Maresciallo Capo dei Carabinieri,l effettivo al R.O.S. Filippo Salvi: PRESENTE 🇮🇹
Soprannominato “Ram” perché considerato uno specialista dell'informatica, la lotta alla mafia era la sua ragione di vita.
Stava svolgendo una rischiosa operazione per catturare Matteo Messina Denaro.
Era il 12 luglio 2007, Monte Catalfano, Filippo si trovava su un pericoloso pendio, doveva piazzare una telecamera di sorveglianza fondamentale per le indagini.
Nonostante l’alto rischio, senza alcuna paura si avventurò sul pendio, ma all’improvviso il terreno cedette e Filippo precipitò. Morì così, a 36 anni, lottando per la giustizia.
A lui verrà dedicata la cattura del vigliacco.
I commilitoni gli dedicarono una lettera che racconta come questo ragazzo venuto dal nord Italia si sentisse a casa in Sicilia: “Era il 'polentone' più 'terrone' che abbiamo conosciuto. E vero, lui era più siciliano di noi, amava la nostra terra forse più di noi…”.
Onore.
Quando vide che sparavano al marito, l’agente di polizia Nino Agostino, Ida si scagliò contro i sicari. “Vi conosco!” gridò loro. Allora uno dei due le puntò la pistola al cuore ed esplose un colpo, per poi darsi alla fuga.
Li trovò la madre di Nino. Ida era ancora viva e si trascinava verso il corpo senza vita del marito, che era stato ammazzato perché aveva cercato di farle scudo con il corpo. Non ci fu niente da fare, morì. Era incinta del loro primo figlio e quella stessa mattina l’avrebbe detto ai loro amici. Stavano andando a far vedere l’album di nozze a uno di loro.
Ida Castelluccio morì assieme al marito per mano della mafia, su cui Nino stava indagando, il 5 agosto 1989. Ricordarne il volto, la memoria, è un modo per ricordare dove possa arrivare la mafia. Gli orrori che può commettere.
Così da rendersi ogni volta sempre più conto di quanto sia necessario combatterla con ogni mezzo. Sempre e comunque.
Le parole rotte dal dolore di Manfredi Borsellino, davanti al murales dedicato a suo padre Paolo, sono un pugno nello stomaco.
Chi oggi sventola la legalità, ieri ha girato la testa.
E continua a farlo.
La mafia non è un ricordo del passato.
È il sistema che protegge i potenti, i corrotti, i collusi.
È il silenzio istituzionale.
È la solitudine in cui vengono lasciati gli uomini giusti.
Noi non dimentichiamo Paolo Borsellino e gli uomini della scorta.
Marco mio, ti auguro il meglio. Capitano perfetto, professionista esemplare ed innamorato della tua Città e dei tuoi colori. Ti auguro di poter realizzare dove andrai il desiderio di giocare con maggiore continuità, io farò sempre il tifo per te, cosi e anche di più di quanto ho fatto per Rei, Matteo e Pierpaolo quest’anno. Trapani Shark sarà sempre casa tua. Ti abbraccio forte Capitano, il Tuo Presidente.
@LegaBasketA@TelesudX
Il Poliziotto Christian Di Martino, accoltellato per 3 volte dal marocchino Hasan Hamis, è tornato in servizio.
“Dovevo fermare quell’uomo a costo di morire”.
Operato d’urgenza, durante l’intervento ha avuto 5 arresti cardiaci e ha avuto bisogno di 70 trasfusioni di sangue.
Palermo, #13giugno 1983: un commando mafioso uccide il Capitano Mario D’Aleo, l’Appuntato Giuseppe Bommarito e il Carabiniere Pietro Morici, a bordo dell’auto di servizio. I tre #Carabinieri saranno decorati di M.O.V.C. alla memoria
Il Com. Gen. #Carabinieri Salvatore Luongo e tutta l’Arma si stringono attorno ai familiari del Brig. Ca. Carlo Legrottaglie, scomparso tragicamente nell’adempimento del proprio dovere oggi, a 59 anni, raggiunto da colpi d’arma da fuoco durante un inseguimento nel brindisino
Le sirene delle Volanti pugliesi della #PoliziadiStato, a Bari e BAT, risuonano in un emozionante minuto di raccoglimento, davanti ai comandi provinciali dei @_Carabinieri_, per onorare il sacrificio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso stamattina da due malviventi.
#Buongiorno
“ io non credo in quelli che esercitano un potere, ma a coloro che rendono un servizio al Popolo
A quelle persone chiedo di andare avanti con coraggio, di non smettere mai di essere servitori di un Popolo senza volere nulla in cambio.
