Quando le tue munizioni sono così ridotte che con l'Iran passi alla guerra economica (come se non fosse sotto sanzioni dal 79) e la tua arma più potente diventano i nomi sulla carta geografica, ti ritrovi a mandare il capo dell'intelligence a Mosca per chiedere di non attaccare:
$SMH has hit its 100 day MA. Now would be the time for a multi week bounce assuming it doesn't close the week below the 100 day MA. If it does close the week below the 100 day MA we may be facing a straight up crash without a significant B wave retracement.
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Il "Sistema delle Banche" funziona perfettamente: per il loro azionista, beninteso.
La scelta "di campo e di sistema" è chiara: ROE su tutto e per pochi. Per le mani che contano.
@gianlucac1bis
🇮🇹 Per fermare il #declino italiano occorre imho ribaltare il paese. Ma se si cerca di farlo andando allo scontro con i centri di potere romani e non solo ed i boomer è un fallimento perché si trova un muro di gomma. Al tempo stesso non funziona nemmeno un approccio morbido perché la mentalità (sia degli italiani che della politica) è errata ed alimenta il declino. Idee nuove che possano creare un grande movimento di massa non ce ne sono. L’unica richiesta è la difesa delle rendite, bonus a pioggia e maggiore spesa soprattutto per il passato (assistenza e previdenza). Lo status quo condanna il paese ad altri 40 anni di declino.
Quindi, che fare? “BERE per dimenticare il declino”?
Napoli. Sono le 3 di notte.
Un uomo esce di casa. Sta andando a lavorare. È un commerciante ortofrutticolo, uno di quelli che iniziano la giornata quando molti altri la stanno finendo.
Sale in auto. Poi, in pochi secondi, la normalità si spezza.
Da dietro l’angolo sbucano due uomini: uno incappucciato, l’altro con il casco integrale. È armato. Il terrore entra nell’abitacolo prima ancora dei rapinatori.
Vogliono l’auto. Vogliono i suoi soldi. Gli portano via, almeno per quei secondi, la sicurezza di poter andare semplicemente a lavorare.
In quel momento passa una Gazzella dei #Carabinieri, impegnata nel servizio notturno di controllo del territorio.
I militari vedono tutto. Non c’è tempo per riflettere: intervengono l’istinto, l’addestramento, la preparazione.
Un Carabiniere scende al volo e parte all’inseguimento.
Uno dei due rapinatori tenta di salire sulla vettura appena rubata, con la portiera posteriore ancora aperta. Non ci riesce.
Il Carabiniere lo raggiunge. Lo blocca. Lo arresta.
Il denaro viene restituito al legittimo proprietario. Le indagini proseguono per recuperare l’auto e identificare il complice.
Questa è la sicurezza che spesso non si vede: quella che passa di notte, quando le città dormono e qualcuno prova ad approfittarne.
A #Difesa della collettività
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Guardate questa immagine. E per un istante abbassate la voce.
Mentre quaggiù continuiamo a consumare il vecchio teatro dell’odio, delle guerre, delle miserie nazionali e delle vanità di potere, lassù quattro esseri umani ci restituiscono la sola verità che conta: siamo tutti figli dello stesso minuscolo mondo sospeso nel buio.
Da quella distanza scompaiono i confini, impallidiscono le bandiere, diventano ridicole le nostre furie, le nostre superbie, le nostre continue pretese di grandezza.
Resta soltanto la Terra: piccola, bellissima, vulnerabile.
E allora bisognerebbe dirlo con la severità che il tempo impone. Ogni guerra è una prova di stupidità umana. Ogni pace è una prova di civiltà. Noi non siamo i dominatori dell’universo. Siamo appena gli abitanti provvisori di un granello luminoso nel silenzio cosmico.
Ed è scandaloso che, davanti a tanta grandezza, l’uomo riesca ancora a scegliere la barbarie.
La tempesta appena passata è stata davvero “un evento senza precedenti”? No. Le colpe sono tutte della natura e del cambiamento climatico? No. E vi spiego perché.
Premessa doverosa: non sto discutendo se questi fenomeni stanno aumentando o diminuendo nel tempo. Faccio solo un rapido report storico per rispondere alla domanda iniziale.
Nel 1972 una devastante mareggiata colpì duramente la costa ionica calabrese, con danni ingenti a centri come Marina di Gioiosa Jonica e Catanzaro Lido, frane, crolli e tratti di ferrovia spazzati via. Nel 1996 il ciclone Cornelia portò venti fino a 140 km/h, piogge torrenziali e danni enormi sulle Isole Eolie e a Messina, affondando yacht e isolando intere zone. Nel settembre 1969 un ciclone catastrofico devastò Tunisia e Algeria: oltre 500-600 morti e 250.000 sfollati. A metà gennaio 1995 il ciclone Celeno toccò una pressione minima di 975 hPa con raffiche fino a 135 km/h: fortunatamente interessò quasi solo aree marine, ma fu un "mostro" in potenza.
Quando parlo di territorio ad alto rischio idrogeologico, abusivismo edilizio, inerzia politica e scelte sbagliate non accuso la popolazione locale. Dire “è solo colpa del cambiamento climatico” rischia di diventare un comodo alibi per non mettere in sicurezza i territori. Lo stesso vale per l’alluvione in Emilia-Romagna: non è una questione Nord-Sud.
