There are no separatists in the Donbas. The War in Donbas was an elaborate russian ploy. Some global media sources keep referencing the so-called DPR and LPR patched russian troops as "pro-russian separatists." In this thread, I aim to explain why it is russian propaganda. 1/
Oggi Arsenij Turbin, il più giovane prigioniero politico russo conosciuto, compie 18 anni. Li compie in carcere.
È stato arrestato a 15 anni. Condannato a cinque anni di colonia penale. Ora stanno preparando contro di lui un nuovo procedimento, per impedirgli di uscire anche quando avrà finito di scontare la pena.
Arsenij è cresciuto nella piccola città di Livny, nella regione di Orël, con la madre, la nonna e il nonno. Studiava al liceo intitolato a Bulgakov, vinceva olimpiadi scolastiche. Sul suo canale pubblicava video in cui criticava funzionari e Putin, si fotografava con la bandiera bianco-azzurro-bianca, condivideva contenuti di Navalny, Khodorkovskij e Katz. Nell’estate del 2023 mise nelle cassette della posta dei vicini volantini con la scritta: «Hai bisogno di un presidente così?». A quattordici anni voleva fare un picchetto solitario nel giorno del compleanno di Navalny — sua madre lo fermò. Il 12 giugno uscì da solo, senza che i genitori lo sapessero.
Poi arrivarono sei agenti del Servizio federale di sicurezza. Alle sei del mattino. A casa sua.
Alle sei del mattino del 29 agosto, sei agenti del Servizio federale di sicurezza entrarono nella loro abitazione. Portarono via il telefono, il tablet e il computer portatile. Il giorno dopo li invitarono «per una conversazione» — la famiglia Turbin si presentò senza avvocato. Il verbale dovette essere rifatto due volte a causa di errori. La terza versione fu firmata senza rileggerla: pensavano che si trattasse soltanto di correzioni.
Il Servizio federale di sicurezza sosteneva che Arsenij avesse confessato spontaneamente di essere entrato nella Legione «Libertà alla Russia». «Mediazona» ha ottenuto la trascrizione completa di quella conversazione e ha scoperto che gli agenti avevano inserito nel verbale parole che lui non aveva mai pronunciato. Nella registrazione, due agenti convincono apertamente lo studente che scrivere alla Legione è «normale» e «non è contro la legge».
«Memorial» ha esaminato la corrispondenza presentata dall’accusa come prova. C’era una sola cosa: Arsenij aveva scritto all’indirizzo della Legione dicendo di vivere a Livny e di essere «pronto ad affiggere volantini e a combattere la propaganda putiniana». Nessuna intenzione di andare in Ucraina. Nessun sabotaggio. Nessun modulo di adesione. Volantini.
Cinque anni di colonia penale.
Cinque anni di colonia penale.
Oggi sua madre sa che suo figlio compie diciotto anni dietro le sbarre. E sa di non poter fare nulla per aiutarlo. Probabilmente è questa la cosa più terribile di tutte: non poter aiutare il proprio figlio. Poter soltanto guardare.
«Perché stanno distruggendo mio figlio?», chiede.
Per dei volantini. Per un picchetto. Perché a quindici anni aveva una propria opinione e non sapeva nasconderla.
Oggi penso ad Arsenij. A com’era: intelligente, partecipe, coraggioso fino all’incoscienza, come sanno esserlo soltanto gli adolescenti che ancora non sanno come può finire. Penso a come uscirà da lì — se uscirà. A sua madre, che oggi probabilmente non sa come riuscire a superare questa giornata.
Ricordate questo nome. Arsenij Turbin. Oggi compie diciotto anni.
"Io sono sempre stato filo-Ucraina".
Francesco Guccini aveva chiari certi valori. In primis, quelli dell'antifascismo e della difesa della democrazia. Non gli apparteneva, invece, il finto pacifismo. Quello che chiede di disarmare la Resistenza.
Mancherà.
#guccini
“La Russia non è il mio nemico”. “La guerra è stata voluto dalla NATO”.
Il fatto che il Cremlino spenda oltre 3 miliardi di euro per la propaganda internazionale ci dà molto a cui pensare rispetto agli slogan di Mosca spesso ripetuti in Italia. I post deliranti di Vannacci, della Lega, del Movimento 5 Stelle e dei nascenti movimenti di Di Battista e D’Orsi alla fine potrebbero non sorprendere così tanto.
