Shervin Haravi smantella in quattro parole l’intera narrazione propagandistica del regime, costruita su @repubblica da Gabriella Colarusso e amplificata da #CoffeeBreakLa7. Chi sostiene il Regime iraniano rappresenta appena il 10% della popolazione: dipendenti dello Stato pagati per manifestare. Il restante 90% non può nemmeno scendere in piazza, altrimenti verrebbe massacrato, come accaduto a gennaio. Il mainstream occidentale continua a diffondere una narrazione falsa, funzionale alla propaganda del regime, che mistifica il reale desiderio del popolo iraniano di liberarsi da questo cancro.
#Iran #IranMassacre #FreeIran
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Gregorio Samsa
Se una mosca svolazzando, cade accidentalmente nella tazzina di caffé che un italiano, un tedesco, un francese, un cinese, un russo, un israeliano ed un palestinese si appresstano a sorseggiare:
1) L'italiano –* lancia la tazza, la rompe e se ne va infuriato.
2) Il tedesco –* lava accuratamente la tazza, la sterilizza e si prepara una nuova tazza di caffè.
3) Il francese –* toglie la mosca e beve il caffè.
4) Il cinese –* mangia la mosca e butta via il caffè.
5) Il russo –* beve il caffè con la mosca, visto che era un extra gratuito.
6) L'israeliano –* vende il caffè al francese, vende la mosca al cinese, vende la tazza all'italiano, beve una tazza di tè e usa i soldi extra per inventare un dispositivo che impedisca alle mosche di cadere nel caffè.
7) Il palestinese* incolpa l'israeliano per la mosca caduta nel suo caffè, protesta contro l'atto di aggressione presso l'ONU, ottiene un prestito dall'Unione Europea per comprare una nuova tazza di caffè, usa i soldi per acquistare esplosivi e poi fa saltare in aria la caffetteria dove l'italiano, il francese, il cinese, il tedesco e il russo stanno tutti cercando di spiegare all'israeliano che dovrebbe dare la sua tazza di caffè al palestinese così ci sarà la pace.
Islamabad offre il precedente storico perfetto della trasformazione del regime iraniano: il nucleo di questa trasformazione risiede nella penetrazione militare nel tessuto economico.
@gianlucaeramo su @Strade_Magazine
https://t.co/1QPnXZmwMM
1/ The West is completely misreading the crisis in Iran. Tehran is no longer a classic theocracy—it has transformed into a military-logistic cartel. My latest for Strade explains the structural "Pakistanization" of Iran. 🧵
Undici attivisti del Global Sumud Convoy sono detenuti in Libia dal 24 maggio (uno dal 19 maggio). Tra loro ci sono due italiani, Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia.
Gli organizzatori denunciano detenzione prolungata, divieto di accesso all'assistenza legale e sciopero della fame. La Farnesina ha chiesto chiarimenti e accesso consolare.
Eppure questa vicenda sta ricevendo una copertura mediatica minima o nulla.
La domanda non è perché si parli di Israele.
La domanda è perché, quando i protagonisti non sono gli ebrei o Israele, l'attenzione scompare quasi del tutto.
Porto Flavia: il gigante di pietra sospeso sul mare che tutto il mondo ci invidia!📷📷
Porto Flavia è uno dei più straordinari capolavori di archeologia industriale al mondo. Come si può ammirare la struttura sfida la gravità e la roccia stessa, unendo l'ingegno umano alla selvaggia bellezza della costa di Iglesias, nella Sardegna sud-occidentale.📷
Per capire l'importanza di Porto Flavia dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, precisamente agli anni '20. All'epoca, la zona del Sulcis-Iglesiente era il cuore pulsante dell'attività mineraria italiana. Dai giacimenti circostanti si estraevano tonnellate di zinco e piombo, ma c'era un enorme problema logistico: il trasporto. I minerali dovevano essere caricati a spalla dai minatori su piccole imbarcazioni a vela (i bilancini), trasportati fino a Carloforte e da lì imbarcati su navi più grandi. Un processo lento, costoso e pericoloso, spesso bloccato dalle condizioni del mare. La svolta arrivò nel 1924 grazie all'ingegnere Cesare Vecelli. Egli progettò un sistema rivoluzionario: scavare due gallerie sovrapposte lunghe circa 600 metri all'interno della scogliera. L'ingegner Vecelli battezzò questa incredibile opera d'arte ingegneristica "Porto Flavia" in onore della sua primogenita, Flavia. La facciata esterna, che funge da sbocco sul mare per la galleria, fu progettata in uno stile elegante, quasi medievaleggiante, con una torretta, archi a tutto sesto e una maestosa scritta scolpita nella pietra. Guardando la parte superiore dell'immagine, si notano oggi i visitatori affacciati ai camminamenti e alle balconate protette, dalle quali si gode di una vista mozzafiato sul faraglione di Pan di Zucchero, il monumento naturale in calcare che domina quel tratto di mare.
