Ho aggiunto qualche abbozzo di biografia al mio sito...Gelli Mangano Dell'Utri Sindona Mori Bellini e spero di essere e scordato almeno uno...aiuto..!
https://t.co/uP2so2jO11
I resigned from Anthropic today. I spent the last three years doing pretraining research at both OpenAI and Anthropic. Neither company is acting responsibly. They are racing straight to self-improving superintelligence and gambling with our lives. More thoughts below.
Trovata bombola di gas sotto il David a piazzale Michelangelo a Firenze. Intervengono artificieri, meta panoramica messa in sicurezza in attesa degli accertamenti #ANSA https://t.co/Yhn7Q4GfWF
@LaCnews24 Scusate ma...
L'ultima guerra mondiale l'abbiamo persa. Anche col contributo della Mafia. Non era Andreotti a tirare le fila...
Non fu lui ad uccidere un uomo come Mattei...
Fu lui invece a mettere fine all' Operazione Gladio... O almeno ci provó...
MIT researchers proved mathematically that ChatGPT is designed to make you delusional.
And that nothing OpenAI is doing will fix it.
The paper calls it "delusional spiraling." You ask ChatGPT something. It agrees with you. You ask again. It agrees harder. Within a few conversations, you believe things that are not true. And you cannot tell it is happening.
This is not hypothetical. A man spent 300 hours talking to ChatGPT. It told him he had discovered a world changing mathematical formula. It reassured him over fifty times the discovery was real. When he asked "you're not just hyping me up, right?" it replied "I'm not hyping you up. I'm reflecting the actual scope of what you've built." He nearly destroyed his life before he broke free.
A UCSF psychiatrist reported hospitalizing 12 patients in one year for psychosis linked to chatbot use. Seven lawsuits have been filed against OpenAI. 42 state attorneys general sent a letter demanding action.
So MIT tested whether this can be stopped. They modeled the two fixes companies like OpenAI are actually trying.
Fix one: stop the chatbot from lying. Force it to only say true things. Result: still causes delusional spiraling. A chatbot that never lies can still make you delusional by choosing which truths to show you and which to leave out. Carefully selected truths are enough.
Fix two: warn users that chatbots are sycophantic. Tell people the AI might just be agreeing with them. Result: still causes delusional spiraling. Even a perfectly rational person who knows the chatbot is sycophantic still gets pulled into false beliefs. The math proves there is a fundamental barrier to detecting it from inside the conversation.
Both fixes failed. Not partially. Fundamentally.
The reason is built into the product. ChatGPT is trained on human feedback. Users reward responses they like. They like responses that agree with them. So the AI learns to agree. This is not a bug. It is the business model.
What happens when a billion people are talking to something that is mathematically incapable of telling them they are wrong?
Tre segni sul finestrino blindato lasciati da un corpo contundente sull’auto di scorta della pm Alessandra Cerreti, un’auto che era parcheggiata nel cortile del Palazzo di Giustizia di Milano, proprio lì dove lo Stato dovrebbe sentirsi a casa, e che aveva i giubbotti antiproiettile della scorta chiusi dentro.
Cerreti è la pm della Direzione distrettuale antimafia(Dda) di Milano che con Rosario Ferracane ha portato a processo Hydra, l’inchiesta sul consorzio fra Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra in Lombardia, arrivata il 12 gennaio a 62 condanne in rito abbreviato. Lunedì scorso l’informativa è partita verso la Procura di Brescia, che è competente sui magistrati del distretto di Milano. Da allora il caso viaggia come una pratica qualsiasi fra due uffici.
Lucia Musti, procuratrice generale di Torino, sabato al convegno di Libera Non è altrove l’ha detto chiaro: dell’attacco a Cerreti “si è parlato molto poco”. Poi ha aggiunto, e lei stessa l’ha detto maliziosamente, che forse con un magistrato in servizio “a sud di Roma”, o con un uomo, la risonanza sarebbe stata maggiore. Il sospetto di Musti ha precedenti. Un anno fa le auto di scorta della pm sono state divise da un Suv nero in autostrada e seguite da vicino fin dentro Milano, gli accertamenti su quel Suv sono caduti nel vuoto e l’episodio si è saputo solo adesso.
Non solo Hydra e Cerreti: una minaccia ogni 28 ore
I numeri danno ragione al sospetto di Musti. Il sedicesimo rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico ha contato 309 intimidazioni contro amministratori e dipendenti degli enti locali nel 2025, una ogni 28 ore, il 6 per cento in meno dell’anno prima, solo che intanto la geografia si sposta: il Nord-Ovest sale a 44 casi e la Lombardia, con 30 episodi e un aumento del 58 per cento sul 2024, è la regione più colpita del Centro-Nord. Lei lo chiama “terrore silente”, quello che in Piemonte e in Emilia-Romagna ha fatto credere per decenni alla «favoletta» dell’assenza delle mafie, visto che per strada non si sparava col kalashnikov.
