@fawollo13 Inoltre, visto che si parla di percentuali, chi ha una laurea rappresenta una fetta piccola della popolazione. Quindi significa che in realtà gli elettori sono pochi e che queste percentuali stanno a rappresentare una distorsione. 2/2
@fawollo13 Tendenzialmente però le persone con un titolo di studio “alto” hanno anche un reddito più alto.
In passato chi votava a sinistra era la classe proletaria, il ceto medio e le persone fragili,!significa che sta diventando elitaria e sempre più lontana dalle esigenze reali. 1/2
@fawollo13 Ma come fate a difendere uno cosi? Io non capisco davvero eh, un minimo di spirito critico. Capisco che ormai la politica è pura tifoseria ma contano le idee non le persone.
@lucatelese Uno dei suoi sostituti andava sul campo a fare le inchieste e si è preso pure una testata dagli spada! Non ha “amici” che gli mettono le bombe sotto la macchina.
@angelsoflove111 Sta diventando tutta “commerciale”, non solo porto cervo! La piaga della Sardegna è aver convinto tutti che l’unica salvezza economica sia il turismo, offrendo servizi scadenti a ospiti e local e andando a gravare su ecosistemi e paesaggi.
@ania_stef_ Amen. Non riesco a capire come si possa provare stupore su certe affermazioni. Cazzo ci si aspettava che tirasse fuori una cosa geniale un soggetto simile?!?!
Lettera aperta a Claudio Borghi, Lucio Malan, Marco Lisei, a Maurizio Belpietro e alla redazione de "La Verità"
Una bambina è morta.
Una bambina di quattro anni è morta a Palermo, allo Zen, la notte del 20 agosto. Si chiamava Anna Rosa. Aveva la febbre da giorni, vomitava, non mangiava. Al pronto soccorso l'hanno guardata e l'hanno rimandata a casa, tonsillite. Due giorni dopo è tornata che non respirava più. L'hanno intubata, caricata su un'ambulanza, portata da un ospedale all'altro attraverso una città che ad agosto, di notte, dorme.
Una bambina è morta di difterite, che in Italia non ammazzava nessuno dal 1991. Roba da libro di storia. La tossina le ha preso il cuore, il fegato, il colon. Hanno provato tutto, anche la circolazione extracorporea. Due giorni.
Una bambina è morta perché non era vaccinata. Sua madre e suo padre avevano paura che il vaccino le facesse venire l'autismo. Non erano cattivi. Avevano paura.
Suo cugino, quattro anni pure lui, ricoverato con la difterite, sta bene. Lei non era vaccinata. Lui sì. In mezzo ci sono pochi secondi, il tempo di una puntura fatta o non fatta quando erano piccoli.
Qualcuno ha reso rispettabile quella bugia. Di questo si parla.
Una bambina è morta perché quei due hanno creduto. La bugia però non l'hanno inventata loro, non l'hanno cercata, non hanno letto niente. L'hanno respirata. Gliel'hanno passata già pettinata, già uscita dalla bocca di gente che porta la cravatta e sta in televisione.
Una bambina è morta mentre il senatore Borghi continua a ripetere che l'obbligo vaccinale non serve a niente, che siamo un'anomalia in Europa, che ci riproverà a smontare la legge Lorenzin. Il suo emendamento non riguardava la difterite. Riguardava morbillo, rosolia, parotite, varicella. Lo scrivo perché è vero.
Allo Zen però le distinzioni non arrivano. Non arriva la differenza tra i quattro obblighi vecchi e i sei aggiunti nel 2017. Arriva il video, trenta secondi, un senatore della Repubblica che dice a una madre che deve essere libera di scegliere. Lei sceglie. Poi il senatore torna a casa e la madre resta con la figlia.
Una bambina è morta dopo anni in cui il senatore Malan ha coltivato il sospetto. Le morti improvvise. Gli effetti avversi. Il malore di Ndicka in campo e quel messaggio che lasciava intendere una correlazione senza mai dirla, perché dirla sarebbe stato verificabile.
Una bambina è morta e il metodo resta quello. Non si mente, si allude. Non si dice che i vaccini uccidono, si domanda se per caso non uccidano. Una domanda non la puoi querelare. Entra e basta, poi ci mette anni a uscire, e certe volte non esce.
Una bambina è morta e sua madre aveva paura. Mentre quella paura girava per le case dello Zen, il presidente di una commissione parlamentare d'inchiesta stava su un palco ad Atreju a dire che i no vax andavano rinobilitati, che chi aveva avuto paura dei vaccini aveva avuto ragione.
Oggi quella madre ha una figlia sottoterra e un'indagine per omicidio colposo per omissione. Il senatore Lisei ha una carriera.
Una bambina è morta e quarantotto ore dopo la Verità, il giornale che si porta stampata sotto la testata la domanda di Pilato, quid est veritas, pubblicava un pezzo di Mario Giordano secondo cui se gli italiani non si fidano dei vaccini la colpa è di Roberto Burioni. Non del batterio. Non di dieci anni passati a raccontare che i vaccini fanno più male che bene. Di Burioni.
Anna Rosa era morta da due giorni e voi stavate già regolando i conti con un virologo antipatico. Chiedetevi che cos'è la verità, direttore. Ve lo chiedete in latino ogni mattina, provate una volta in italiano.
Anna Rosa è morta nella regione con la copertura vaccinale pediatrica più bassa d'Italia, 85,13 per cento contro una media nazionale del 94,46. La procura per i minorenni sta setacciando le materne della zona nord di Palermo. Cercano gli altri bambini.
Una bambina è morta e nessuno di voi l'ha uccisa. La responsabilità penale è personale, e la vostra fedina resta pulita.
