La Ravetto sale sul palco per parlare di donne e, dopo cinque legislature in Parlamento, la proposta simbolo che presenta è una bomboletta spray con scritto "Merito".
Il problema è che il merito, prima di sventolarlo, bisognerebbe mostrarlo. Cinque mandati parlamentari, diversi cambi di partito, incarichi di governo e una presenza televisiva costante: ma quale riforma, quale legge, quale risultato concreto porta il suo nome?
Se il programma per le donne è il merito, la domanda è inevitabile: quali meriti politici può rivendicare chi pochi giorni fa ha ammesso di essere andata in televisione a raccontare sciocchezze per disciplina di partito?
Trasformare una bomboletta in un manifesto politico è facile. Più difficile è trovare qualcosa da mettere dentro.
💰⚠️ Sono stati pubblicati gli anticipi dei contributi pubblici ai giornali per il 2025 ⚠️💰
💸Libero 2.703.000€
💸Il Foglio 1.045.000€
💸Secolo d'Italia 467.599€
💸Famiglia Cristiana 3.000.000€
💸Italia Oggi 2.031.000€
💸Dolomiten 3.000.000€
E sono solo gli anticipi.
Quando vi dicono che non ci sono soldi, ricordatevi che lo stipendio a questi simpatici addetti alla propaganda lo paghiamo noi. Ogni volta che uno dei giornalisti che scrive per questi giornali dice qualche menzogna o denigra una categoria di cittadini, lo fa pagato dai cittadini stessi.
Per questo con @AllertaMedia stiamo aiutando l'associazione Schierarsi a raccogliere le firme per abolire il finanziamento pubblico ai giornali.
Ed è proprio per questo che i giornalisti, come una casta che auto-protegge i propri privilegi, non stanno dicendo nulla di questa iniziativa ai cittadini.
RIBELLATEVI.
VENITE A FIRMARE.
#AllertaMedia #Schierarsi #BastaSoldiAiGiornali
quando hai finito di fare i conti in tasca al @fattoquotidiano che non piglia un euro di finanziamento pubblico occupati dei giornali di Angelucci condannato per truffa all'editoria a
1 anno e 4 mesi @CarloCalenda
.@CarloCalenda e @marattin a Venezia col centrodestra sono già una scena abbastanza comica. Ma il vero disastro è il comunicato.
“Abbiamo inserito le nostre priorità nel programma.”
Detta così non sembra politica: sembra mercanteggiamento.
A Viareggio fanno i puri, a Venezia fanno i responsabili. In pratica: dove conviene si schierano, dove non conviene si mettono “terzi”.
Più che liberaldemocratici, sembrano liberaldisponibili.
@marattin Ma sa che invece io penso che uno dei nostri problemi più gravi sia la malafede? No perché il dubbio che ci fosse dell’ironia pare averla pure sfiorata, poi ha preferito ignorarlo e farne la solita guerricciola. Non che mi stupisca,ma speravo avesse cose più serie cui dedicarsi
Se lo conferma lui:
"Vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport."
Si chiama Inter:
- Mafia in curva aiutata dalla dirigenza (cit. Beretta)
- Investigazioni sulla cessione dello stadio di San Siro coinvolgendo l'ex CEO corporate
- Esultanza per l'espulsione di un avversario dopo una simulazione
- Plusvalenze fittizie non indagate
...
Posso continuare per 2 mesi
Fratelli d'Italia ha pubblicato sui social una card tragicomica in cui divide il mondo in due.
A sinistra i cittadini comuni, il medico, l'ingegnere, l'insegnante, l'avvocato, il giornalista, con sotto scritto: "Se sbagliano, loro pagano". A destra i magistrati in toga, con sotto scritto: "Loro no".
Il messaggio è chiaro: in Italia pagano tutti tranne i giudici.
Bellissimo, commovente.
Manca solo un piccolo dettaglio: nella card non ci sono i politici. E soprattutto non ci sono i politici di Fratelli d'Italia.
Tipo Augusta Montaruli. Condannata in via definitiva dalla Cassazione per peculato.
Ha pagato? No. È ancora lì. Deputata e vicepresidente della Commissione Vigilanza RAI.
Tipo Giangiacomo Calovini, deputato di FdI, che ha patteggiato un anno e quattro mesi per corruzione.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Andrea Delmastro, Sottosegretario alla Giustizia, sempre FdI, condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto d'ufficio.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Novo Umberto Maerna, deputato di FdI, condannato a un anno e due mesi per truffa e falso ideologico per aver pilotato dei contributi pubblici a un amico di partito.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Giulio Tremonti, deputato FdI e presidente della Commissione Esteri, che ha patteggiato per corruzione.
Ha pagato? No. È ancora lì.
Tipo Daniela Santanchè, Ministra del Turismo in quota FdI, rinviata a giudizio per falso in bilancio, a processo per truffa, indagata per tre (sì, tre) per bancarotte.
Ha pagato? No. È ancora lì. E anzi, fanno di tutto per salvarla dai processi.
