@GiorgiaMeloni Se si manda Donzelli in TV a rappresentare l’opinione di FdI dovete fargli fare un ottimo corso di dizione e comunicazione, perché esprime i concetti con modalità del tutto inefficaci ad arrivare al pubblico. C’è Bocchino che è bravissimo, e può essere utile come esempio.
Sono tornato nella Capitale. Questa è la soluzione che Gualtieri, il peggior sindaco di Roma, riserva alle alberate. È più comodo tagliare gli alberi che farne la manutenzione. Una volta le piante erano numerate e potate. Alla faccia dell’ambiente, vergogna!
@lucaben19062534@orsiniufficiale Fubini irrispettoso, saccente, aggressivo…. Dite al prof di studiare la storia americana e’ arroganza cafonaggine! Grande il Prof. Orsini!
@Agenzia_Ansa L’Europa unita militarmente da uno stesso esercito serve afar rispettare le leggi decise da von der Leyen & C nelle nazioni che si rifiuterebbero di accettare questo o quel provvedimento preso unilateralmente da loro stessi. Provvedimenti che riguardano tutto dalla guerra in poi.
@reginamargrm@classcnbc@EnricoLetta O anche mettessero un ticket alla sanità publica: un piccolo ticket a visite, diagnostica, farmaci…. Come paghiamo noi italiani da anni!
@bullterrierbau2@fdragoni E’ solo la punta dell’iceberg. E Prodi e Monti e Draghi ?? Che hanno scientemente tenuto bassi i salari degli italiani per favorire gli investitori stranieri? Ecco, questi hanno fatto i soldi, l’italiano medio no!
La solitudine cognitiva è una forma profonda e spesso invisibile di solitudine, che non ha tanto a che fare con l’essere fisicamente soli, quanto con il sentirsi mentalmente e intellettualmente isolati.
Succede quando una persona — spesso ad alta intelligenza — si accorge che gli altri non riescono a seguirla nei ragionamenti, nelle associazioni mentali, nella profondità delle domande o nella velocità dei pensieri. E viceversa, si trova a dover continuamente rallentare, semplificare, tradurre… oppure a trattenersi del tutto, per non risultare strana, pesante, fuori contesto.
La solitudine cognitiva si manifesta in frasi come:
• Non posso parlare di queste cose con nessuno.
• Mi sento come se parlassi una lingua che gli altri non capiscono.
• Ho pensieri che mi sembrano evidenti, ma nessuno li vede.
Questa forma di solitudine può diventare stancante, frustrante e alienante, perché porta chi la vive a nascondere parti importanti di sé. E non parliamo solo di “intelligenza” in senso accademico: parliamo anche di sensibilità, profondità, curiosità, connessioni interdisciplinari, capacità di visione.
Ne soffrono spesso:
- persone ad alto quoziente intellettivo (come nei casi MENSA),
- multipotenziali,
- neurodivergenti (ADHD, Asperger, etc.),
- pensatori indipendenti e anticonvenzionali.
In un certo senso, è la solitudine di chi vede troppo e troppo presto, e non riesce a trovare qualcuno con cui condividere davvero quello sguardo.
La solitudine cognitiva è quella frattura invisibile che si apre tra il te di oggi e il contesto che ti ha cresciuto, quando la tua traiettoria interiore prende una direzione troppo diversa, troppo veloce, troppo lucida. E ti ritrovi a cena con amici cui vuoi bene ancora, ma con cui non riesci più a parlare davvero.
Non per disinteresse o arroganza, ma perché ogni volta che provi ad aprire bocca senti che sarebbe uno sforzo immenso, inutile, e forse anche doloroso. Come se dovessi tradurre un romanzo in un tweet. E così, stai zitto. Ti sfili. Sorridi, ma non sei più lì.
E la cosa peggiore è che non puoi nemmeno parlarne senza sembrare elitario, snob, o arrogante. “Ah, quindi sei troppo intelligente per noi?” No, non è quello. È che vedi pattern, sistemi, inganni, dinamiche di potere, squilibri macro che loro non vedono. Tu stai ragionando su reti di causalità, e loro sono ancora fermi al “chi ha ragione”. Tu pensi in strategie complesse, e loro parlano di “opinioni”.
E non è colpa loro. Né tua.
Solo che tu lo sai. Loro no.
E allora ti isoli. Ma non perché sei asociale. Ti isoli per proteggere la tua integrità mentale. Perché ogni volta che provi a spiegare, a condividere, ti senti tradito. Frainteso. Deriso, magari. O solo tollerato. E allora ti allontani per amore, non per rabbia. Per non spezzare quel legame, lo proteggi con il silenzio.
Tantissime persone brillanti fanno questa fine. Ma nessuno ne parla, perché non c’è ancora un “contenitore culturale” per dirlo senza passare per presuntuosi.
