giornalista fosse stato un qualsiasi politico di maggioranza, le opposizioni si sarebbero incatenate di fronte al Parlamento (e all’Ordine dei Giornalisti) e avrebbero gridato alla lesa maestà. Ma la classe non è acqua. E se anche i principi, di questi tempi, perdono la corona, figuriamoci i Conte.
Freccero che dà del cocainomane a Zelensky, e il giornalista che lo incalza con golosità suina, sono i veri groupies di Vannacci.
Rilanciano una bufala assemblata a Mosca e si credono coraggiosi.