Militartis è un luogo di raccolta, analisi e confronto sulla storia militare. Il nostro obiettivo è condividere come pensare, piuttosto che cosa pensare.
12 dicembre 1942 - episodio della Seconda Guerra Mondiale.
Il porto, occupato dalle forze anglo-americane, è violato dai mezzi d'assalto della marina italiana che danneggiano un incrociatore degli Alleati ed affondano alcuni piroscafi.
13 maggio 1958 - insurrezione - episodio della Guerra per l'indipendenza d'Algeria.
La sanguinosa rivolta, operata da elementi estremisti e militari del generale Massu, provoca la caduta della Quarta Repubblica e il ritorno al potere in Francia del generale De Gaulle, ritenuto dai nazionalisti francesi fautore dell'integrazione.
ALGERI - capitale dell'Algeria, sulla costa mediterranea.
8 luglio 1775 - spedizione punitiva ordinata da Carlo III di Spagna contro il Bey. La comanda l'irlandese O'Relly, che ha sotto di sé 300 navi e un contingente di 22.000 uomini.
Iniziato lo sbarco gli Spagnoli si trovano di fronte a uno sterminato esercito di Arabi che li costringono, dopo i primi combattimenti, a ritirarsi sulle navi sotto la protezione dei loro cannoni.
— Conseguenze: dopo il fallimento dell'impresa, Carlo III si rassegna a concludere con il Bey la pace firmata nella stessa Algeri nel 1785.
5 luglio 1830 - campagna francese d'Algeria.
— Forze in campo: Francesi contro Arabo-turchi.
— Vittoria dei Francesi.
— Comandanti: il gen. De Bourmont per i Francesi, il comandante Hussein per gli assediati.
Con un violento bombardamento contro Forte Imperatore i Francesi costringono la guarnigione arabo-turca arroccata nel castello ad arrendersi. Quindi capitola la città.
Con la pace di Presburgo i territori dell'ex repubblica di Venezia vengono uniti al Regno d'Italia.
Il neonato Regno d'Italia sopravvive alla guerra della terza coalizione contribuendo alla vittoria.
I territori veneto-friulani entrano nel sistema napoleonico (ufficialmente il 1° maggio 1806) caratterizzato da innovazione e reazione. Venezia, che sotto il dominio austriaco aveva mantenuto un ruolo di semi-capitale, è costretta a ridimensionare la sua centralità politica a favore di Milano, capitale del regno.
Le maggiori città veneto-friulane, svincolate dal dominio veneziano, ottengono una loro importanza, diventando capoluoghi di dipartimento e preferendo il controllo di Milano rispetto a quello di Venezia.
L’Impero austriaco, espulso dalla zona tedesca e italiana, cova rancore.
La presenza di un grande stato italiano, armato, in continua espansione e confinante, minaccia ulteriormente la posizione austriaca.
I semi della prossima guerra sono già stati piantati.
Testo del proclama tratto dal Giornale Italiano:
“PROCLAMA
Popoli del Regno d'Italia e degli Stati di Venezia!
Il dì 27 Dicembre a cinque ore del mattino è stata segnata la pace a Presburgo dal sig. De Talleyrand Ministro di Sua Maestà l'Imperatore di Francia, e Re d'Italia, e dal sigg. Principe di Lichtenstein, e Barone de Giulay muniti dei pienipoteri di Sua Maestà l’Imperatore d'Alemagna.
Il Trattato, che è stato segnato a Presburgo, unisce al Regno d'Italia la città di Venezia, e tutti gli Stati veneziani.
Popoli del Regno d'Italia, non ha Egli il vostro Re compiuto tutti i vostri voti, tutte le vostre speranze?
Popoli degli Stati di Venezia, voi sarete felici; il vostro paese non sarà più il teatro della guerra. Non invidierete più ai vostri vicini l'onore di essere governati da NAPOLEONE.
Il grande secolo dell'Italia va dunque a rinascere! Così vollero il Genio, ed il Valore.
Italiani, siate fieri del grande avvenimento, che io proclamo.
La vostra patria ritroverà l'antica sua gloria accresciuta da tutto lo splendore, che si unisce all'istante del suo risorgimento, e che seguirà il nome del suo nuovo Fondatore fino ne' secoli più remoti.
Dal nostro Quartier generale di Padova 31 dicembre 1805.
IL PRINCIPE EUGENIO.
Per il Vice-Re
Il Consigliere Segretario di Stato
L. Vaccari”
1515
Una spedizione di forze spagnole comandata da Francisco de Vero fallisce nel tentativo di strappare la città ai pirati dei fratelli Barbarossa.
