@giorgio_gori Si ha voglia di sottolineare differenze di visione con i futuri vostri alleati! Noi vecchi DC, conosciamo il trucco! Farvedere agitazioni e prese di distanze per poi comunque pervenire al risultato aritmetico non fa bene alla democrazia.
Sivede minata e tradita dai cdd riformisti
@bon1z@machedavero Il più bello esemplare di fascista in cui ci si possa oggi imbattere è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dare del fascista a chi fascista non è.(Sciascia)
@ninabecks1@matteorenzi Quando si prova a galleggiare, a tutti i costi, nella palude politica, che ti sei ricercato, rischi di perire politicamente tu e il salvagente!
@albertoangela@MaximilianDolce Si invita la Rai a dare più spazio alla cultura e a un’informazione davvero informativa, assumendo stabilmente Alberto Angela, esempio di qualità e servizio pubblico.
L’On.le Picierno mette il dito su un problema vecchio del PD: culture politiche diverse mai davvero integrate. Il richiamo a Kiev non è solo politica estera, è un segnale della tensione interna!
Metto qui, per trasparenza, quello che ho detto oggi alla direzione del @pdnetwork
Penso che, in una fase come quella che attraversiamo, delicata, i momenti di discussione debbano essere maggiori. Perché questo è il modo in cui funziona un partito che discute, che decide.
Lo dico soprattutto perché ho sentito anche oggi, ma non solo oggi, parole confuse, sbagliate e molto preoccupanti sul rapporto tra il necessario confronto che serve in un partito e il concetto di unità.
E allora io voglio dire subito che il pluralismo non è una concessione, non è sopportazione acustica, cari amici, non è lasciar parlare qualcuno e poi fare come se nulla fosse perché c'è già un’altra linea.
Il pluralismo è un'idea precisa di partecipazione democratica, non è generica tolleranza. E soprattutto non è l'opposto dell'unità, perché l'opposto dell'unità è la divisione.
E si può essere uniti anche avendo posizioni diverse. Se quelle posizioni vengono ascoltate, vengono riconosciute e vengono attraversate, perché è così che si riesce poi a fare sintesi. Non si è più uniti quando, invece, le differenze vengono ridotte all’individualità, quando vengono annichilite. È lì che nasce la frattura.
E noi l'abbiamo già vissuto, lo dico guardando Roberto, Arturo, l'abbiamo già vissuto tutto questo. Ed è stato doloroso, perché è accaduto dopo il referendum del 2016. C'è stata una frattura dolorosa che portò tanti amici, tanti compagni, anche Elly, a lasciare il Pd. E oggi vedo spirali di radicalizzazione però ancora più profonde.
Dentro il PD e dentro il campo largo facciamo attenzione, perché sui territori c'è già una lenta, taciuta, nascosta, ma progressiva e inesorabile tendenza dei dirigenti che stanno lasciando questa comunità. E tanti fondatori non si riconoscono più. Non riconoscono più il Pd.
Penso alle parole di Prodi, penso a quelle di Veltroni, e potrei continuare perché la lista è lunga. Io penso che questo debba essere un serio motivo di riflessione, perché un gruppo dirigente eletto ha certamente il diritto di mettere in campo la linea politica su cui ha vinto il congresso, ma non ha il diritto di cambiare la natura di un partito.
Ma è quello che sta succedendo.
Il PD non è nato come un partito di sinistra identitario, non è nato così.
È nato come un partito riformista di centro-sinistra, è la casa di chi, come me, veniva da una formazione democratica, popolare, cattolica, liberale.
Io venivo da una formazione così, dalla Margherita.
Se oggi citi la parola liberale sei considerato un nemico del popolo. Ma io non sono una nemica del popolo, sono una fondatrice di questa comunità, che ha esattamente quell'estrazione politica.
E su questo io voglio essere chiara. Noi non possiamo scappare più, cari amici e cari compagni. Ci dobbiamo intendere con grande rigore e con grande serietà che il PD è ancora posto, è ancora casa per i democratici, per i liberali e i democratici ?
E cioè per me e per quelli che la pensano come me? Io continuo a sperare di sì. Perché le ragioni per cui abbiamo fatto nascere un partito capace di parlare a tutti gli italiani, e non solo alle curve, restano tutte ancora centrali.
Io continuo a pensare che l'alternativa non nasce dalla polarizzazione permanente, non nasce dall'idea che serva sempre una spallata.
Perché su questa base non si costruisce alcuna alternativa di governo, si restringe solo il campo della responsabilità, e questo vale per il referendum, vale per il merito, vale per il clima politico più generale.
Io lo so, tutti qua noi aspettiamo il momento di mandare a casa questa destra terribile, ma possiamo evitare, nell’attesa, di adottare lo stile politico e comunicativo di Fratelli d'Italia?
E non solo per un fatto di comunicazione, ma per una questione più profonda che riguarda il rapporto tra noi, tra questa comunità e il Paese.
@evamarghe@marcobologna_ Ha dimostrato tanto, tanto amore per il suo popolo e la sua Patria. Purtroppo alla storia passerà, ma come vittima di carnefici internazionali che si stanno intendendo sul come spartirsi le ricchezze dell’Ucraina e come disegnare una nuova balance of power!