En una entrevista, Haaland comentó sobre este momento con Gabriel Magalhães:
"Si me caigo, es tarjeta roja. Nunca haría eso. Podría haber hecho que Gabriel fuera expulsado por ese cabezazo, pero mi padre me enseñó a mantenerme de pie."
Un miembro de la Generación Z se unió al equipo.
Primera semana.
Durante la incorporación, el gerente dijo:
"A veces nos quedamos hasta tarde en horas punta".
La Generación Z asintió.
Luego preguntó:
@danieleviotti@brusco_sandro Ha letteralmente detto questo: il post non poteva far intendere altro. Se non è d’accordo con se stesso, eviti almeno di prendersela con gli altri.
Non c'è nessun reato contestato a Mulè; il nome di Mulè non compare nel decreto di perquisizione, unico atto ostensibile; se però il nome di un non indagato compare in un atto di indagine preliminare segreto, e viene rivelato all'esterno, scatta un reato grosso come una casa, sul quale dovrebbe indagare proprio chi aveva la responsabilità di custodire quell'atto segreto.
Ps: caro Giorgio, in questa campagna referendaria abbiamo messo la faccia. Tutto ciò era prevedibile, e rafforza ancor di più le nostre convinzioni
Ho appena visto su @La7tv un mio messaggio privato indirizzato a persone istituzionali, reso pubblico.
La pubblicità non ha nulla di rilevante, la conoscenza pubblica nulla di grave ma era un dialogo privato e non pubblico.
Scorretta la rete che avrebbe dovuto prima chiedere a chi lo aveva mandato (il Ministro della Difesa) se ritenesse negativo renderlo pubblico.
Ma ancor più grave, per me, il tradimento della riservatezza da parte di qualcuno di cui mi fidavo.
Ho mandato quel messaggio a sole 3 persone italiane (con compiti istituzionali) e lo ritrovo reso pubblico.
Ripeto, nulla di grave ma molto deludente.
Nel frattempo chiedo agli altri organi di informazione di prendere le distanze da questa scelta fatta da La7.
Non serve a nulla.
Compagno italiano vs pacifici ragazzi venezuelani che stavano festeggiando la liberazione del loro paese.
Guardate che occhi, che rabbia, che livore covano.
Retroscena clamoroso svelato da @CarloCalenda. Mi auguro che @corradoformigli avrà voglia di chiarire questa cosa. Occorre fare corretta informazione, non teatrini per fare share.
Oggi all’Università di Bologna un confronto di ore tosto e stimolante con gli studenti sulle grandi e piccole sfide che ci/li attendono.
Sapete chi ci è venuto a trovare? Due “signori” che, proprio come chi li rappresenta, hanno mostrato tutta la loro arroganza e ignoranza sulla storia e sulla guerra in Ucraina.
Avete dubbi su come è andata a finire?
Ps. In coda vi lascio la locandina di un bellissimo evento che hanno organizzato il 20 novembre per ricordare Holodomor. Bravi, bravi, bravi.
Una aspetto rivelatore. Il caso Gratteri sulla falsa intervista di Falcone nasce dopo questo mio tweet, pubblicato martedì 11 novembre ma riferito alla puntata di “diMartedì”del 4 novembre (settimana precedente). I giornali si accorgono del caso, ovviamente non citano, e scrivono che Gratteri ha diffuso la bufala l’altroieri (11 novembre, il giorno del tweet). È un dettaglio marginale, forse ininfluente, ma che rivela un metodo.
Morale della favola: nessuno controlla niente, né chi diffonde le fake news né chi le smentisce, magistrati e giornalisti, spesso gli uni fonte degli altri e viceversa. Tutti si limitano a rilanciare quello che passa sui social network.
(Unica eccezione, almeno per quello che ho visto, è @ilpost).
Terremoto ai piani alti della LAPD7!
Tutti i conduttori, armati di penna e dignità, hanno firmato una protesta indirizzata alla direzione. La minaccia è chiara: sciopero ad oltranza se il professor Sabino Cassese, dovesse anche solo varcare la soglia dello studio televisivo.
Nicola Gratteri, procuratore di Napoli e frontman del No al referendum, legge una falsa intervista di Giovanni Falcone contro la separazione delle carriere: uno di quei meme che girano su Facebook e Whatsapp, talvolta sul Fatto. Se pure da pm verifica così le prove siamo fottuti.