Dai, Tozzi, ultimi al mondo sono pure i teattori di Barakah, negli Emirati. Una centrale da 4 reattori da 1400 MW ciascuno, costruiti ciascuno in 8 anni, a un anno di distanza uno dall'altro, 11 anni in tutto, in un Paese con zero esperienza nucleare dai Coreani della Kepco. La centrale occupa appena 200 ettari e produce 43 TWh/anno, continui e pulitissimi, e lo farà per 80 anni, in un Paese con il doppio dell'irraggiamento solare italiano, che naviga sul petrolio. Prova a farti due conti! Poi se vuoi confrontiamo i tuoi coi miei.
Un caro saluto.
P.S. niente di personale: quando parli di geologia prendo appunti 😉
Caterpillar
Da settembre ho smesso di ascoltare la radio in macchina, tornando a casa dal lavoro. Per più di vent’anni era sintonizzata su Raidue, su Caterpillar. Una trasmissione intelligente, politica nel senso vero, orientata a una certa idea di sinistra sociale ma mai militante, mai urlata. Ti apriva la mente mentre eri fermo in coda, e quando arrivavi a casa eri un po’ meno stanco di quando eri salito in macchina.
Poi è arrivato settembre. Caterpillar non l’hanno cancellata, sia chiaro. L’hanno spostata dalle sei del pomeriggio a quasi le otto di sera, in un orario in cui chi lavora non la sente più. E nella fascia buona, quella del rientro, ci hanno messo tre ragazzotti urlanti più la Belen, che sparano cazzate che manco al bar dopo tre birre, con la stessa Belen che in quanto a concetti si esprime più o meno come una capra tibetana.
Perché è così che funziona questa destra al governo: non censura, occupa. Riempie ogni spazio, anche quelli piccoli, anche un’ora di radio del tardo pomeriggio, perché evidentemente persino quell’ora dava fastidio. Una trasmissione che parlava di ambiente, di diritti, di lavoro, nell’orario in cui la gente torna a casa dal lavoro vero. Troppo. Meglio rumore al posto del pensiero.
Massimo Cirri e Sara Zambotti, con tutti quelli che in trent’anni si sono avvicendati al microfono di Caterpillar, sono finiti dopo cena, quando la macchina è già parcheggiata. Io intanto ho spento la radio. Vent’anni di abitudine, finiti così. Ascolto musica, che almeno non finge di essere servizio pubblico.
Caro @CottarelliCPI, peccato che su questo lei parli davvero senza sapere, abboccando, come qualche grande firma del giornalismo italiano in questo giorni, alla narrazione oramai imbarazzante di associazioni confindustriali che fingono di non capire quanto segue, per poter allungare il più possibile il business a zero rischi del solare ed eolico installato a casaccio e remunerato comunque, anche quando non serve...
Quegli impianti della cui mancata installazione si duole @sole24ore in uno dei tanti articoli a supporto del business di cui sopra, non è affatto detto che servano ad altri, oltre a chi li installa. Anzi...
Qui sotto puó vedere il prezzo di zona oggi al Sud (grazie @ominodellaluce). Lei è un economista di pregio: lo sa, vero che prezzo zero per 8,5 ora significa che al Sud, oggi, un martedì, si produce più energia elettrica solare ed eolica di quanta se ne consumi? E allora sappia -questo glielo svelo io- che, se aggiungiamo un solo pannello solare in Puglia, esso in una giornata feriale di maggio, soleggiata e ventosa, produrrà energia esattamente nelle stesse ore di quelli già installati. E quell'energia verrebbe remunerata comunque 60 €/MWh (in un'apposita componente della bolletta, mentre in borsa apparentemente il prezzo continua ad essere zero) e buttata via (tagliata si dice, più elegantemente), senza sostituire una sola molecola di gas. A meno che non installassimo batterie che si aggiungerebbero ai costi in bolletta (e di nuovo non comparirebbero in borsa) e porterebbero il prezzo dell'energia restituita dalle batterie la sera a non meno di 180 €/MWh. Non è banale calcolarlo, ma nemmeno trascendentale... e certamente alla portata di tutti gli operatori grandi e piccoli aderenti a @Confindustria. E sarebbe l'ora che iniziassero a raccontare come stanno le cose e ad investire su ciò che serve davvero. Prendendo qualche rischio!
