English below
L’Union européenne choisit chaque jour de rester complice des crimes israéliens.
Pour mettre un terme à l’accord d’association UE-Israël, nous ne pouvons compter que sur nous. Signez et partagez massivement l’ICE : https://t.co/eQlvET7ei4
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The European Union chooses every day to remain complicit in Israeli crimes.
To put an end to the EU–Israel Association Agreement, we can only rely on ourselves. Sign and widely share the ECI link : https://t.co/eQlvET7ei4
Let’s talk about Khaled Daher.
A paramedic in Lebanon’s Civil Defence.
Not a fighter. Not a “target.”
A first responder who ran toward danger to save lives.
Two days ago, he was killed, along with two of his colleagues, when they were directly targeted while trying to rescue a civilian trapped under rubble.
But his story doesn’t start there.
Khaled wasn’t just a paramedic. He was the backbone of his family.
After his brother died in Bulgaria, he went searching for him, across borders & through uncertainty, until he finally located his grave & brought him back to Lebanon, where he laid him to rest.
He then became a father figure to his brother’s daughter, raising her as his own, carrying a responsibility that wasn’t his to bear, but one he chose anyway.
He was a son, a brother, a provider, a quiet pillar holding others up.
And in the end, he died the same way he lived, trying to save someone else.
Khaled Daher didn’t just lose his life.
His family lost their support.
People lost the man who showed up when everything else fell apart.
His niece has now lost both fathers.
Khaled spent his life saving others.
He was killed while doing exactly that.
This is what is being lost.
Over 103 medics and rescue workers have been killed since March 2.
Not numbers.
First responders.
Lives that held other lives together.
La marina israeliana ha abbordato 22 imbarcazioni della Flottilia in acque internazionali: 175 civili prelevati a forza, 36 ospedalizzati.
Il 6 maggio portiamo The Sea nei cinema, perché questa storia e quella del film rispondono alla stessa logica.
https://t.co/gORk9dbBBE
I giornalisti al seguito della @gbsumudflotilla devono essere rilasciati dalle autorità di #Israele. Il giornalismo non è un crimine. Impedirlo lo è.
https://t.co/3LeGvGZw4y
Li portano in trionfo dentro Tiro. La città li guarda sfilare impietrita, prima di nascondersi alle bombe.
Funerali dei tre soccorritori uccisi da un raid israeliano, a Majdal Zoun. I rappresentanti del governo, che negozia con Israele, mandati via. #Libano. Con Marco Nicois
Il cielo era stellato, tanto che,
dopo averlo contemplato,
ci si chiedeva se sotto un cielo così
potessero vivere uomini senza pace.
Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Le notti bianche
#CasaLettori
They can block our access to fuel, they can block our access to international trade, they can put hundreds of sanctions on us, but they will never take our children’s happiness away.
Enrico #Mentana continua a scavare. Gli dovrebbero strappare la tessera da giornalista. Non se ne può più di questi personaggi che si spacciano per giornalisti! #Albanese
BREAKING: The Epstein survivors are releasing this ad on this Super Bowl Sunday to send the message that they will not “move on” from the largest sex trafficking scandal in the world. #standwithsurvivors
La frase di Meloni, che equipara le manifestazioni pacifiche contro le Olimpiadi ai sabotaggi dei servizi (ognuno scelga se mettere o no la maiuscola) e parla genericamente di “nemici dell’Italia” è rivelatrice di una voglia di regimetto francamente preoccupante. (A me le Olimpiadi piacciono assai, ma i diritti costituzionali piacciono anche di più) #Olimpiadi
Un commento del collega Osho a un mio post mi ha fatto capire - e lo ringrazio - quale sia la posta in gioco della campagna governativa in atto: far passare Bonelli e Fratoianni come il corrispettivo di Vannacci.
Mettiamoli allora in parallelo:
Bonelli è un gradevole valligiano antifascista di sani principi ecologisti. Una delle persone più miti del mondo. Non ha mai fatto una dichiarazione oltre il poffarbacco e l'altra sera da Vespa, preso a mazzate come manco alla Fox, solo che Vespa sarebbe un dipendente pubblico, ha mantenuto un contegno che andrebbe insegnato nelle scuole.
Fratoianni è un signore di sinistra, con evidenti debiti verso il PCI, ossia qualche massimalismo d'antan (tipo che lo ius primae noctis sugli operai magari no) ma, ancora, ha sempre dimostrato - e così tutta la sua parte politica - fedeltà alle idee repubblicane, alla Costituzione, al senso dello Stato. Se ci sembra anacronistico è perché i diritti dei lavoratori sono andati in cavalleria grazie al nuovo miracolo italiano. Nessuno dei due ha debiti con la galassia rossobruna alla quale, semmai, si potrebbe paragonare Vannacci.
Vannacci invece è un convinto fascista.
Fine del parallelo.
Questo giochetto di schiacciare le opposizioni democratiche sul massimalismo dei propri impresentabili, compreso il presidente del Senato che guidava cortei in cui i poliziotti venivano ammazzati con le bombe a mano, ed è erede di un segretario - Giorgio Almirante - che versava denaro agli stragisti di carabinieri, non è solo falso. È un'infamità.
Giorni fa mi permettevo di consigliare alle opposizioni democratiche di riprendersi, qui e ora, una piazza colorata e pacifica, magari a Torino, con un servizio d'ordine che funzioni - ché se aspettiamo Piantedosi, questore di Roma quando fu assaltata la CGIL con la scorta della polizia, stiamo freschi - per asciugare questa pozzanghera in cui la Destra vuole trascinarla. Lo ribadisco. È necessario e urgente.
E ancora grazie a Osho.