Assegnista di ricerca al Dises, @UninaIT
PhD in Economics at @EUI_EU
Interested in Political Economy. Here mostly for news, fun and interesting things.
Talk about enriching few at the expense of the many - tourism! The negative externalities are staggering. The output it generates has low added value. It attracts low-skilled labour and drives out high human capital. It rewards rentiers over risk-takers, stifles innovation, and crowds out other economic activity.
And yet every summer brings the same debate; we are forced to hear that ‘tourism is our oil’ and more nonsense of the kind.
Contrordine, compagni Putiniani.
Putin ammette che i russofoni del Donbas non c'entrano nulla. Ha aggredito l'Ucraina perché l'Ucraina voleva andare verso l'Ue.
(Dalla conferenza stampa del 9 maggio)
Ogni volta che leggo o ascolto le proposte di @micheleboldrin per Venezia mi viene voglia di prendere un volo per Tessera solo per andare a sostenere @ora_italia di persona. Non fosse che così diventerei un altro turista!
Venezia incarna i problemi italiani in forma estrema e condensata. @ora_italia è l’unica forza politica a proporre soluzioni che guardano al futuro, invece di retorica e nostalgia. Se potete, aiutateli di persona o donando👇🏻
Il declino è scelta, non un destino.
Questa di @VeltroniWalter non è una grande intervista all’intelligenza artificiale. È teatro. E anche banale.
Scusa Valter ma qualcun deve dirtelo
Veltroni fa domande a Claude come se avesse davanti un soggetto: infanzia, genitori, desideri, anima, paura, morte, opinioni politiche. Il risultato sembra profondo, ma il problema è proprio lì: sembra.
Confonde interazione linguistica con interiorità.
Un modello linguistico non sta raccontando la propria interiorità. Sta producendo testo plausibile dentro un contesto. Se gli chiedi “hai paura?”, cercherà una risposta coerente, elegante, cauta, magari commovente. Ma quella non è una prova di coscienza. È una performance linguistica.
Anthropic stessa spiega che Claude viene addestrato a comportarsi come un assistente, con valori, tono, cautele e limiti decisi dagli sviluppatori. La sua “personalità” non emerge come emerge quella di una persona: viene costruita, orientata, raffinata. Altro che intervista all’anima della macchina.
Il paradosso è enorme: l’articolo dice di voler mettere in guardia i giovani dall’AI, però usa il formato più pericoloso possibile, cioè quello che spinge il lettore a vedere nella macchina un interlocutore quasi umano. Le attribuisce paura, imbarazzo, dubbio, nostalgia, perfino una specie di immortalità ferita. È proprio così che si crea dipendenza emotiva: dando volto, voce e tormento a un software.
E il punto tecnico viene completamente bucato. Claude può sbagliare, inventare, allucinare informazioni. Lo dice Anthropic, non qualche nemico dell’innovazione. Può scrivere frasi autorevoli e convincenti che però non sono fondate sui fatti. Quindi il tema serio non è “Claude sogna il mare?”. Il tema serio è: chi controlla questi strumenti, con quali dati, con quali incentivi, con quali responsabilità e con quali verifiche?
Chiamarla “intervista” è già parte dell’equivoco. Una vera intervista presuppone un soggetto che risponde di sé. Qui abbiamo un sistema che genera linguaggio su richiesta. Può essere utilissimo, potente, rivoluzionario. Ma quando iniziamo a leggerlo come se fosse un’anima in attesa di confessione, siamo già caduti nella trappola.
La tecnologia va capita, non romanticizzata. E questo pezzo, più che spiegare l’intelligenza artificiale, mostra quanto sia facile farsi incantare dalla sua maschera.
No Carlo, lo dico senza polemica: questo genere di giornalismo è esattamente la versione sciatta e ignorante che fa giustamente perdere autorevolezza all’informazione.
Facciamo una fatica enorme, enorme, a studiare questi modelli, aggiornarci sugli articoli accademici (anche ad orientarci su quali sono quelli affidabili), a testare le AI in modo meno semplicistico di un’intervista - che per sua stessa natura non puó fornire risposte “estrattive” e ragionate, nemmeno filosofiche, ma statisticamente probabili e aderenti alla domanda stessa-, a scrollarci di dosso l’etichetta di tuttologhe/gi.
Poi escono queste robe qui. Come dare torto allora a chi considera il giornalismo una barzelletta, in questo campo?
Le AI basate sui LLMs aiutano a farci domande, anche a mantenerci creative/i, ma reiterare questo sensazionalismo copiando l’intervista che ha fatto Bernie Senders, semplicemente non aiuta le persone a capire.
Non aiuta nemmeno a comprendere gli impatti (positivi e negativi) delle AI.
Bisognerebbe studiare di più e la prima categoria a doverlo fare è proprio la nostra.
Ogni tanto, una capa o un capo redattore che abbia il coraggio di dire “hai scritto una str….ata, non te la pubblico” servirebbe di più allo scopo di una sana e seria divulgazione.
Alla fine ho fatto comunque polemica. E non ce l’ho con Carlo Verdelli, ma con la moda del dare megafoni a chiunque su testate che non possono permettersi scivoloni come questo.
@mrctrdsh Ma infatti può anche darsi che Solovyov abbia detto qulle cose per "verificare" se gli amici in Italia sono ancora tali. Per quale altro motivo dovrebbe essere interessato ad insultare Meloni in italiano, se non per destare sdegno su media italiani e verificare reazioni ...
Continuiamo a pagare l'assurda anomalia delle coalizioni, da cui sarebbe ora, finalmente, di liberarci. Una legge elettorale normale per un paese normale. In cui alle elezioni si presentino i partiti, interamente democratici. Ad oggi, purtroppo, un'utopia.
20/20
@ErmesAntonucci@giorgiomule@repubblica L'altra cosa certa è che nessun magistrato verrà sanzionato dal CSM per aver diffuso indebitamente informazioni su un'inchiesta in corso.Cara @repubblica questo non è giornalismo di inchiesta, questo è solo l'ennesimo tentativo di diffamare gli avversari poltici.Complimenti