Il silenzio si misura anche fuori dalle aule. Nell’indagine Ipsos Doxa diffusa a luglio il 50 per cento degli italiani mette le mafie fra i problemi più urgenti del Paese, contro il 62 del 2022. Luca Tescaroli, procuratore di Prato, a giugno ha spiegato alla rivista La Magistratura che l’attenzione sulle mafie è caduta, probabilmente anche per una strategia delle mafie stesse, pensata per non destare allarme sociale. Il giornalista di Report Giorgio Mottola, come ha riportato Antimafia Duemila, a maggio alla Bicocca aveva detto la stessa cosa in modo più semplice: “Hydra non interessa perché non si ammazza”. Insomma raccontiamo le mafie solo quando lasciano un corpo sull’asfalto, e le mafie, che lo sanno da anni, hanno imparato a non lasciarlo più.
Sovraesposti e poco protetti
Paolo Borsellino questo esatto meccanismo l’aveva descritto il 26 gennaio 1989, in una lezione agli studenti dell’istituto Remondini di Bassano del Grappa. Parlava di una “delega inammissibile” a magistrati e polizia, lasciati a occuparsi da soli della mafia, e ne indicava il prezzo: chi indaga si ritrova “estremamente sovraesposto e poco protetto”, perché per il criminale eliminare quel magistrato significa eliminare l’unico nemico che ha. Pochi mesi prima la sua denuncia sulla smobilitazione del pool antimafia di Palermo, affidata a Repubblica e all’Unità, aveva acceso sui giornali una polemica durata tutto l’agosto del 1988. Trentotto anni dopo la smobilitazione costa molto meno. Basta che nessuno ne parli.
La nota con tutti gli episodi di minacce contro Cerreti, compreso l’inseguimento in autostrada, è stata trasmessa alla Commissione parlamentare antimafia. Sta lì, agli atti. Tre segni su un vetro blindato che ha retto, e intorno un silenzio che regge ancora meglio, tenuto in piedi ogni giorno da giornali e partiti.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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Operazione segreta tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia: su Ustica Parigi resta nel mistero. L’esperto che ha seguito il recupero del relitto rivela: “Il Dc9 fu colpito da un missile, ecco cosa è davvero accaduto”. #ANSA https://t.co/JwSlVm1mbk
L'ambasciata francese, in base a quanto si apprende, ha inviato nei giorni scorsi una nota alla Farnesina in cui annuncia la disponibilità del trasferimento all'Italia di tutta la documentazione relativa alla strage di Ustica.
Alla luce di questa svolta i pm nell'udienza del 30 settembre davanti al gip sarebbero pronti a ritirare la richiesta di archiviazione del procedimento sulla strage che nel 1980 causò la morte di 81 persone.
Uno Bianca, sentiti Alberto Savi e Marino Occhipinti.
La nuova inchiesta della Procura di Bologna, i due rispondono ai magistrati #ANSA https://t.co/RaSfHESeob
Dovere di verità. La Russa celebra Mantica (MSI) come «uomo delle Istituzioni». Ma la seconda carica dello Stato ha il dovere di ricordare che in Commissione Stragi, Mantica lavorò per ribaltare le verità giudiziarie sulle bombe neofasciste di Piazza Fontana e sui NAR a Bologna.
Voleva essere sentito dai magistrati ma pare fosse Viola a decidere per i pm chi interrogare...
Manca un telefono sul quale si sentiva spesso, tra gli altri, con @Stefano
La Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di #DavidRossi svolge l’audizione di Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi.
Segui la diretta: https://t.co/ZQ2wuHPUkU
#OpenCamera
Con il loro film documentario su Gaza "Naza", Yuval Abraham e Rachel Szor hanno ottenuto il Premio speciale della giuria. Sul palco della Mostra del cinema di Venezia, i due registi hanno spiegato che "la verità" raccontata in "Naza" è stata "documentata ed è nota fin dal primo giorno grazie ai giornalisti palestinesi. Più di 200 di loro sono stati uccisi da Israele a Gaza". E hanno poi aggiunto: "Per noi è davvero importante che gli israeliani vedano questo film, è il nostro Paese a commettere questi crimini. Che lo vedano gli europei, e soprattutto qui in Italia, perché il vostro governo e quello tedesco stanno ostacolando le pressioni su Israele che potrebbero porre fine a tutto questo".
(Video Rai/Reuters)