Venerdì a Bassano del Grappa avremo modo di discuterne 😉
How did Italy 🇮🇹 end up at this point? Every day, two plane-loads of young Italians — one of them full of graduates — leave the country and emigrate abroad. Many of them will never return. But how did we get here? If you’re interested, you can visit: https://t.co/gqGLAcQJ9W”
Grafico che dovrebbero vedere tutti. PS: 1/3 dei soldi del 'Totale pensioni' non arriva dai contribuenti INPS ma dalla fiscalità generale. PS2: blocco chi insulta
Caro @PTridico, lei è parlamentare europeo e professore universitario di economia. Non importa di che partito. O forse sì 🤔!
Le chiedi, anzi "ti" chiedo, ché così usa tra colleghi:
1) hai mai fatto dei conti per capire meglio quanto costerebbe "affrancarsi" dal gas solo con solare ed eolico o in alternativa con un mix nucleare-solare-eolico, prima di affermare che dovremmo seguire la prima strada?
2) a Brxl hai mai provato a chiedere a qualche collega tedesco come sia possibile che nonostante abbiano installato 200 (duecento) GW di solare ed eolico, ancora producono 93 TWh elettrici a carbone, ne importano 25-30 nucleari dalla Francia, emettono 10 volte più CO2 della Francia e hanno le bollette (le bollette: non te lo devo dire io, vero, che conta il prezzo in bolletta, con tutte le sue componenti, non quello all'ingrosso in borsa?) più care d'Europa, tanto che hanno mandato a gambe all'aria un'intera economia?
Oggi ricorre il 40° anniversario dell'incidente di Chernobyl. Riesco a scrivere qualcosa solo ora.
Non fu un vero incidente, cioè un guasto al reattore, ma una prova, decisa a tavolino, per verificare il funzionamento in condizioni anomale (verificare la capacità di operare in caso di blackout elettrico esterno con l'inerzia della turbina), deliberatamente eseguita in modalità manuale, mentre il reattore era acceso, disattivando per questo alcuni sistemi di sicurezza.
Un "esperimento" di questo tipo non sarebbe mai stato tecnicamente possibile in nessuno delle centinaia di reattori già allora in funzione al di fuori dell'Unione Sovietica. Perchè immediatamente si sarebbe attivato il sistema di spegnimento automatico.
Per di più quel tipo di reattore, in particolari condizioni, aveva funzionamento instabile, mentre tutti quelli occidentali già allora erano progettati in modo da garantire funzionamento stabile.
Infine, non c'era l'edificio reattore in cemento armato, che avrebbe impedito la fuoriuscita della nube radioattiva, come era accaduto a Tree Mile Island e accadde poi a Fukushima.
Sostenere che "Chernobyl dimostra l'insicurezza intrinseca del nucleare" era dunque una bestemmia già nel 1986. Ripeterlo oggi, per di più aggiungendo che "dimostra la follia di voler tornare al nucleare", parlando di reattori di 3^ generazione ancora piú sicuri di quelli di allora, è la riprova che gli ultimi contrari sono privi di argomenti razionali e spesso addirittura ignorano del tutto la materia, perciò, come al solito, preferiscono alimentare paure irrazionali.
Secondo l'ONU, per dose acuta di radiazioni, nelle prime settimane, morirono 28 tra pompieri e operatori. Tra coloro che assorbirono dose acuta, 19 morirono successivamente. In tutto 47. Cui statisticamente l'ONU ne aggiunge, al 2015, altri 15, deceduti per cancro alla tiroide.
Gli effetti di lungo termine, sino al 2065, ovvero negli 80 anni successivi all'incidente (cioè su tutti gli individui anche appena nati nel 1986) in tutta Europa, sono stimati dall'OMS (molto conservativamente con il così detto modello lineare senza soglia - LNT) in circa 10000 casi di cancro, su un totale di 300 milioni di casi attesi nello stesso periodo. La maggior parte dei casi in Ucraina e Bielorussia. Quanti di questi potrebbero essere mortali è ovviamente molto difficili da dire. Conforta il fatto che il cancro alla tiroide (il più probabile a causa dell'assorbimento di iodio-131) è tra i più curabili.
