#Israele avanza in #Libano. No, Israele occupa. È un' operazione coloniale, di conquista. Ciò che è spiazzante è che non ci sia accento critico nell' informazione ufficiale. È un' azione, in termini di diritto internazionale, illegittima.
@_InfoGram_ Meloni's statement has nothing to do with Trump. You're misrepresenting the facts. Her speech today at Confindustria addressed domestic sovereignty and European fiscal rules, not Trump's troop withdrawal comments.
@ZagDavide Citazione che sarà ripresa da Dante, nell'ultimo verso del Purgatorio: "puro e disposto a salire a le stelle". Solo che qui dubito fortemente ci aspetti il Paradiso
Questa foto rimarrà per sempre simbolo della vergogna. Per #Israele che ha agito illegalmente da Stato criminale, per la silenziosa #Europa, per l' indifferente #Italia e per tutti quei paesi che con la loro complicità hanno permesso che il diritto fosse sostituito con l' abuso.
@DamianLow3 Source? I'm Italian and I've never heard such words. She's very cautious, especially when she's dealing with Trump. Btw she said Italy didn't join Trump Board of Peace for constititutional costraints.
Valditara e la resa dei Promessi Sposi
Spostare i Promessi Sposi dal biennio al triennio delle superiori non è una riforma, è una capitolazione. La presenta come modernizzazione, come adeguamento ai tempi, come rispetto dei ritmi di apprendimento dei ragazzi. In realtà è l’ammissione che la scuola italiana, sotto questo governo, ha smesso di credere nei propri studenti.
Il biennio è esattamente l’età in cui un adolescente va messo davanti a un testo che resiste. Quindici anni sono l’età giusta per imparare che la letteratura non si consuma, si attraversa. I nostri nonni leggevano Manzoni a tredici anni e non erano geni, erano ragazzi a cui veniva chiesto qualcosa. Oggi Valditara decide che a quindici anni non si può più, che bisogna aspettare i diciassette, che prima serve un percorso di avvicinamento, che il testo è troppo denso, la lingua troppo lontana, le pagine troppe. Ogni volta che si abbassa l’asticella si abbassano anche i ragazzi, non il contrario.
C’è poi una questione pedagogica che il ministro finge di non vedere, o forse non vede davvero. I Promessi Sposi non sono un romanzo ottocentesco da collocare in sequenza cronologica dopo Dante e Petrarca. Sono la prima vera palestra di cittadinanza che la scuola italiana offre ai suoi studenti. La peste che arriva e nessuno vuole riconoscerla. I potenti che piegano la legge ai propri interessi. La giustizia che non arriva mai per chi non ha voce. Le folle manipolate che cercano un untore qualunque su cui scaricare la rabbia. Don Abbondio che si tira indietro perché “il coraggio, uno, non se lo può dare”. Questa roba, a quindici anni, ti entra dentro e ti ci resta per la vita. Al triennio arriva tardi, quando i ragazzi hanno già deciso che la letteratura è una cosa che non li riguarda, che appartiene ai professori e agli esami.
Il sospetto, neanche troppo nascosto, è che il problema non sia pedagogico ma politico. I Promessi Sposi sono un libro scomodo per chi governa oggi. Raccontano un’Italia in cui il potere è sempre dalla parte dei don Rodrigo, in cui la Chiesa si divide tra chi sta con gli ultimi e chi benedice i prepotenti, in cui la peste diventa pretesto per sospendere ogni garanzia, in cui i tribunali non funzionano e la giustizia la si cerca altrove. Spostarlo al triennio significa ridurne il peso formativo, farlo diventare un testo da esame di maturità e non un testo che forma lo sguardo sul mondo.
La verità, spiacevole, è questa: una classe dirigente che non legge tende a credere che anche gli altri debbano leggere poco. Si governa come si è stati educati, e l’impressione che diano molti dei nostri ministri, Valditara in testa, è quella di persone che con la cultura hanno un rapporto strumentale, quando va bene, ostile, quando va male. La scuola diventa così il riflesso delle loro carenze, non il rimedio a quelle dei ragazzi.
Toccare Manzoni è facile, fa titolo, non costa nulla. Rimettere in piedi una scuola pubblica capace di chiedere molto e dare molto, quello sì che sarebbe una riforma. Ma richiederebbe una classe politica all’altezza dei libri che dovrebbe far leggere, e qui torniamo al punto di partenza.
I ragazzi italiani meriterebbero Manzoni a quindici anni. E meriterebbero ministri che l’hanno letto davvero.
Ha llegado la hora de que la UE rompa su Acuerdo de Asociación con Israel.
No tenemos nada contra el pueblo de Israel, al contrario. Pero un Gobierno que viola el derecho internacional y, por tanto, los principios y valores de la UE no puede ser nuestro socio.
NO A LA GUERRA.
Il ministro Sangiuliano si è dimesso dopo l'inchiesta di Dagospia, la ministra Santanché dopo Report. Il sottosegretario Delmastro dopo il lavoro del Fatto Quotidiano. Il giornalismo non vive il suo momento migliore ma bisogna ricordarsi di quanto sia ancora fondamentale.