🥹⚽ ¡El gesto de Fabio Gruber que conquistó al Cuauhtémoc!
Uno de los momentos más emotivos de la noche se vivió durante la ceremonia previa al partido España vs Perú, fue cuando el defensa peruano Fabio Gruber tuvo un noble detalle con un niño con síndrome de Down que lo acompañaba al ingresar al terreno de juego.
Al percatarse de que el menor tenía frío por las bajas temperaturas en el estadio, el futbolista se quitó la chamarra que portaba y se la colocó sobre los hombros, permaneciendo atento a él durante el protocolo previo al encuentro.
📹limaorganicaperu
#diariocambio #Puebla
Il ragazzo protagonista di queste foto indossa la maglia degli Spurs, per la precisione la n.21 di Tim Duncan. L'altra sera era a New York a vedere gara 3 delle Finals in uno dei maxischermi messi in città. Al termine del match è stato assalito da una folla di persone: lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno sputato, poi lo hanno costretto a togliersi la maglia.
La stessa sorte è toccata ad un'altra decina di persone, tutte con le maglie degli Spurs, tutte ree di non tifare per i Knicks.
Ed eccoci qua.
Lo sports entertainment.
Il "Defense! Defense!".
E i pop corn e i bicchieroni di Coca Cola.
Che all'improvviso svaniscono.
Chi segue l'NBA da vicino sa che gli episodi di violenza negli ultimi anni stanno aumentando, sopratutto dentro le Arene, e non sono capitati solamente in queste ore a New York.
Ma a New York, probabilmente, si è toccato l'apice.
Forse la realtà è che, sotto sotto, molti di noi sono uguali. Sono tutti egualmente imbecilli.
Che si tratti di tifosi di Eurolega o di Serie A, che si tratti di italiani, greci, turchi, francesi, tedeschi, polacchi, che si tratti di basket o di calcio.
Che si tratti di NBA.
Che si tratti di americani.
Sarebbe bello che Tim Duncan contattasse questo ragazzo per invitarlo a gara 5 a San Antonio e per regalargli la sua maglia originale autografata.
Sarebbe altrettanto bello che nessuno si ergesse a paladino della cultura sportiva volendo spiegare agli altri come si sta al mondo, soprattutto in un'epoca dove la violenza di quella Nazione, ai piani alti, e di conseguenza a livello sociale, ha superato di gran lunga i livelli di guardia.
Sarebbe bello che non ci fosse posto per chi vive una partita di basket in questo modo, in qualunque posto del mondo.
Diego Maradona tested positive for five banned substances: ephedrine, norephedrine, pseudoephedrine, norpseudoephedrine and methaephedrine. As a result, he received a 15-month suspension from football and was forced to leave the Argentina national team camp.
After learning of the sanction, Maradona uttered his famous phrase, “They cut off my legs,” directed at both FIFA and Julio Grondona, then president of the AFA. The Argentine player accused the official of betrayal for making a deal with FIFA instead of trusting him and fighting to defend his innocence.
Years later, WADA (World Anti-Doping Agency) determined that the amount of these banned substances ingested by the Argentine star was not sufficient to be considered doping.
🔍 C'è un dettaglio che non tutti hanno notato guardando Zverev giocare.
Nei cambi di campo, mentre gli altri bevono o si asciugano il sudore, Sascha si fa un'iniezione di insulina. Lo ha fatto anche durante la finale del Roland Garros 2026, sotto i riflettori del tennis mondiale.
🏥 Alexander Zverev convive con il diabete di tipo 1 da quando aveva quattro anni. Una vita intera, tra allenamenti, viaggi e campo, passata a gestire i livelli di glucosio nel corpo.
Eppure per molto tempo non ne ha parlato. Non per vergogna, ma per una scelta precisa: non voleva che fosse il diabete a definirlo. Non voleva pietà. Lo ha fatto pubblicamente solo nel 2022.