Come dico in questa intervista, la dose efficace media annua assorbita dagli Italiani e dai cittadini dell'Europa occidentale, nei primi 20 anni dopo l'incidente, è la stessa che ciascuno di noi assorbe volando a New York, per effetto dei raggi cosmici. In tutto, in 20 anni, circa 1 mSv, che la legge italiana considera la dose efficace assorbibile senza problemi in un anno (non in 20).
In Italia, dunque, nessun effetto sulla salute.
Ma per l'ignavia e il populismo di tutte le forze politiche (tranne i Repubblicani, occorre dire), passò un referendum sul nucleare, richiesto da Radicali e associazioni ambientaliste. Che non solo comportò la chiusura delle 4 centrali allora in funzione, ma soprattutto cancellò il Piano Energetico Nazionale, che prevedeva a regime 20 GW nucleari. E, come mostra uno scenario "what if" che abbiamo elaborato, con quel piano oggi avremmo un mix elettrico come quello francese, con bollette elettriche meno della metà di quelle attuali ed emissioni di CO2 10 volte inferiori...
Ora al lavoro per porre rimedio a tale scempio!
Quando il Presidente dell’ #Anpi#Pagliarulo dice in un servizio su #Omnibus che “le bandiere ucraine non ci devono essere ai cortei del #25Aprile perché non ci sono quelle russe”, mettendo sullo stesso identico piano l’aggressore-tiranno e chi (in #Ucraina) resiste da oltre 4 anni e lotta per la propria #libertà e indipendenza non si può che rimanere sconcertati. E si compie un perfetto paradosso: il 25 Aprile diventa luogo di settarismo e di discriminazione, di estremismo e polarizzazione, esattamente il contrario dei valori che venivano celebrati. @OmnibusLa7
@lageloni@vitalbaa No, Meloni ha cercato una reazione sfidando per pa prima volta direttamente Trump.'Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre.' Ha cercato la rottura, visto che ora la sua 'amicizia' è sfavorevole ai fini elettorali.
🧵La Russia sta perdendo la guerra.
Non nel senso che sta cedendo il territorio conquistato: controlla ancora il 20% dell'Ucraina, e nessuno scenario realistico prevede che l’Ucraina riconquisti tutto nel breve periodo. Ma gli obiettivi dell'invasione erano altri: regime change a Kyiv, smilitarizzazione del paese, distruzione della sua sovranità e trasformazione in uno Stato fantoccio, ricostruzione di una sfera d’influenza russa nell’Europa orientale. Su ciascuno di questi obiettivi, Putin è oggi più lontano dal successo di quanto fosse nel febbraio 2022.
Sono passati 1.500 giorni dall'inizio di un'operazione che doveva durarne tre. Da allora, l'Ucraina ha consolidato un'identità nazionale irreversibile, è diventata candidata UE ed è sempre più indispensabile nella futura architettura di sicurezza europea, e ha costruito la più avanzata capacità anti-drone del pianeta. Solo a marzo ha inflitto alla Russia 35.000 perdite (il record dall'inizio della guerra) di cui il 96% con i droni.
Un uomo russo su 25 tra 18 e 49 anni è stato ucciso o ferito dall'inizio dell'invasione.
È una statistica che andrebbe ripetuta finché non penetra nel dibattito pubblico, perché i suoi effetti - sul mercato del lavoro, sulla struttura demografica e sulla tenuta del contratto sociale russo - sono irreversibili e cumulativi.
Nel frattempo, Zelensky firma accordi di difesa decennali con Arabia Saudita, Qatar ed Emirati e apre fabbriche di droni in Europa, mentre specialisti ucraini addestrano le forze armate del Golfo a fare quello che gli americani non sanno fare: abbattere droni nemici a basso costo.
Il dato strategico che il dibattito europeo non ha ancora metabolizzato è che l’Europa ha bisogno dell’Ucraina almeno quanto l’Ucraina ha bisogno dell’Europa. Nessun esercito NATO possiede l’esperienza ucraina nel drone warfare, nella guerra elettronica e nell’innovazione sotto pressione bellica.
