@LaStampa Considerando che ormai è acclarato senza ombra di dubbio che non c'è nessuna correlazione tra gli effetti avversi DOPO il vaccino, che non sono A CAUSA del vaccino, avere alcuni giudici che affermano il contrario da solo fiato ai novax (che ormai vivono solo sui social).
Meta #censura il video di #Barbero (quando il fact-checking sulle dichiarazioni dei politici?). L’unica é ripubblicarlo e farlo girare, perché - comunque la si pensi - non si può silenziare il dibattito e zittire voci libere. Ps: per la cronaca, anch’io #votoNO
ll pensiero che nel 2025 possano ancora esistere cittadini di serie A e di serie B a seconda della regione in cui vivono. Non può essere accettabile che una persona a Carbonia riceva cure diverse rispetto a chi si trova a Torino o a Roma. Il nostro deve essere un sistema sanitario unico, equo, garantito per tutti».
Ci sono differenze così grandi tra una regione e l’altra?
«Purtroppo, in generale e andando oltre il caso specifico la risposta purtroppo è sì. Esistono dei livelli minimi di assistenza fissati dal Ministero della Salute – tempi di transito in pronto soccorso, assegnazione di un posto letto, tempi per un intervento chirurgico – che dovrebbero valere ovunque. Se in alcune strutture o regioni questi standard non vengono rispettati, è necessario intervenire. Il cittadino deve ricevere lo stesso tipo di assistenza, ovunque si trovi».
Il problema nasce con la regionalizzazione della sanità?
«In parte sì. Siamo passati alla sanità gestita dalle Regioni senza una regia centrale forte. Ognuna ha preso la propria strada e quando si è cercato di uniformare, forse era già troppo tardi. Oggi servirebbe un centro garante della qualità e dell’equità dei servizi.
«Credo che serva una sanità meno politicizzata e più meritocratica. Bisogna premiare chi lavora bene, chi garantisce qualità e risultati, non chi risponde a logiche di appartenenza. È una questione culturale e organizzativa. Nelle aziende private di qualsiasi settore chi non fa bene il proprio lavoro viene sostituito; nel pubblico dobbiamo avere il coraggio di applicare lo stesso principio».
Che cosa si salva del nostro sistema sanitario?
«Sicuramente più di un elemento. Tra l’altro in alcuni casi la regionalizzazione ha dato anche risultati positivi, in altri invece no e ha aumentato le distanze tra una regione e l’altra portando anche all’aumento del cosiddetto esodo sanitario. C’è poi un altro aspetto da sottolineare, l’Italia resta uno dei Paesi con la maggiore aspettativa di vita: abbiamo un numero molto alto di ultracentenari e da questo punto di vista la Sardegna ha numeri molto alti, un risultato che dimostra quanto la sanità pubblica abbia funzionato. Ma oggi serve un cambio di passo. Il modello del 1978, poi rivisto con la riforma Bindi, va aggiornato: meno politica, più merito, più efficienza. Solo così potremo evitare che tragedie come quella di Carbonia si ripetano».
@RHolzeisen L’IJRMS è una rivista peer-reviewed e open access, ma non è considerata altamente autorevole nel panorama scientifico internazionale. È più adatta per studi preliminari o regionali, non per lavori che richiedono forte impatto accademico.
@heather_parisi 1) Quando zompettavi lo facevi gratis?
2)Quanto valgono le vite salvate di milioni di persone?
Smetti di renderti ridicola per qualche follow di tuoi pari.
@eterea_eterea Un finestrino abbassato, anche solo di pochi centimetri, viene considerato una forma di negligenza che può agevolare l’accesso di terzi non autorizzati.
@eterea_eterea Articolo 158, comma 4 del Codice della Strada stabilisce che durante la sosta o la fermata, il conducente deve adottare tutte le opportune cautele per evitare incidenti e impedire l’uso del veicolo senza il suo consenso.