“Diventerò grande, accadranno tante cose e toccherò il fondo molte volte.
Soffrirò molte volte e molte volte mi rimetterò in piedi. Non mi lascerò sconfiggere. Non mi lascerò andare.”
(Banana Yoshimoto)
📸Laurent Askienazy
#referendumgiustizia2026
È un dato storicamente acquisito che il popolo italiano tenda a farsi custode della Costituzione, opponendosi a riforme percepite come unilaterali o non ampiamente condivise.
@CarloCalenda È un dato storicamente acquisito che il popolo italiano tenda a farsi custode della Costituzione, opponendosi a riforme percepite come unilaterali o non ampiamente condivise.
"Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di abitanti. Una vera sfida, per gli asociali."
(Periferia Galattica su Tumbrl)
📸Susan Meiselas
È bastato un video. Un professore che parla. Un referendum che entra finalmente nelle case. Poi la mano invisibile che abbassa il volume.
Meta ha deciso che l’intervento di Alessandro Barbero sul referendum sulla giustizia doveva essere rallentato, meglio ancora affossato. Ufficialmente per “fact-checking”. In concreto per eccesso di diffusione. Troppo visto e troppo condiviso. In una parola: troppo politico.
Il meccanismo è noto: si prende un contenuto che contiene un’opinione, lo si passa al setaccio di una verifica pensata per le bufale grossolane, si isola una frase discutibile e la si trasforma in un giudizio totale. “Falso”. Da lì scatta la sanzione che conta davvero: il declassamento algoritmico. Il video resta online, come un soprammobile, ma smette di circolare. Non c’è bisogno di vietarlo, è già muto.
Il punto non è Barbero. Il punto qui è il precedente che si crea. In una campagna referendaria, una piattaforma privata (con l’aiuto di un media italiano) decide che una posizione politica deve smettere di arrivare alle persone perché “virale”. È una dichiarazione di potere. E anche di metodo: si governa il dibattito regolando la portata, invece di discutere nel merito il contenuto. E così si altera il campo senza sporcarsi le mani.
C’è un dettaglio che andrebbe scolpito. I fact-checking che hanno ispirato l’intervento non smontano l’intero discorso di Barbero. Al massimo distinguono, correggono un passaggio. È il normale funzionamento del confronto pubblico. Meta prende quella complessità e la schiaccia in un bollino binario, buono per l’algoritmo e pessimo per la democrazia.
Così la campagna referendaria viene inquinata due volte. Prima perché una voce viene resa meno udibile nel momento in cui conta. E poi perché la discussione si sposta dal merito del referendum al teatro della censura, tra indignazioni, vittimismi e sospetti. Un favore gigantesco a chi non vuole discutere di giustizia ma solo controllare il rumore.
Tecnicamente si chiama censura per sottrazione. Funziona benissimo perché non lascia tracce visibili. E perché viene venduta come tutela ma in realtà è una scelta politica esercitata senza responsabilità politica. Un algoritmo che decide cosa è troppo, quando è troppo e per chi è troppo.
Bentornato, Miniculpop.
(il mio editoriale per @LaNotiziaTweet)
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Quando arriva Natale in Islanda suonano “Così Celeste”, che è diventata un canto natalizio dal titolo “Ef Eg Nenni” e come da tradizione io e Helgi Björns ve la cantiamo.
“Occorre compiere ogni giorno fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, perché è in questo l'essenza della dignità umana”
(Giovanni Falcone)
📸Steve McCurry
"Dobbiamo essere disposti a lasciare andare la vita che abbiamo pianificato, in modo da vivere la vita che ci sta aspettando."
(Joseph Campbell)
📸Mathias Wasik
Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L'auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto.
La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento.
«Che cosa dovrei fare?», lo interruppi con impeto. «Accettare di essere quello che sono? O meglio adattarmi ad essere quello che gli altri vogliono che io sia?»
(Giorgio Bassani)
📸Piero Percoco
Salvini su Leoncavallo "Decenni di illegalità tollerata, e più volte sostenuta, dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!"
decenni nei quali lui frequentava e sosteneva il centro,
coerenza...
#leoncavallo#Salvini#Salvinipagliaccio#21agosto
A #SantAnnaDiStazzema il #12agosto 1944 tre reparti della 16ª div. Reichsführer-SS massacrarono 560 civili, dei quali 107 di età inferiore ai quindici anni e un neonato di appena 20 giorni. Un’azione attuata con la complicità di militari e collaborazionisti fascisti italiani.