1518
Una seconda spedizione spagnola, questa volta al comando del Marchese di Moncada, tenta inutilmente di conquistare la città tenuta sempre dai Barbarossa.
1541
Dopo i due precedenti falliti tentativi Carlo V, imperatore d'Austria e re di Spagna, organizza un piano grandioso e organico per conquistare la piazza dei pirati. Lo stesso sovrano spagnolo conduce nelle acque di Algeri una potente flotta con la partecipazione del genovese Andrea Doria, del conte Orsini, e un forte contributo di navi veneziane. Una pioggia torrenziale trasforma tuttavia il terreno attorno alla città in un pantano, e impedisce ogni movimento alla fanteria e alla cavalleria spagnola sbarcata dalle navi. Di fronte alla accanita resistenza degli Arabi e al loro feroce contrattacco gli Spagnoli volgono in fuga.
— Conseguenze: la sconfitta segna la fine dell'impero spagnolo nell'Africa settentrionale
Durante la guerra della quinta coalizione l'impero austriaco attaccò anche il Regno d'Italia, aprendo un fronte secondario rispetto a quello principale in Germania. In questo contesto di guerra è interessante leggere i proclami del governo italiano, nei quali il discorso patriottico era fortemente presente.
Ad esempio, un estratto della circolare del ministero della Giustizia del Regno d'Italia, datata al 30 Maggio 1809, riguardo agli avvenimenti bellici in corso afferma:
“I mali di questa invasione non possono ricadere che sull'ingiusto violatore dei trattati; e questo violatore ingiusto non è che il gabinetto di Vienna.
Esso alla violenza delle armi aggiunge il delirio orribile della perfidia, calunniando le nostre più liberali istituzioni, eccitando popoli alla rivolta, e giovandosi crudelmente di quanto può trovarsi di debole, di vile, di disperato tra le nazioni.
Il braccio potente di Napoleone ha già incominziati i suoi colpi. Dio lo dirige.
Noi che siamo stati chiamati da lui all'onore del Regno; noi che da lui abbiamo avute istituzioni sublimi, le quali ben conservate ci assicurano forza e virtù nazionale; noi che senza di lui ricadremmo vittima miserabile della feudalità e della superstizione, noi non possiamo che avere un senso ed una volontà sola, quella di concorrere con ogni nostro sforzo a far cessare al più presto la lotta suscitata. Essa è l'ultimo tentativo che la tirannide ambiziosa fa contro la libertà pubblica. Essa è la lotta delle tenebre contro la luce.
Noi sortiremo vittoriosi da questa lotta, e noi ed i nostri figli, i nostri nipoti, anziché essere condannati al vile abrutimento degli schiavi, saremo per sempre assicurati nella condizione libera e generosa d’uomini e cittadini.
Già il valore italiano, animato dall’amor della patria, dall'esempio de’ militari francesi e dalla presenza dell’augusto Principe a cui si sono strettamente attaccati i nostri destini, ha sulla Livenza, sulla Piave, sull’Adige vendicato l'insulto fatto alla indipendenza nazionale.
L'irruzione improvvisa e la superiorità comunque esorbitante delle falangi nemiche hanno dovuto arrestarsi, indi fuggire d’innanzi ai forti, risoluti, come i soldati di Pelopida, a non voler vedere i nemici nel loro nativo terreno.
Lode sia al loro coraggio: e questo coraggio si diffonda in tutti i cittadini del Regno, e sviluppi i suoi effetti ne’ diversi offici a cui nella società il particolare suo stato chiama ciascheduno.”
(Fonte: Giornale italiano, 1809, parte 1, p. 604)
Rzadkie nagranie przedstawiające głównodowodzącego armii rosyjskiej, generała Ławra Korniłowa oraz Borysa Sawinkowa podczas Narady Państwowej w Moskwie, sierpień 1917 r.
A rare recording showing the Commander-in-Chief of the Russian Army, General Lavr Kornilov, and Boris Savinkov during the State Conference in Moscow, August 1917.
6 – 13 luglio 1801 - battaglia navale - episodio delle Guerre del Consolato.
— Forze in campo: Francesi, appoggiati dalle artiglierie spagnole di terraferma, contro Inglesi.
— Comandanti: per la formazione navale francese l'amm. Linois, per quella inglese l'amm. Saumarez.
(6 luglio) Il contrammiraglio britannico Sir James Saumarez attaccò uno squadrone francese alla fonda nel porto di Algeciras, protetto da batterie costiere spagnole. I britannici furono ostacolati dalla scarsità di vento e dalle secche; persero la nave di linea HMS Hannibal, che si incagliò e fu catturata.
