Sta cosa che meloni pensi che sia sufficiente uscire dal villone da un milione e mezzo di euro accatastato come sgabuzzino e andare al Conad a comprare la lombata di vitello per essere una donna der popolo vi fa capire quanto sia totalmente scollata dalla realtà.
Salvini: "Non stiamo lavorando sui razionamenti o sulla didattica a distanza"
Fa piacere sapere che gli eventi ci travolgeranno cogliendoci assolutamente impreparati
Quindi fatemi capire: Giorgia Meloni NON si dimette perché era un referendum sulla Giustizia e non su di lei. Carlo Nordio NON si dimette perché era un testo del Governo e non sulla Giustizia. Giusy Bartolozzi NON si dimette perché “la magistratura è un plotone di esecuzione” ma si è ricordata che anche lei è un magistrato. Antonio Tajani NON si dimette perché non ha capito di cosa stiamo parlando. Fatemi capire: dopo un referendum costituzionale perso così male fanno tutti finta di nulla? Mi devo dimettere io anche stavolta o qualcuno del centrodestra si prende finalmente una benedetta responsabilità?
Il #mobbing non è "un piccolo problema tra colleghi", è violenza psicologica quotidiana fatta di isolamento, umiliazioni e silenzi.
E quando un’azienda lo tollera, smette di essere un luogo di lavoro e diventa un luogo di abuso.
Il lavoro dovrebbe dare dignità, non toglierla.
IL PROFESSORE SENZA LAUREA🤦🏻
Luigi Di Maio è diventato professore onorario al King’s College London, nel Dipartimento di Studi sulla Difesa. Lo annuncia con entusiasmo: “Una nuova sfida. Sempre la stessa passione”.
Mettiamo subito le cose in chiaro: non è una cattedra vinta per concorso, non è un ruolo accademico ordinario, è una nomina onoraria. Formalmente legittima. Tecnicamente possibile. Nessun complotto.
Il problema non è giuridico.
È simbolico.
In un Paese in cui migliaia di ragazzi studiano anni per una laurea, in cui ricercatori e docenti affrontano percorsi lunghissimi, concorsi estenuanti, precarietà cronica, vedere sventolare il titolo di “professore” a chi una laurea non l’ha mai conseguita manda un messaggio devastante. Non perché la laurea sia tutto, ma perché il merito dovrebbe essere qualcosa di riconoscibile, misurabile, faticosamente costruito.
Non stiamo parlando di un autodidatta geniale che rivoluziona un settore. Stiamo parlando dell’ennesimo caso in cui la carriera politica diventa un trampolino internazionale. Si passa da un ministero a un incarico europeo, e da lì a un’università prestigiosa. Tutto regolare, per carità. Ma che idea di credibilità istituzionale resta?
Ai nostri studenti diciamo: impegnatevi, formatevi, costruite competenze solide. Poi la realtà sembra suggerire che le relazioni pesano più dei titoli, che la traiettoria conta più della preparazione formale, che il prestigio si acquisisce per ruolo, non per percorso.
Non è odio personale. È una questione di fiducia pubblica. Quando il concetto di merito diventa elastico, la fiducia collettiva diventa liquida. E una società che perde fiducia nelle sue istituzioni è una società che lentamente si svuota.
Questa non è rabbia.
È stanchezza.
- Don Chisciotte
Le aziende e gli enti che riducono o aboliscono lo smartworking lo fanno 1) per tagliare personale senza licenziare 2) per non svalorizzare gli immobili-gabbia in cui tengono i lavoratori. Qualunque altra cosa dicano sono stronzate
Una storia già scritta e già vista tante volte, quella dell’#influenza nella prima settimana di gennaio. Ospedali, pronto soccorso e studi medici superaffollati e intasati da pazienti con sintomi influenzali più o meno gravi. Gli italiani (tranne qualche eccezione) amano fare le cicale, fregandosene della prevenzione, dell’uso della mascherina e delle vaccinazioni raccomandate e ridendo di chi invece lo fa scrupolosamente. Sono ancora troppi pochi (uno su cinque) i cittadini che si organizzano come la formica durante l’autunno e l’inizio dell’inverno, seguendo le raccomandazioni dei medici e delle società scientifiche. Purtroppo questi sono i risultati di una politica della prevenzione che non funziona, come dovrebbe, né a livello nazionale né a livello locale.
La #superinfluenza è arrivata anche in Italia. A Genova 4 ricoverati in malattie infettive con influenza H3N2 e H1N1. Tutti non vaccinati nonostante fossero soggetti a rischio.
Ovviamente se non volete vaccinarvi, sono fatti vostri. Il problema, però, è che chi non si vaccina è in genere il primo che corre al pronto soccorso dopo 2 giorni di febbre!! Mettendo in difficoltà i nostri ospedali!!
Generazione di fenomeni!!
Il ragionamento della Cuzzocrea è segno di una distorsione mentale preoccupante: dice che “quelli” (i propal violenti che hanno devastato la sede de La Stampa), non sanno chi hanno aggredito, perché loro hanno fatto la prima pagina con scritto “genocidio” a caratteri cubitali.
Come se l’irruzione non fosse condannabile a prescindere, come se dovesse essere indirizzata ad altri giornali, non a loro, che han fatto la prima pagina col “genocidio”.
Questo rivela una deplorevole forma di sudditanza psicologica nei confronti dei violenti, che tende a legittimarli.
Quelli sono criminali a cui non frega nulla della Palestina, molto pericoloso assecondarli in questo modo.