Ascoltate le parole dell'inviato di Report Paolo Mondani che chiaramente parla del disegno orchestrato contro Sigfrido Ranucci. È gravissimo.
Sporcare la vittima è il film che stiamo vedendo!
🔄 Da guardare fino alla fine e da condividere.
Insegno vs Ranucci
Febbraio 2019. Michela Andreozzi, attrice, regista e sceneggiatrice, in un programma di cinema storpia il nome della Lazio e dice “Lazie”. Una battuta da niente.
Fabrizio Piscitelli, Diabolik, leader degli Irriducibili, gira il link a Pino Insegno. Piscitelli non è soltanto un capo ultrà: è un uomo inserito negli ambienti della criminalità romana, con legami con il narcotraffico e gruppi criminali. Sei mesi dopo verrà assassinato con un colpo di pistola alla testa al Parco degli Acquedotti, in un agguato maturato, secondo la ricostruzione giudiziaria, nel contesto della criminalità organizzata romana.
Insegno gli manda il numero di cellulare privato della collega.
Poco dopo Andreozzi riceve una telefonata da un numero sconosciuto. È Piscitelli. Le parla con un tono che lei definirà inquietante e le chiede di rimediare a quella battuta. Poi il suo numero viene passato ai sodali e parte la campagna contro di lei. Insulti, minacce, attacchi sui social. Andreozzi chiude il profilo Twitter e non lo riaprirà più. Si scusa pubblicamente per paura. Insegno è un collega che conosce da oltre trent’anni.
Le chat le ha pubblicate Domani. Insegno non ha negato il rapporto con Piscitelli: “Fabrizio era un amico”. Amico, il criminale. Sul numero dato alla collega ha risposto che il contratto con la Rai non gli consente di rilasciare dichiarazioni senza autorizzazione.
La Rai non ha aperto alcun caso pubblico. Nessuna istruttoria annunciata, nessuna nota aziendale, nessuna questione di opportunità.
Con Ranucci è andata diversamente. In poche settimane la sua permanenza alla guida di Report è diventata una questione di opportunità, è intervenuto il Comitato etico e la Rai lo ha sostituito.
Passare il numero privato di una collega a Diabolik non ha aperto una questione di opportunità.
Fare inchieste, sì.
Il tuo coraggio, umanità e l’integrità giornalistica, morale e politica mancano.
Sei stato uno degli ultimi guardiani della verità.
Il giornalismo Italiano si è impoverito e ulteriormente screditato dopo di te.
Vivrai per sempre nei cuori e nelle menti di milioni di cittadini.
C’erano una volta due oppositori indignati.
Uno si chiamava Matteo Salvini e guidava i presìdi ai caselli: “IO NON PAGO!”, gridava nel 2014 contro l’aumento dei pedaggi autostradali.
L’altra si chiamava Giorgia Meloni e tuonava contro i favori ai concessionari: “NO all’aumento indiscriminato dei pedaggi!”, scriveva.
Oggi governano insieme. E indovinate un po’? Dal 1° agosto i pedaggi aumentano.
Non per sbaglio, non per colpa dell’Europa, non per colpa di Soros, dei magistrati, del gender o della sinistra brutta e cattiva, ma perché Lega, FdI e FI hanno inserito un emendamento nel decreto Infrastrutture.
Perché vogliono recuperare 90 milioni di euro scaricandoli sui cittadini in vacanza.
Perché i proclami populisti finiscono sempre così: con voi che pagate e loro che incassano consenso.
Dicevano “basta fare cassa sulle spalle degli italiani”. Ma appena arrivati al governo, tassano pure le vacanze.
Non hanno limiti all’indecenza.
@andmas01 Io mi chiedo anche quanta stima abbiano dei cittadini italiani da potersi permettere di veicolare messaggi simili come messaggi rassicuranti 🫣
@valecalabro@PBerizzi@repubblica Ogni giorno viene sottolineata una "stortura" nelle procedure di questo governo. Ma poi non c'è alcun atto conseguenziale. E non capisco perché 🤔🤨