— Vittoria dei Francesi.
(12-13 luglio) Riparata rapidamente la flotta a Gibilterra, Saumarez inseguì lo squadrone franco-spagnolo uscito da Algeciras per rientrare a Cadice. Nel corso di un combattimento notturno, due grandi vascelli spagnoli (Real Carlos e San Hermenegildo) si scontrarono per errore, presero fuoco ed esplosioni uccisero oltre 1.700 uomini, mentre la nave francese Saint Antoine.
— Vittoria degli Inglesi.
26 marzo 1344 - assedio - episodio della lotta della Spagna contro i Mori.
— Forze in campo: il presidio dei Mori contro le truppe di Castiglia e le navi genovesi alleate.
— Vittoria degli Spagnoli.
— Comandanti: per gli Spagnoli re Alfonso XI di Castiglia, per i Genovesi Egidio Boccanegra.
Assediati per terra dai Castigliani e per mare dalle navi genovesi i Mori sono costretti alla resa dopo lunga resistenza.
Nel 1369 i Mori, capitanati da Muhammad V di Granada, sapendola indifesa, la attaccano e la prendono, ma poi, stimando di non poterla tenere, nel 1379 la incendiano e la radono al suolo
13 novembre 1809 - battaglia terrestre - episodio della Guerra Peninsulare.
Sconfitta di un corpo spagnolo da parte di forze francesi al comando del col. Robert.
9 dicembre 1809 - battaglia terrestre - episodio della Guerra Peninsulare.
Lo stesso col. Robert, incaricato dal Maresciallo Suchet di effettuare una ricognizione lungo il fiume Noguera, avendo le truppe spagnole del gen. Blake occupato Lérida, Tarragona e Tortosa, si scontra sulle alture di Alfaraz con un corpo di 1.200 Iberici, lo attacca e lo disperde
Dal manoscritto tedesco “Eneit” o “Eneide” di Heinrich von Veldeke, databile intorno al 1210-1220, questa figura mostra l'introduzione di protezioni imbottite per le cosce (dette cuisses o gamboised cuisses) realizzate in tessuto imbottito e trapuntato, queste protezioni venivano indossate sopra le i gambali di maglia (chausses) e potevano estendersi fino a poco sotto il ginocchio, offrendo una protezione supplementare alla parte superiore della gamba. Compaiono anche le prime creste decorative sugli elmi, destinate a diventare uno degli elementi distintivi della cavalleria medievale.
La Grande Guerra come evento spartiacque tra due epoche
La prima guerra mondiale rappresentò una violenta frattura temporale.
Questa percezione non nacque dopo l'esperienza bellica, ma fu già presente nella coscienza delle persone che videro lo scoppio e il successivo svolgimento del conflitto.
Ad esempio, come riporta Antonio Gibelli ne “L'officina della guerra”, Eric J. Leed cita, nel suo libro “Terra di nessuno”, le parole della politica e scrittrice tedesca Gertrud Baümer (1873-1954):
"Il tuffo da un mondo noto in uno completamente diverso non può essere descritto. Semplicemente non esistono parole o immagini adeguate a rappresentare la sensazione di aver debordato dal canale solcato per decenni, la coscienza di essere catapultati verso un destino imponderabile. Non esistono espressioni idonee a significare questa pausa tra due ordinamenti diversi, lo sfumare di qualsiasi cosa importante fino a ieri, e l'imporsi di nuove forze storiche. In quelle chiare notti d'estate divenimmo terreno di “battaglia fra due epoche”".
19 dicembre 1941 - episodio navale della Seconda Guerra Mondiale.
Mezzi d'assalto della marina italiana - i famosi «maiali» subacquei al comando di Luigi Durand De La Penne - penetrati arditamente nelle acque del porto collocano ordigni esplosivi sotto le chiglie delle due corazzate britanniche Valiante Queen Elizabeth che riportano gravissimi danni rimanendo semi-affondate.
ALESSANDRIA D'EGITTO - porto della costa mediterranea dell'Egitto.
11 luglio 1882 - battaglia che inizia la campagna inglese in Egitto. La flotta inglese, al comando dell'amm. Seymour, smantella i forti in cui sono asserragliate le truppe di Arabi Pascià, mentre gli Inglesi sbarcati dalle navi attaccano i forti da terra. Dopo una giornata di combattimento, Arabi Pascià abbandona Alessandria agli Inglesi.
— Conseguenze: con questa vittoria ha inizio l'occupazione inglese dell'Egitto.