A pagare saranno due poveracci dello Zen convinti di proteggerla. Loro hanno creduto. Voi avete lavorato per anni perché ci fosse qualcosa in cui credere, poi vi siete voltati dall'altra parte e avete chiamato libertà il risultato.
Una bambina è morta e voi continuerete a parlare. In aula, in televisione, in prima pagina, e nessuno vi chiederà conto di niente. Ve lo chiedo io. Quando prendete una paura ignorante e le mettete addosso la giacca di un senatore, cosa pensate che succeda dopo, nelle cucine dove quella paura arriva?
Una bambina è morta. La responsabilità penale non vi riguarda. Quella politica non prescrive, non si archivia, non aspetta l'esito di un'autopsia.
Dormite pure. Il nome però imparatelo. Anna Rosa, quattro anni, Palermo.
Rispondetene.
Timostene
@me_deae Si sta dando troppa importanza ai temi imposti da lui. Per disinnescare uno scappato di casa come lui bisogna incalzarlo su ciò che non dice non su ciò che dice. Quelli sono i suoi cavalli di battaglia, i giornalisti purtroppo inseguono sempre…
Anna Rosa Bartolotta aveva 4 anni.
È morta a Palermo con un quadro ritenuto compatibile con la difterite; gli accertamenti definitivi sono ancora in corso. Non era vaccinata. I genitori hanno riferito ai medici di aver temuto il vaccino perché convinti che l’autismo di un cugino fosse stato provocato dal trivalente.
Quella storia è falsa.
Non “controversa”.
Non “da approfondire”.
FALSA.
L’ISS ricorda che gli studi non hanno trovato alcun nesso causale tra vaccino MPR e autismo.
E allora basta raccontare che l’antivaccinismo italiano sia spuntato dal nulla su Facebook.
Per anni pezzi della POLITICA gli hanno dato palco, microfoni e rispettabilità.
Alcuni esempi:
@PaolaTavernaM5S, @Mov5Stelle:
«C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo».
Poi:
«Un bambino non vaccinato è un bambino sano».
@beppe_grillo, fondatore del @Mov5Stelle:
spettacoli e blog hanno rilanciato per anni materiale contro i vaccini e il presunto rapporto con l’autismo.
@AlfonsoBonafede, allora @Mov5Stelle:
sul blog di Grillo celebrava una decisione giudiziaria perché non escludeva il vaccino come concausa dell’autismo.
E il @Mov5Stelle nel 2014 riuscì persino a depositare una proposta di legge in cui si evocavano collegamenti tra vaccinazioni e LEUCEMIE, immunodepressioni, mutazioni genetiche, TUMORI, AUTISMO e allergie.
Non una chat Telegram di qualche matto.
UN ATTO PARLAMENTARE.
@BartolomeoPepe, eletto con @Mov5Stelle:
tentò di portare al Senato “Vaxxed”, il film di Andrew Wakefield, l’uomo all’origine della frode scientifica vaccini-autismo.
Poi arriva la @LegaSalvini.
@matteosalvinimi, @LegaSalvini, nel 2018:
«10 vaccini obbligatori sono inutili e in parecchi casi PERICOLOSI se non DANNOSI».
Non disse soltanto:
“sono contrario all’obbligo”.
Disse PERICOLOSI.
Disse DANNOSI.
@SimoPillon
«Non si possono costringere vaccini che sono ancora nella fase sperimentale».
@ClaudioBorghi, @LegaSalvini:
uno dei volti politici più rumorosi della battaglia contro obblighi e Green Pass. Lui si dichiarava vaccinato, ed è corretto ricordarlo. Ma il megafono politico al mondo “free-vax” c’è stato eccome.
E continuiamo.
@SaraCunial, eletta e poi espulsa con @Mov5Stelle:
arrivò a definire le vaccinazioni un «genocidio gratuito».
@BarillariDav, eletto con @Mov5Stelle:
si puntò una pistola al braccio per rappresentare il vaccino come una «roulette russa».
Se va male?
«Ictus cerebrale, trombosi e morte».
@gparagone, ex @Mov5Stelle:
«Sono un free-vax», parlando di vaccini ancora in «fase sperimentale».
@SERGIOBERLATO, @FratellidItalia:
«Siamo tutti topini bianchi».
«Sperimentazione di massa».
«Sostanze geniche sperimentali».
@ladyonorato, eletta al Parlamento europeo con @LegaSalvini:
per anni ha rilanciato tesi contro i vaccini Covid, comprese affermazioni poi smentite sulla presunta cancerogenicità di un componente del vaccino Pfizer.
Ora, sia chiaro.
Nessuno può dimostrare che una frase di uno di questi politici abbia determinato la scelta dei genitori di Anna Rosa.
Ma è altrettanto indecente fingere che LE PAROLE NON CONTINO.
Se per raccattare qualche voto dici alla gente che i vaccini causano l’autismo, sono una “roulette russa”, “sostanze geniche”, “pericolosi”, “dannosi” o addirittura un “genocidio”, stai seminando paura contro uno degli strumenti che ha salvato più vite nella storia della medicina.
Poi passano gli anni.
La bufala resta.
E quando nel 2026 una famiglia crede ancora che un vaccino provochi l’autismo, improvvisamente tutti diventano prudenti, scientifici e responsabili.
Troppo comodo.
I #novax sono un pericolo bisogna prenderne atto
@Aldaegrassa@d4rksaoirse Il paradiso è per i morti.
Non saranno la perfezione ma meglio stare in un luogo presidiato piuttosto che a rincoglionirsi davanti ad una tv con una badante che si fa allegramente i cazzi suoi.
Sono delle case di riposo e accettano le persone idonee a stare in una casa di riposo.