Proprio per questo oggi, con @pinapic, abbiamo presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge per dare immediata applicazione al regolamento europeo del 2022 contro la propaganda di guerra russa, di cui in Italia non è mai stata approvata la normativa di attuazione. Non sono mai state individuate le autorità responsabili ad intervenire, né stabilite le sanzioni per la violazione dei divieti. Così in questi quattro anni i contenuti di Russia Today e delle altre piattaforme mediatiche del Cremlino hanno continuato liberamente a circolare e a essere diffusi in eventi pubblici e in rete.
L’esito delle prossime elezioni politiche in Italia è condizionabile e quindi è in pericolo. Se non poniamo un argine a questa propaganda e alla disinformazione non saranno gli italiani a decidere chi li governerà. Su questo finora c’è stato solo silenzio, tanto a sinistra quanto a destra. Nella migliore delle ipotesi, perché hanno forze filorusse nei loro schieramenti e non vogliono disturbarle.
Noi no. E tutte le scelte politiche che faremo saranno dettate da questo principio: chi si allea con chi è filorusso, è filorusso.
Serve uno scudo democratico. Subito.
@f_onori@mlombardo81@FedeValcauda@PatriziaDeGraz1
Today, our long-range sanctions worked across three areas on Russian territory, as well as on our temporarily occupied land and at sea. In particular, in response to Russian strikes on our civilian infrastructure and on our cities and communities, two major logistics facilities were hit – in the Moscow and Tambov regions, more than 500 and nearly 700 kilometers from the front line. The aggressor used them to supply sanctioned components for drone production and navigation equipment. An oil facility was also struck. In addition, Ukrainian mid-range strikes engaged targets in the waters of the Sea of Azov and the Black Sea, and in our temporarily occupied Crimea.
I thank the warriors of the Unmanned Systems Forces, the Special Operations Forces, the Armed Forces of Ukraine, the Security Service of Ukraine, and the Defense Intelligence of Ukraine – every unit of Ukraine's Defense Forces – for their precise and coordinated execution of these missions. Glory to Ukraine!
Il mio amico Matteo Renzi- che giusto ieri sollecitavo per metterci insieme al lavoro per costruire un fronte europeista e riformista- risponde che non c'è spazio per una terza forza elettorale, tra la destra e il campo Lavrov.
Ne sono dispiaciuta e a lui voglio ricordare che ad oggi non c'è spazio in nessuna delle due coalizioni per chi ha sinceramente a cuore la difesa dell'Italia e dell'Europa; e che né in questa destra, né in questa sinistra, c'è spazio per chi vuole stare con l'Ucraina senza se e senza ma, per chi vuole combattere il pericolo russo come una questione esistenziale per la libertà italiana e europea, e per chi vuole avere con le istituzioni dell'Ue un rapporto serio e leale, non cercando ogni volta di addebitare ad esse la responsabilità dei fallimenti nazionali e non usandole sempre come un alibi o come un bancomat.
Se questo spazio non esiste né nella coalizione di destra, né in quella di sinistra -entrambi paralizzate da demagogie estremistiche uguali e contrarie- bisognerà costruirlo altrove ed è esattamente quello che sto facendo con @s_pubblico, e con chiunque condivida questa convinzione.
Il linguaggio usato da #Vannacci non è postfascista o di estrema destra e’ quello di un fascista vero e proprio e come tale va trattato.
Oggi parla di “badogliani che sparano alla schiena” ieri di “reti di guerriglia”, un linguaggio non accettabile in una democrazia.
Sono stato sempre molto attento ad usare la parola fascista, ma in questo caso di questo si tratta: un fascista asservito a Putin come i fascisti storici erano asserviti ad Hitler.
Un traditore della patria che ha disonorato la divisa e che va isolato e bloccato da tutte le forze politiche democratiche
I #medici#novax radiati saranno reintegrati.
L’emendamento di #FdI e’ uno sputo in faccia a tutti i sanitari italiani, ai morti per il Covid e a tutti gli italiani che, con il loro impegno, hanno portato fuori dall’emergenza questo paese. Sono disgustato, ma anche felice di aver finalmente capito da che parte sta il Governo italiano sui #vaccini
Rispondo ad Alessandro Barbero, perché dire “sono comunista” (così come chi dice “sono fascista”) non è una provocazione innocua: è un errore che rischia di trasmettere un messaggio pericoloso alle nuove generazioni. Le ideologie che hanno prodotto dittature, repressione e milioni di vittime non vanno rivendicate con leggerezza, ma studiate criticamente.
P.S. Forse certe affermazioni si fanno con tanta leggerezza solo perché non si è mai vissuto sotto una dittatura.
I cari vecchi metodi del KGB sono ancora realtà. Ecco perché serve investire nella Difesa.
