È incontestabile che:
- la stragrande maggioranza della gente in Europa (e negli USA) NON vuole la guerra;
- la stragrande maggioranza della gente in Europa NON vuole ri-armarsi;
- l'Ucraina non fa parte della EU;
- non ci sarebbe un conflitto in Ucraina se la NATO non si fosse allargata tradendo gli accordi;
- quando ti fai i caxxi degli altri, finisce che gli altri si fanno i tuoi.
Tutte affermazioni vere, ma in Europa se lo scrivi ti accusano di odio, di essere un nemico, ti censurano e ti chiudono i conti.
La tirannia del conformismo sociale si abbatte, ancora una volta, su chi ha il coraggio di vivere diversamente.
Lo Stato, nella sua ossessione di controllo, non tollera chi non si omologa al modello unico imposto dal sistema.
Questi genitori non sono criminali. Sono persone che scelgono una vita sobria, a contatto con la natura, lontana dal consumismo e soprattutto dalle gabbie della società moderna.
I loro "crimini"?
Non piegarsi ai voleri del sistema, non rinunciare alla propria autonomia, ai propri ritmi, alla propria visione del mondo.
Sono "intransigenti" nei loro principi?
E meno male. In un mondo di compromessi al ribasso, l'intransigenza sui valori in cui si crede è l'ultimo baluardo della libertà individuale.
E lo Stato, invece di ascoltare, di mediare, di trovare una forma di rispetto per questa diversità, cosa fa? Usa il suo martello più pesante: la privazione dei figli.
Li strappa via come il più crudele degli aguzzini.
Usa i bambini come arma per punire gli adulti, per dare un avvertimento a chiunque osi pensare di poter crescere i propri figli fuori dal "recinto autorizzato".
E finiamola di dire che è protezione.
È solo un messaggio intimidatorio a tutti noi:
"I figli non sono dei genitori, sono dello Stato. I genitori sono solo custodi, e se non seguono le regole al millimetro, gli viene tolto tutto".
È la logica del potere puro, che si traveste da "superiore interesse del minore" o "della collettività" come è successo con il Covid, solo per nascondere il volto del autoritarismo.
Questa non è civiltà.
Questa è la dittatura del pensiero unico, che si vendica su chi sceglie una strada diversa.
@CucchiRiccardo Parlando di giornalisti, dato che é giustamente molto sensibile al tema: non ritiene che i suoi ex-colleghi del Tg1 da mesi non facciano altro che mettere sullo stesso piano narrativo la mancata liberaz. di una decina di ostaggi con il più ben grave genocidio di un'intera etnia?
«Quindi da quando c’è #Trump non si rispettano più le leggi internazionali. E noi quali leggi abbiamo rispettato quando contro l’Onu abbiamo bombardato Belgrado per 78 giorni? …»
E via col rosario di leggi internazionali ‘rispettate’.
E cosa gli vuoi dire a #Travaglio? Cosa?
È il momento di spiegare alcune dinamiche in atto nello scontro a distanza tra #Israele e #Iran, dato che la narrazione sui media mainstream italiani è quantomeno “lacunosa”.
Premessa.
Al contrario dei neocon guerrafondai da salotto de noantri, che dall’inizio dell’attacco di Israele nei confronti dell’Iran si trastullano il pisellino tutti eccitati, io ho un minimo di cognizione di causa dopo quasi vent’anni di servizio nell’Esercito da Maresciallo e poi da Ufficiale.
Il primo elemento di considerazione va ricercato nel falso senso di sicurezza che vantava Israele, che invece sta subendo danni pesantissimi dal lancio dei missili ipersonici iraniani.
Inoltre, come se non bastasse, le prestazioni dei sistemi di difesa aerea come IronDome, Arrow-3 e THAAD si stanno degradando con il passare del tempo.
La tattica dell’Iran è piuttosto chiara; portare a saturazione i sistemi di difesa tramite il lancio di droni e missili di vecchia generazione, per poi piazzare nel mucchio qualche missile letale di nuova generazione, come i Kheybar-Shekan-2/Fattah-1.
A quel punto, le difese aeree israeliane sono costrette a lanci multipli contro missili singoli, col rischio concreto di impoverire le scorte di munizioni (per questo motivo, hanno urgente bisogno di “copertura” dagli alleati).
In tale ambito, il problema maggiore consiste nel fatto che, poiché Israele ha colpito obiettivi civili all'inizio dell'attacco, l'Iran a sua volta sta usando i suoi missili per colpire obiettivi anche nelle aree urbane.
Soprattutto in considerazione che molti lanciatori Irondom, Arrow3, etc. si trovano in pieno centro abitato delle principali città israeliane.
Sull’altro fronte, Israele si affida principalmente a bombardamenti tramite incursioni aeree e a droni tipo OWA per colpire bersagli a distanza.
Ma gli effetti psicologici sul morale e sulla popolazione solo totalmente differenti: un conto è vedere un deposito di petrolio in fiamme o un palazzo colpito da un razzo/drone, un altro è sperimentare l'esplosione di una testata da 1 tonnellata a Mach 6 in piena area urbana.
Ed è per questo che da ore circolano video di civili israeliani in preda al panico e post che più o meno citano: “ci stanno riducendo come Gaza”.
Attaccare obiettivi civili e consentire all’Iran di ricambiare, è stata una mossa piuttosto irrazionale, persino disperata, da parte di Netanyahu.
Soprattutto in un contesto in cui i missili dell'Iran non possono essere fermati dall’IDF, almeno senza l’intervento concreto degli alleati (e non è detto che si riesca a fermarli neanche in questo caso).
A mio avviso dunque, l’unica spiegazione per una mossa così irrazionale, è quella di cercare il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.
In ogni modo, parafrasando il buon Bruno Pizzul, sembra chiaro che i sionisti abbiano perso molta della loro baldanza della vigilia.
Se accettiamo con indifferenza che il diritto alla difesa di un popolo passi attraverso lo sterminio e la deportazione di un altro, se accettiamo la logica che neonati e bambini siano eliminabili come potenziali terroristi abbattiamo per sempre i caposaldi della civiltà.
#Gaza
Ho avuto la fortuna di conoscere vari giornalisti italiani intelligenti e curiosi, capaci di andare a fondo di tematiche interessanti presentando i fatti oggettivamente e con completezza, a puro beneficio dell'ascoltatore o del lettore.
Ma sono sempre merce più rara.
Tanti invece hanno la capacità di comprensione della materia di cui parlano pari ad un mulo che prova a leggere le istruzioni d'uso di un microonde.
Altri semplicemente sono (in)consapevoli mercenari al soldo di un establishment che ci vuole ignoranti ed indignati così da non notare un sistema che si sgretola inesorabilmente.
Molti sono entrambe le cose.
L'esercito israeliano ha giustiziato Mohammed Bardawil, 12 anni, il testimone oculare del massacro dei paramedici palestinesi a Gaza.
Mohammed era l'unico testimone sopravvissuto, che ha visto l’IDF mentre commetteva la strage.
Stanno uccidendo tutti i testimoni del #GENOCIDIO