Sarebbe bello arrivare un giorno a chiamarlo semplicemente Giro d'Italia maschile e femminile, senza gerarchie, come nell'atletica. Anzi, del sarebbe bello non ce ne facciamo più nulla. Che sia così già dal prossimo anno. Basta poco. Basta volerlo. Cambiamo, dai.
Ieri è stata una giornata bellissima per il ciclismo, tra l'entusiasmo e il dramma sportivo, tra lo stringere i denti e il trattenere il fiato. Un finale così non si è mica mai visto in una recente grande corsa a tappe, con gli ultimi 40 km che cambiano tutto, ma proprio tutto.
E poi dovremmo smetterla di identificarlo come Women per distinguerlo da quello maschile, che a quanto pare è troppo più importante per aver bisogno di una specifica di genere.