Agli altri dico solo “ BASTA”
Bianca Balti "non vengo a fare la malata di cancro...sono qui come top model per indosserare i miei vestiti e fare competizione a Malgioglio...
non è che non ci sia dolore, ma voglio che la mia presenza sia una celebrazione della vita"
grande
#BiancaBalti#Sanremo#Sanremo2025
Quando sarai piccola ti aiuterò a capire chi sei,
ti starò vicino come non ho fatto mai.
Rallenteremo il passo se camminerò veloce,
parlerò al posto tuo se ti si ferma la voce.
Giocheremo a ricordare quanti figli hai,
che sei nata il 20 marzo del '46.
Se ti chiederai il perché di quell'anello al dito
ti dirò di mio padre ovvero tuo marito.
Ti insegnerò a stare in piedi da sola, a ritrovare la strada di casa.
Ti ripeterò il mio nome mille volte perché tanto te lo scorderai.
Eeee... è ancora un altro giorno insieme a te,
per restituirti tutto quell'amore che mi hai dato
e sorridere del tempo che non sembra mai passato.
Quando sarai piccola mi insegnerai davvero chi sono
a capire che tuo figlio è diventato un uomo.
Quando ti prenderò in braccio
e sembrerai leggera come una bambina sopra un'altalena.
Preparerò da mangiare per cena, io che so fare il caffè a malapena.
Ti ripeterò il tuo nome mille volte fino a quando lo ricorderai.
per restituirti tutto, tutto il bene che mi hai dato.
E sconfiggere anche il tempo che per noi non è passato.
Ci sono cose che non puoi cancellare,
ci sono abbracci che non devi sprecare.
Ci sono sguardi pieni di silenzio
che non sai descrivere con le parole.
C'è quella rabbia di vederti cambiare
e la fatica di doverlo accettare.
Ci sono pagine di vita, pezzi di memoria
che non so dimenticare.
per restituirti tutta questa vita che mi hai dato
e sorridere del tempo e di come ci ha cambiato.
Quando sarai piccola ti stringerò talmente forte
he non avrai paura nemmeno della morte
Tu mi darai la tua mano,
io un bacio sulla fronte
Adesso è tardi, fai la brava
buonanotte.
(Simone Cristicchi, “Quando sarai piccola”)
#Sanremo2025
Attilio Manca era un urologo bravissimo tanto che, a soli 32 anni, eseguì il primo intervento per tumore alla prostata per via laparoscopica in Italia.
Era considerato un genio.
Eppure la sua vita venne spezzata a 35 anni. Fu ritrovato morto per overdose, 21 anni fa oggi.
Presto si capì, come denunciano i suoi genitori e suo fratello da anni, che Attilio fosse vittima di mafia. Tale pista è indicata da ben 5 collaboratori di giustizia.
Ad Attilio, racconta il ‘pentito’ Carmelo D’Amico, si era rivolto il capo della mafia di Barcellona Pozzo di Gotto, Rosario Cattafi, chiedendogli di operare il boss Provenzano in seguito alle “sollecitazioni di un soggetto non precisato, appartenente ai carabinieri o ai servizi segreti”.
Da lì il viaggio di Manca a Marsiglia, confermato dalle intercettazioni del boss Francesco Pastoia che per molti anni aveva organizzato e gestito la latitanza di Provenzano.
E poi l’uccisione di Attilio e la vergognosa messa in scena del suicidio per overdose. Si, messinscena:
Attilio con il volto tumefatto e nel braccio sinistro due punture, a terra due siringhe senza impronte.
Avete letto bene: possibile che chi si vuole suicidare si preoccupi di indossare dei guanti o ripulire le siringhe? Ripulirle mentre muore?
Ma non finisce qui. Manca era mancino, come avrebbe potuto farsi le punture letali nel braccio sinistro?
Eppure tutto è stato archiviato come un “suicidio”. Da allora nessun’altra verità, se non questa.
Ho raccontato la sua storia, con tanti particolari che fanno comprendere la messinscena, nel mio libro “Traditori”. Perché il miglior modo per stare accanto alle vittime è conoscere, comprendere.
Mi domando: se riducessero così nostro figlio?
La verità per Attilio riguarda ognuno di noi.
Una verità indicibile, uno dei tanti segreti che riguarda quella trattativa fra pezzi deviati dello Stato e la mafia.
Ecco perché si vuole mettere a tacere tutto. Ed ecco perché, i tanti che si battono il petto e che si ammantano di fare “vera lotta alla mafia”, di Attilio non hanno mai detto neanche una parola.
Ma io odio i silenzi.
@ValerioAntoPres Oltre lo spettacolo c’è stato regalato da questi magnifici giocatori è stato altrettanto significativo vedere come al coro del palazzetto che inneggiava al “ condottiero REPESA” quest’ultimo ha voluto condividerlo con il suo staff, alzando le braccia tutti insieme… forza Shark!!