👨⚕️ I medici avevano consigliato a sua madre di fargli cambiare sport: giocare a tennis con il diabete, dissero, sarebbe stato troppo difficile.
Zverev quando è in campo gioca nello stesso momento due partite diverse: quella contro il suo avversario e tenere costantemente monitorato il livello della sua glicemia.
🥵 In partita la glicemia può diventare una roulette: un attimo sei in calo fino al rischio di collasso ipoglicemico, quello dopo lo stress e l’intensità ti spingono in iperglicemia con sete, crampi e confusione, tra performance che crolla e pericoli acuti se non gestita.
Oltre al traguardo sportivo, che per Sascha è stato così atteso, inseguito e a tratti maledetto, questo titolo Slam vale molto più.
💭 È il megafono più potente che potesse trovare per il messaggio che porta avanti attraverso la sua Fondazione: ai bambini con diabete di tipo 1 dice che possono sognare in grande, senza privarsi dello sport e di ambire anche a salire sul tetto del mondo del tennis.
#RolandGarros #Zverev
@pisto_gol CHIEDO VERITÀ E GIUSTIZIA
La morte di mio figlio Giovanni, avvenuta al termine di una gara ciclistica, non ha mai avuto un accertamento giudiziario pieno, indipendente e trasparente. Nel corso degli anni si è sviluppato un sistema di omissioni, archiviazioni irregolari, coperture istituzionali e sparizione di documenti che ha impedito l’accertamento della verità e delle responsabilità.
La Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, tramite il PM Andrea Trucano, ha archiviato il caso nonostante gravi contraddizioni, ignorando elementi rilevanti, coprendo una testimone falsa (Giulia Fassina) e omettendo di perseguire il consulente del PM (Roberto Sgalla) per condotte penalmente rilevanti. Parte della documentazione relativa a tali vicende è inoltre scomparsa dai fascicoli.
La Procura della Repubblica di Milano ha garantito copertura al PM Andrea Trucano, che ha disposto l’archiviazione, bloccando ulteriori iniziative giudiziarie, comprese quelle avviate dalla Procura della Repubblica di Prato.
La Procura della Repubblica di Roma ha invece assicurato l’impunità a soggetti legati alla gestione della gara: il procuratore federale della Federazione Ciclistica (avvocato Nicola Capozzoli), il giudice di gara che, davanti al corpo senza vita di Giovanni, ha dichiarato che “non c’era nulla da segnalare” (Luca Botta) e l’avvocato federale che ha prodotto documentazione falsa relativa alla sicurezza del percorso (avvocato Gaia Campus).
Anche la Procura della Repubblica di Perugia, dopo aver avviato approfondimenti investigativi, ha preferito non proseguire gli accertamenti.
La Procura della Repubblica di Firenze ha poi garantito copertura istituzionale a funzionari dello Stato coinvolti nella vicenda (un prefetto che copre un altro prefetto), facendo sparire documentazione ritenuta determinante e rifiutandone l’accesso.
In tutto questo, il Consiglio Superiore della Magistratura non è intervenuto nonostante le numerose segnalazioni.
Chiedo pertanto che venga finalmente svolta un’indagine indipendente, completa e imparziale, capace di accertare:
• le reali cause dell’omicidio di mio figlio Giovanni;
• le responsabilità organizzative e istituzionali;
• le anomalie investigative e giudiziarie;
• la scomparsa di documenti;
• le condotte abusive o omissive commesse da pubblici funzionari e magistrati.
Dopo anni di archiviazioni e ostacoli, continuo a chiedere soltanto verità e giustizia per l’omicidio di mio figlio Giovanni, un ragazzo innocente di 22 anni.
#verita #giustizia #veritaegiustiziapergiovanniiannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
È difficile riuscire a definire il genio di Leonardo.
Oltre la genetica, c’è una fantasia che è stata lasciata libera di esprimersi, fin da bambino, accompagnandolo per tutta la vita.
Leonardo da Vinci è stato una vela libera sui mari della conoscenza e della vita.
#Ulisse