Insomma, se Fratelli d'Italia avesse avuto l'onestà di inserire una terza colonna nella card, "Se sbagliano i nostri", sotto non ci sarebbe scritto "pagano". Ci sarebbe scritto "fanno carriera".
Perché lì funziona così: la condanna non è un problema. È un passaggio di grado, uno step del curriculum. Più grave il reato, più alta la carica.
E la cosa più bella è che questa card l'hanno fatta loro, di spontanea volontà. L'hanno pensata, impaginata, approvata e pubblicata. Convinti che nessuno avrebbe notato l'unica categoria assente dall'elenco: la loro.
Come quel ladro che va in questura a denunciare che gli hanno rubato la refurtiva.
Oltre il confronto politico, la vicenda Crosetto bloccato a Dubai fa sinceramente tristezza.
Quelli che il nostro governo reclama essere amici intimi, alleati fidatissimi; quelli con cui si vanta di avere rapporti unici, privilegiati, probabilmente non hanno neanche pensato che fosse necessario avvisare il Governo italiano di un imminente attacco, così da consentire allo Stato di mettere al riparo un ministro (ripeto: un ministro, e per giunta della Difesa, di un Paese alleato e parte del G7) e migliaia di italiani nell’area (di cui 300 in Iran). Non è che ci hanno pensato e hanno poi scartato l’idea: non gli ha neppure sfiorato la mente, quasi certamente. Non contiamo nulla. Perché a questo livello sarebbe bastato un “pizzino” mandato qualche giorno prima. E invece niente.
Tutto questo fa tristezza perché è profondamente imbarazzante. Vedere una retorica insopportabile, gonfia e provincialotta, costruita in quattro anni di bugie e propaganda venire giù in un lampo e nel peggiore dei modi – mettendo persone a rischio – è infatti imbarazzante. Già con le legnate prese sui dazi c’era da vergognarsi, ma con questo episodio si è arrivati al culmine.
Un governo serio ora convocherebbe gli ambasciatori e farebbe un casino che la metà basterebbe.
E invece farà come sempre: finta di niente. Continuando a dire che nel mondo, della galassia, nell’universo e l’oltreverso il Governo Meloni è l’attore fondamentale di tutta la diplomazia e siede a tutti i tavoli (contemporaneamente).
40 bambine uccise in una scuola elementare femminile nel distretto di Minab, nella provincia di Hormozgan, in Iran.
Da quelli che fanno “attacchi preventivi” per “esportare democrazia” e “liberare i popoli”
#IsraelTerroristEntity#IsraelEnemyOfHumanity#usaisraelmurders
++ +Crosetto bloccato a Dubai: spazio aereo chiuso per l’attacco di Israele e Usa all’Iran +++
Il ministro della Difesa di uno Stato i cui alleati hanno attaccato un altro Paese non è stato informato prima, ergo è rimasto bloccato a Dubai dove si era recato per questioni personali.
Questo dà la misura plastica di quanto conti il governo Meloni: un chezzo.
https://t.co/1SM3mKpeQD
CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO: LA MORTE DELLA SANITÀ DI PROVINCIA
Siamo nel 2026 e il verdetto è definitivo: la sanità pubblica nei piccoli e medi comuni italiani è ufficialmente defunta. Quelli che una volta erano i nostri "fiori all’occhiello" –ospedali di prossimità con medici d'eccellenza e pronto soccorso pronti a salvarti la vita in dieci minuti oggi sono scheletri di cemento armato, monumenti allo spreco e all’abbandono.
Chi dobbiamo ringraziare? La memoria non deve essere corta. Tutto è iniziato con la logica dei "tagli lineari" e del "fare cassa". In Puglia, la staffetta della distruzione ha nomi e cognomi: ha cominciato Raffaele Fitto, ha proseguito con entusiasmo Nichi Vendola e ha dato il colpo di grazia Michele Emiliano. Una gestione regionale che, invece di tutelare il diritto alla salute, ha trattato i letti d’ospedale come semplici numeri su un foglio di calcolo.
E il resto d'Italia? Non è stato a guardare. Tutte le regioni hanno imitato questo "sporco lavoro", chiudendo reparti a destra e a manca per tappare i buchi di bilancio creati dalla loro stessa incompetenza.
Il risultato nel 2026 è una catastrofe sociale:
Ospedali fantasma: Strutture all'avanguardia chiuse o declassate a uffici amministrativi mentre la gente muore in ambulanza durante tragitti infiniti.
Fuga dei camici bianchi: I medici, stanchi di lavorare in trincea senza mezzi, se ne sono andati all'estero o nel privato, lasciando le province scoperte.
Città al collasso: I grandi ospedali urbani sono ormai gironi danteschi, intasati da chiunque non abbia più un punto di riferimento nel proprio comune.
Hanno risparmiato sui bilanci, ma hanno speso sulla pelle dei cittadini. Mentre la politica banchetta nei palazzi regionali, la provincia agonizza. La salute non è più un diritto, è un lusso per chi vive in centro o per chi può pagarsi la clinica privata.
Avete chiuso gli ospedali per efficientare? Complimenti, avete reso efficiente solo il declino di questo Paese.