Possiamo scaricare tutto sulla natura “brutta e cattiva”, ma è una menzogna pericolosa. Se un territorio è sismico, si costruisce con norme antisismiche rigide. Se è a rischio idrogeologico, lo si tiene presente in ogni progetto di case, strade, ferrovie. Se è esposto a mareggiate violente, si rivede il piano regolatore per proteggerlo. Se è vulcanico ad alto rischio, si vieta di costruire abitazioni civili in zone di sicurezza.
Questo si chiama prevenzione. Questo si chiama adattamento al clima che cambia. Sono azioni concrete.
Uno Stato che non fa fessi i propri cittadini distratti. Le banconote tedesche in marchi (deutsche Mark non Reichsmark!) non sono prescritte né si prescriveranno. Nel 2025 cambiati in euro ancora 53 milioni di marchi: https://t.co/A0NvYObSrE
Anche nei peggiori bar di Caracas, follow the money.
Proviamo mettere da parte per un attimo le doverose considerazioni di diritto internazionale e cerchiamo di dare una prima interpretazione economica razionale dell’operazione in Venezuela.
Assicurarsi il controllo (per quanto indiretto) sulle più grandi riserve di greggio del pianeta ottiene alcuni fondamentali effetti per gli USA:
- confermare il dominio del dollaro come moneta di riferimento del mercato petrolifero globale;
- incrementare il ruolo delle oil companies USA nell’esportazione verso l’Europa, riequilibrando così la bilancia commerciale;
- acquisire un’importante leva negoziale con la Cina nel settore dell’energia;
- spiazzare la redditività della produzione petrolifera russa, tagliandone le risorse economiche di medio periodo;
- rilanciare l’industria estrattiva statunitense, rafforzandone la lealtà politica all’amministrazione repubblicana;
- su un altro piano, confermare l’assoluto dominio tecnologico dei sistemi d’arma americani rispetto a quelli russi, di fatto distruggendone il valore sul mercato internazionale e conquistando quote di mercato per i produttori USA.
Tutto questo al costo di un’operazione militare rapida e senza perdite, spacciata come operazione di polizia antidroga.
Impressionante.
Continuano le nefandezze scientifiche sui media. Lorenzo Tedici è un meteorologo del noto sito "meteocirco" ed imputa questo break di fine agosto al cambiamento climatico. I break estivi, specialmente tra la seconda e la terza decade di agosto, sono sempre esistiti. Tra l'altro tutto quello che è accaduto cozza letteralmente con le ormai famose dichiarazioni del proprietario del sito che a fine giugno disse:"Saranno 3 mesi estivi all'insegna del caldo torrido ed afoso". Cosa non accaduta in quanto abbiamo avuto un break estivo importante a luglio e due break estivi ad agosto. All'interno dell'intervista si parla di "nubifragi monsonici" che scientificamente è una castroneria indecente, i monsoni sono un fenomeno scientifico ben definito e stagionale che non hanno niente a che vedere con i nubifragi classici. Sempre all'interno dell'intervista viene detto che in Sicilia, questa estate, si sono raggiunti i 47°C, cosa mai accaduta. Il giornalista gli fa giustamente notare che non si è trattato di un'estate caldissima almeno al Nord Italia ed il meteorologo da la colpa ad una fantomatica "bolla" che avrebbe riparato il Nord Italia dal caldo. In meteorologia il termine "bolla" non esiste. Siccome fino a qualche giorno fa il sito "meteocirco" pubblicava articoli in cui parlava del ritorno di temperature molto calde, alla fine dell'intervista ecco che avviene la "giravolta":"i modelli si auto smentiscono in continuazione e elaborare una previsione al dettaglio è complesso. Tre giorni fa sembrava dovessimo andare nelle regioni settentrionali verso un aumento di 12 gradi rispetto alle medie del periodo, quindi anche 36-37. Subito dopo dietrofront, i dati mostravano anzi un fronte freddo." La meteorologia è una scienza seria e queste sono nefandezze scientifiche a tutti gli effetti.
Dato che nessuno ne parla,segnalo i rischi che enasarco,enpam e cassa forense stanno facendo correre a agenti di commercio,medici e avvocati concentrando investimenti in una sola società per questioni di potere. L’all-in delle casse previdenziali su Mediobanca - Rivista Eco
Secondo @corradopassera l'emissione di moneta "deve restare una prerogativa sovrana, rispondente a istituzioni democratiche e integrata in un sistema finanziario regolamentato".
E se invece diventasse libera, rispondente al mercato e indipendente dal sistema finanziario tradizionale? Ovviamente il suo utilizzo rimarrebbe soggetto alla "rule of law", quel principio di cultura giuridica secondo cui nessuno, nemmeno il sovrano, è al di sopra della legge.
Nessun intento antagonista o anarco-capitalista: basterebbe leggere "Denationalization of Money" del premio Nobel per l'economia Frederick Hayek per capire quanto il monopolio governativo della moneta sia un discutibile retaggio storico. D'altronde qualche secolo fa valeva "Cuius regio, eius religio" eppure oggi nessuno troverebbe ragionevole una tale prerogativa sovrana.
L'email non è stato inventato da un consorzio di uffici postali, internet non è stata disegnata da un consorzio di telecomunicazioni: il futuro della moneta e il suo network transazionale non saranno sviluppati da un consorzio di banche, tantomeno centrali.
https://t.co/wC7riSZR0E
tanti politici ed ex politici ne escono male, da Crosetto alla Basilio al figlio di Cossiga ma a #100minuti il vecchio Massimo D'Alema ne esce devastato