Ieri ho festeggiato il mio 41esimo compleanno a Kyiv. L'allarme aereo ha iniziato a suonare alle 15.47 e non mai cessato per le successive dieci ore.
Eravamo appena usciti di casa per raggiungere i nostri amici ad Arsenalna, pochi passi dal quartiere governativo della capitale, quando le sirene hanno iniziato a suonare.
Nella stazione metro di Kreschatyk, una ventina di impiegati del vicino McDonald's erano sdraiati su materassini o seduti su piccole seggioline, in attesa che l'allarme finisse (MDonald's è una delle catene più rigide nel chiudere quando sono in corso allerte aeree).
Era una splendida giornata di sole e quando siamo arrivati ad Arsenalna, il Food Market, uno dei ritrovi più popolari del centro città, era piuttosto pieno, solo un paio di tavoli liberi nell'ampio spazio all'aperto.
L'antiaerea ha iniziato a sparare che eravamo al primo Spritz: raffiche secche delle mitragliatrici, scoppi cupi dei proiettili esplosivi da 35 mm, ogni tanto il rimbombo simile a un tuono di un drone russo esploso in cielo, o quello più secco di uno arrivato a terra.
I vari rumori erano spesso abbastanza vicini da interrompere la conversazione e farci alzare lo sguardo al cielo. Non così vicini da spingerci verso un riparo.
Più o meno tra il secondo e il terzo Spritz, il suono di un'esplosione particolarmente forte ha fatto scappare dentro il locale una dozzina di persone. Tutti gli altri, una cinquantina di persone noi compresi, hanno continuato a bere nel portico.
Non erano ancora le 19 quando abbiamo deciso di spostarci vicino a Maidan, la piazza principale di Kyiv, una fermata metro di distanza. Tornati a Kreschatyk, i dipendenti di McDonald's erano ancora seduti e sdraiati nell'atrio della stazione.
I suono dell'attacco ci hanno distratto almeno altre tre o quattro volte nel corso della serata, in particolare quando un drone russo colpito dall'antiaerea è esploso vicino alla nostra verticale, forse un migliaio di metri sopra di noi, facendo scattare gli antifurto delle automobili circostanti. In un ristorante spagnolo stavamo mangiavamo paella e bevevamo sangria.
Siamo tornati a casa poco dopo le 22. Dal divano vedevo con la coda dell'occhio colonne di traccianti rossi salire silenziosamente in aria e scomparire in piccoli lampi.
Sembrava che dalla periferia occidentale della città stssero sparando qualche drone russo tra noi e loro. Il che significava che, ricadando verso terra, i proiettili rischiavano di finire dalle nostre parti. Un paio di volte siamo andati in bagno ad attendere la fine degli scoppi.
L'allarme è terminato all'una di notte.
Dieci ore non bastano nemmeno ad avvicinarsi al podio degli allarmi aerei più lungo - il record al momento sono 20 ore di allerta su 24.
In questo lasso di tempo, Kyiv è stata presa di mira forse da una cinquantina di droni russi. In città e nella regione circostante, quattro persone sono morte, otto sono rimaste ferite. Tutti civili.
Da due mesi ormai, questa a Kyiv è diventata una giornata normale.
🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Immagini folli in arrivo da Kyiv. La Russia continua la sua campagna di terrore prendendo di mira i ponti della capitale ucraina.
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Questo paese mi fa male, perché l'ansia che ho provato vedendo questa partita è un'appartenenza che non voglio rinnegare.
Ma siamo alla mercè del finto status, della finta cultura, delle finte virtù.
Non c'entrerà un cazzo ma lo volevo dire, è il mio malessere in quattro righe.
Nei momenti di difficoltà ci si unisce e ci si ricompatta. Ieri sera, nonostante il risultato, ci avete dimostrato che non si molla mai. Il vostro calore, affetto e amore per questi colori ci hanno regalato una grande vittoria.
Siete stati speciali, straordinari.
Grazie Bergamo
@MMmarco0 Grazie a te Marco! Io ti adoro, però il 24 maggio mi sposo e sei l’unico che può darmi delle certezze (o previsioni almeno) 🥲 illuminami per favoreeeee