I gravissimi arresti compiuti oggi a Roma per spionaggio a favore della Russia dimostrano, purtroppo, che la guerra fredda informativa non è mai finita. Reclutamento tramite denaro, accesso abusivo a sistemi informatici, utilizzo di coperture diplomatiche: siamo di fronte ai classici metodi operativi del vecchio KGB, ereditati oggi dall'FSB e dai servizi russi, ancora tragicamente in auge nel cuore dell'Europa e delle nostre istituzioni.
Quando parlo di sicurezza nazionale e della necessità impellente di aumentare gli investimenti e le spese per la difesa, l'opinione pubblica tende a pensare solo a mezzi militari e armamenti.
Ma la realtà è molto più complessa e pervasiva. Investire nella difesa oggi significa prima di tutto:
potenziare il controspionaggio e la capacità di screening interno,
blindare la cybersicurezza e l'accesso ai sistemi informatici strategici, fornire strumenti e risorse adeguati alle nostre forze dell'ordine e ai servizi di intelligence per neutralizzare le minacce ibride prima che danneggino lo Stato.
Esprimo il più profondo ringraziamento ai Carabinieri del Ros e alla magistratura per aver sventato questa minaccia.
Questo episodio sia da monito per tutti: la sicurezza non è un costo da tagliare, ma un investimento vitale per proteggere la nostra democrazia e la nostra sovranità da chi tenta di destabilizzarci dall'interno.
Stanotte Kyiv è stata nuovamente devastata da missili e droni russi nel più imponente attacco sferrato dalla Russia dal febbraio 2022. Palazzi residenziali sventrati, civili uccisi e feriti, interi quartieri colpiti. Ancora una volta il terrorismo di Stato del Cremlino ha scelto di massacrare persone mentre dormivano nelle loro case.
Eppure su tutto questo continua a pesare il silenzio colpevole di una parte dell’opinione pubblica italiana, ormai infestata da propagandisti del putinismo e da piccoli personaggi in cerca d’autore. Un silenzio che finisce per assuefare all’orrore e per rendere ordinaria l’aggressione.
Per chi oggi si candida a governare l’Italia, il pieno sostegno politico e militare all’Ucraina deve essere una priorità non negoziabile. Per noi di Spazio Pubblico la vera linea rossa non è una formula di coalizione, ma il sangue degli ucraini che ogni giorno difendono anche la libertà dell’Europa.
@s_pubblico
Secondo nuove stime uscite oggi piu’ di 150.000 uomini e donne ucraine sono morti per difendere la loro patria. Con i feriti il numero supera i 600.000. I russi morti e feriti ammontano a 1,4 milioni. E’ una massacro senza pari nella storia contemporanea, che ha un solo responsabile: Vladimir #Putin. Chiunque difende “le ragioni” di questo criminale assassino è un complice e un collaborazionista. Chi ospita per fare audience i propagandisti italiani di Putin e’ allo stesso modo responsabile.
L’associazione di Di Battista mi chiede 25.000 euro per non querelarmi.
Rispondo con una controproposta più equa: te li do nella tua valuta nazionale ovvero 25.000 rubli (che corrispondono a 270€).
Un prezzo equo per levarsi dalle scatole un essere inutile.
Gli ufficiali dovrebbero avere tre caratteristiche: essere patriottici; rispettare la Costituzione; essere dei gentiluomini. #Vannacci lavora per la Russia; sputa sulla Costituzione ed è un gran cafone.
Ho una notizia terribile da darvi: Semyon Skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato.
Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sue opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo.
Dopo aver lasciato la Russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a battersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di Europa Radicale e all’associazione radicale Certi Diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo.
La sua terribile uccisione impone una riflessione non piu rinviabile.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del Cremlino ben oltre i confini della Federazione Russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea.
Per questo l’Unione europea deve fare un passo avanti.
Serve una Rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello UE e in stretta collaborazione con gli Stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili.
L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione.
Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia.
In foto Semyon a Venezia
Vannacci oggi mi ha dedicato una parte del suo accorato intervento. Si sente punto sul vivo quando gli ricordo le sue amicizie russe, il suo pensionamento d’oro, le sue previsioni sbagliate sull’Ucraina, la sua codardia nel non riuscire neanche a dire chiaramente ciò che e’ : un fascista che ha tradito l’istituzione per cui ha lavorato, la Repubblica, violando i codici di condotta e d’onore che la divisa impone. Per quanto mi riguarda lo considero solo l’ennesimo buffone populista che promette tutto e il contrario. Del resto se lo dice da solo: “siamo la feccia”. Concordo.