Questo è lo stato - PIETOSO - del giornalettismo italico.
Velocità doppia di quella della luce. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
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Sbarchi: tra Gennaio ed Agosto +96% a cui vanno aggiunti ben 2235 dispersi.
Un successone per Wanna Sbarchi sorella di Arianna e cognata di Lollo.
Meno male che ha tolto le accise e le commissioni sul Pos 🙃
#bugiardella#Meloni#parentiditalia#GovernoMeloni#FdI#Lega
Mentre l’Italia è in crisi per il carovita e gli sbarchi dei migranti ormai raddoppiati, Meloni corre in Ungheria ad abbracciare Viktor Orbán - proprio lui, il Presidente che ha sbattuto la porta in faccia all’Italia sulla redistribuzione dei migranti.
Meloni ha però individuato la vera emergenza. La guerra? Il caroprezzi? Le migrazioni? Niente affatto. “Serve una grande battaglia per… difendere Dio”.
Mi sbaglierò. Ma non credo che gli elettori l’abbiano votata per sostituire papa Francesco. Lo dico da cattolico: smettiamola di strumentalizzare la religione soprattutto quando si rivestono alte cariche istituzionali. Smettiamo di scimmiottare un lontano passato quando la religione era intesa come “instrumentum regni”. Il principio della laicità dello Stato e la libertà religiosa sono cardini del nostro ordinamento democratico.
Giorgia Meloni inizia a preoccuparti delle emergenze economiche e sociali delle famiglie e delle imprese italiane.
Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Giorgia Meloni salvano la Ministra Santanchè nonostante abbia platealmente mentito al Parlamento e ai cittadini, nonostante condotte incompatibili col suo ruolo istituzionale, nonostante il chiaro conflitto di interessi. Noi abbiamo orgogliosamente votato la sfiducia al Ministro, qualche altra opposizione ha preferito disertare il voto abbandonando l'Aula. In situazioni come queste disertare è essere complici.
In qualsiasi grande Paese oggi Santanché non sarebbe più Ministra. In qualsiasi grande Paese il Premier l'avrebbe accompagnata alla porta già da giorni.
Dai banchi dell'opposizione, Giorgia Meloni chiedendo le dimissioni di un Ministro per molto, ma molto meno, dichiarava pomposamente: “Viviamo in un tempo nel quale la politica, per recuperare la fiducia dei cittadini, deve stare un passo avanti alla società e dare il buon esempio". Nel codice etico di Fratelli d'Italia, inoltre, Meloni ha scritto nero su bianco che non si opera in situazioni di conflitto di interesse e che ci si dimette per "vicende giudiziarie o condotte conclamate incompatibili con il prestigio e l’integrità richiesti per ricoprire l’incarico".
Oggi, fatti alla mano, sappiamo che sono tutte chiacchiere. Alla prova di governo hanno dimostrato di non avere rispetto per se stessi, per gli interessi degli italiani, per il decoro delle istituzioni.
Qualche settimana fa ero a Foggia per dire a gran voce con il M5S, le associazioni e i cittadini “alziamo la testa” contro la criminalità organizzata.
Oggi apprendiamo la notizia degli 82 arresti e del duro colpo sferrato contro la mafia foggiana nell’operazione Game Over, per cui ringrazio il Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Foggia, i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Direzione Nazionale Antimafia, tutte le unità speciali impegnate in questa operazione.
Al Governo abbiamo rafforzato gli strumenti di lotta dello Stato su quel territorio contro la Società foggiana, potenziando i presidi di legalità con uomini, mezzi, risorse, e con l’istituzione della sezione staccata della DIA.
Questa operazione dimostra una volta di più l’importanza delle intercettazioni nella lotta ai clan: al Governo Meloni e ai suoi Ministri diciamo di smetterla di attaccare e delegittimare strumenti fondamentali per mettere all’angolo le mafie.
Il centrodestra di Giorgia Meloni si è precipitato a presentare in Commissione Lavoro un emendamento per bocciare la nostra proposta di salario minimo che migliorerebbe gli stipendi di quasi 4 milioni di lavoratori. Uno schiaffo a giovani, donne e uomini che non arrivano a fine mese.
Non hanno fatto ancora nulla, invece, per cancellare la vergognosa decisione dello scorso 5 luglio di ripristinare i vitalizi in Senato.
Vi è chiaro? Salario minimo no, vitalizi massimi sì.
Noi continueremo a oltranza e senza sconti la nostra battaglia per il salario minimo in Aula.
Ma continueremo anche la nostra storica battaglia contro i costi della politica: dopo avere evitato che l'adeguamento degli stipendi per i capigruppo - che noi non prenderemo - fosse a carico degli italiani, abbiamo presentato altri due ordini del giorno alla Camera che verranno messi in votazione giovedì prossimo in occasione dell’approvazione del bilancio: uno per scongiurare aumenti degli stipendi dei deputati e, anzi, per ottenerne la riduzione; l'altro per evitare che si ripeta alla Camera lo scempio sui vitalizi di qualche giorno fa al Senato.
Noi abbiamo un'altra idea della politica. Ad esempio quella che suscita la reazione soddisfatta di dirigenti scolastici e studenti che nelle scorse settimane, in un momento di grande difficoltà, hanno ricevuto 1 milione di euro in computer e attrezzature informatiche pagate con i soldi delle indennità a cui i parlamentari del M5S hanno rinunciato.
Caso #Delmastro, Giuseppe #Conte (#M5S): Da Palazzo Chigi, senza metterci la faccia, #Meloni fa trapelare una nota con un vergognoso attacco alla magistratura. Un attacco gravissimo e sconclusionato per gridare a complotti. Per Meloni la difesa degli amici di partito viene sempre prima dei cittadini e del Paese, della "Nazione" di cui si riempie la bocca in ogni discorso. Il suo "patriottismo" vale solo nei confini di partito"
@ultimora_pol