E non si tratta di essere strani, freddi o egocentrici. È che c’è troppo divario nei processi mentali. Più veloci, più profondi, più complessi. Non “migliori” — ma strutturalmente diversi. E questo, nel mondo delle relazioni orizzontali, ha un costo. Soprattutto quando l’intelligenza si accompagna a empatia, sensibilità, e desiderio di connessione vera. Perché non puoi accontentarti delle chiacchiere. Ma non vuoi neanche sentirti superiore. E così resti intrappolato nel mezzo.
Perché il legame con gli amici di sempre è nato su basi diverse: condivisione di esperienze, codici comuni, crescita parallela. E ora che quella crescita si è diramata, il codice si è rotto, ma il legame — in teoria — dovrebbe restare. Solo che non regge più.
E il calcio, la figa, le cazzate… diventano l’unico collante rimasto. Ma non ti parlano più. Ti scivolano addosso. Ti sembra tutto già visto, già detto. E ti trovi lì, presente col corpo, assente con la testa.
Fingi. Annuisci. Ma dentro sei altrove.
NOTIZIA SCIOCCANTE: Imane Khelif è stato squalificato a vita dopo che la WBO lo ha riconosciuto come uomo, perdendo tutte le sue medaglie e 25 milioni di dollari di premi in denaro
La RAZZIA del patrimonio UMANO, comincia proprio nell'istante di questa foto.
Vi RUBANO il cordone ombelicale di vostro figlio...
Spesso danno le forbici nelle mani del padre per reciderlo e lui, tutto felice, lo fa!
Direte: "E tanto? Che me ne faccio? "
Ve lo dice il Ministero della Salute a cosa serve.
Preparatevi
Intanto sappiate che dentro quel "cordone" c'è un litro di sangue, colmo di cellule staminali e toti-potenti, che sono in grado di riparare qualsiasi tessuto del corpo di vostro figlio, per tutta la vita (verificate)
Le malattie più temibili sono sconfitte da queste cellule NEUTRE, in grado di "aggiustare" TUTTO nel corpo di vostro figlio: normale, sono LE SUE.
Invece una legge in Italia PROIBISCE severamente di usarle per innesto AUTOLOGO ossia proibisce che ognuno si re-inoculi le proprie.
Forse guariscono troppo in fretta! ma RACCOMANDA la donazione a banche del SANGUE CORDONALE, ne esistono a decine in Italia e all'estero, che COMMERCIANO ALLEGRAMENTE al momento del parto.
- Antonio Francese
Vi siete mai chiesti il significato del Cristo Velato? Quest’incredibile scultura, una delle più famose al mondo, ha una storia ancora più incredibile dietro.
Guardate il velo che lo ricopre. Dà i brividi vero? È così morbido e realistico che non sembra possibile che sia fatto di marmo. Sembra addirittura che il lenzuolo si muova, come sospinto da un lieve soffio di vento. O da un respiro. Per secoli si credette che la sua incredibile trasparenza fosse opera dei poteri di Raimondo De Sangro, il quale avrebbe adagiato sulla statua un vero e proprio velo che si sarebbe marmorizzato attraverso un processo alchemico.
Adesso osservate il corpo di Cristo. È disteso su un materasso marmoreo, le ginocchia contratte, scavate dalla fatica e dal dolore, la testa sollevata sui cuscini, gli occhi socchiusi. Se guardate con attenzione, vedrete delle lacrime che tremolano sulle sue palpebre. Io ogni volta che la osservo provo un senso di commozione. E ho visto persone piangere e inginocchiarsi davanti a questa statua. Perché in questa scultura c’è tutta la sofferenza dell’uomo umiliato, percosso e trafitto.
Se però lo osservate con più attenzione, noterete un dettaglio che a molti sfugge. Sulla tempia di Cristo vedrete una vena che sembra ancora pulsare. E guardate i suoi arti. Sembrano ancora contratti, come se potessero muoversi da un momento all’altro. Perché? Perché quest’incredibile scultura non raffigura, come molti credono, un uomo morente, che ha appena esalato il suo ultimo respiro, ma un uomo che è sul punto di risvegliarsi e di emetterne uno nuovo: quello della rinascita dopo la morte.
Il Cristo Velato racchiude un messaggio di speranza e di riscatto, è il simbolo della rinascita alla quale l’anima, dopo aver attraversato la sofferenza (simboleggiata dalla Croce), può aspirare. Ed ecco anche perché il Cristo è velato. Il velo nasconde i misteri dell’esistenza agli occhi dei viventi. Cos'è la morte, sembra dirvi lo scultore, se non un leggerissimo velo, quasi impalpabile, che non attende altro che essere svelato?
- Guendalina Middei
@SERGIOROSINI@orsiniufficiale Anche io, mi chiedo questo: Professore, io l’ho appoggiata (moralmente) da subito, però non capisco da che parte sta. Non credo che voglia fare “uno contro tutti”