Chi continua a raccontare la vittoria russa come inevitabile non sta descrivendo la realtà. Sta rilanciando la narrazione del Cremlino, con lo scopo di costruire le premesse per una resa ucraina e per un’Europa più fragile e vulnerabile.
Nel nuovo numero della newsletter ho ricostruito il quadro completo, con dati, fonti e aggiornamenti.
Il link è nel primo commento.
The time has come for progressive forces to unite.
We share a commitment: building a future together and fighting for our rights.
Let’s make it happen!
See you in Barcelona at Global Progressive Mobilisation (GPM) on 17 and 18 April.
🎥 @sanchezcastejon, General Secretary of the @PSOE and President of the @Soc_Intl
#GPM2026
🔗 More information: https://t.co/6miQQqGXcn
In una delirante dichiarazione pubblicata sul @ilfoglio_it la senatrice del M5S @MaiorinoM5S non solo conferma la linea di Patuanelli sull’Ucraina, ma rilancia persino.
In soli tre giorni, e con una coalizione ancora da mettere in piedi, il M5S è riuscito, nell’ordine: a scegliere lo strumento per individuare il candidato premier (primarie), a dettare la linea in politica estera (stop agli aiuti a Kyiv) e, a quanto pare, a mettersi addirittura a fare la selezione all’ingresso, distribuendo patenti di idoneità a stare o meno nel campo largo (del tipo “Renzi è inaffidabile, ma se fa il bravo ci facciamo un pensierino”).
Ora, leggendo questo articolo incredibile e quasi orwelliano, non so se sia più grave che l’esponente di un movimento che da anni flirta con il regime fascista di Vladimir Putin e appoggia tutte le peggiori dittature del mondo dia lezioni su cosa dovrebbero pensare “le persone di buonsenso” (nella fattispecie, premiare l’aggressore, condannare a morte l’aggredito, legittimare la violazione del diritto internazionale e lasciare le città ucraine indifese e quindi esposte ai bombardamenti russi), oppure se lo sia il silenzio assordante di @ellyesse, segretaria di un partito che si dice democratico e progressista, ma che preferisce rinnegare tutti ma proprio TUTTI i suoi valori, pur di non spedire Conte e il suo indegno circo di scappati di casa (anzi, di dacia) a calci nel culo a fare accordi con Salvini, Vannacci, Orbán e AfD, cioè gli altri utili idioti del Cremlino.
Hanno proprio deciso di diventare #invotabili
So, America… here you are. From a model of democracy to committing war crimes. I am amazed at how little time it took to get here, just one year.
I am not surprised by Trump’s ultimatum to strike Iran’s power plants if the regime does not open the Strait of Hormuz. After all, it is no coincidence that his idol is Vladimir Putin, not Winston Churchill.
What amazes me is how U.S. politicians and military leaders are allowing a deranged man to turn the United States into russia. I am amazed at how so many people, raised on the values of the free world, have turned into thousands of Marco Rubios, wearing shoes that do not fit, yet too afraid to say so.
I am amazed that only a few have the dignity to stand up, while everyone else sits quietly and is ready to forgive Trump for protecting pedophiles, for constant lies, for violations of the Constitution, and now even for war crimes.
And they remain silent not because they face death or imprisonment for speaking out, but simply because they fear losing their positions. It turns out that for the American establishment, losing a position is more frightening than war crimes. How did you come to this, America? How?
Attacking civilian infrastructure in Iran will not solve the problems of Trump’s military operation. The old fool is too arrogant to learn from the experience of his friend Vladimir in Ukraine, who has been bombing our power plants for four years and has achieved nothing but greater resistance and anger among civilians toward the occupiers.
The great American absurdity currently holding the office of President of the United States always chooses the most foolish option available.
Right now, Trump simply does not understand that Iranians are not Americans. After years under the Ayatollah regime, they are used to hardship and daily struggles, and one more will not break them. Trump already betrayed the Iranian people once when he called for an uprising and then failed to support them, allowing it to be drowned in blood. And now, instead of seeking support from the people against the regime, this foolish old man wants to strike civilians to secure access to oil.
This is an extremely cynical and vile plan. A war crime for the sake of oil. This war began as a fight of good against absolute evil, but it will become a disgrace for Trump and the United States.
America, are you okay with this?
Source: Translated and adapted from Serhii Marchenko