Foto: @valentinoselis
🇺🇦 Ukrainian tennis player Oleksandra Oliynykova scored her first-ever win over a russian opponent at Roland Garros and then openly spoke about double standards in WTA.
“Many russian athletes actively participate in propaganda, play in Gazprom-linked tournaments, and openly support Putin,” she said after the match.
Oliynykova also revealed that she had been pressured by the WTA for months over her public statements about russian players and the war. According to her, officials demanded she stop mentioning certain athletes by name and threatened her with fines and even disqualification.
🇺🇦 🎾 On va mettre fin au mythe de la "méchante Ukrainienne" à Madrid
J’ai vu beaucoup de larmes de crocodile parmi des commentaires, parce que la jeune Ukrainienne Marta Kostyuk aurait manqué de fair-play en n’allant pas serrer la main de la Russe Mirra Andreeva après sa victoire en finale du WTA 1000 de Madrid (ni en citant son nom lors de son discours)
C’est fatigant de voir à quel point ces gens ont la mémoire courte quand ça les arrange ! Alors, il est plus que temps de passer en mode dépolissage 🧠, et c’est par ici que ça se passe 👇
➡️ POURQUOI KOSTYUK NE LUI A PAS SERRÉ LA MAIN
Parce que 🇷🇺 Mirra Andreeva n'a eu aucun problème ou remords, du haut de ses 16 ans (en 2023), à liker des vidéos de propagande pro-Poutine sur Instagram ou des posts se moquant de l'Ukraine. Quand Dayana Yastremska 🎾 🇺🇦 l'a signalé à la WTA, l'instance sportive a littéralement répondu "qu'il n'y avait rien à faire" 🤐
Surtout que Marta n'est pas "anti-russes par principe". La preuve en est qu'après un match, l'Ukrainienne n'a pas hésité à serrer la main 🤝🇷🇺🇺🇦 de la joueuse russe Daria Kasatkina et l'a FÉLICITÉE PUBLIQUEMENT. Tout simplement parce que Kasatkina a eu le courage de dénoncer l'invasion de Poutine, de renoncer à sa citoyenneté sportive russe, et d'appeler la Russie "L'AGRESSEUR".
➡️ LE VRAI RESPECT SE MÉRITE
Comme l'a dit Kostyuk elle-même : "Quand quelqu'un dit la vérité et agit, ça mérite le respect."
S'indigner qu'une joueuse ukrainienne dont le pays est sous les bombes, et dont le peuple se fait massacrer, refuse de serrer la main d'une athlète qui like les discours du dictateur responsable de ces bombes, c'est le sommet de l'indécence ! Certains exigent du "fair-play" sportif de la part de victimes envers ceux qui valident silencieusement (ou par des likes) leurs BOURREAUX.
Bravo à Marta Kostyuk 💙💛 pour sa victoire à Madrid, et surtout pour sa colonne vertébrale... Slava Ukraini 🇺🇦💪
#MadridOpen #Kostyuk #Ukraine #Mirra #WTA
@AllaPoedie@AmourskyCyrille
🚨 Non è più un segreto! È in atto, una lotta di potere all'interno della cerchia più ristretta del 🇷🇺 Cremlino. Le elezioni, si fanno sempre più turbolente, per l'ascesa di un nuovo leader patriottico. 1/15
🇮🇹 Va bene mentire per propaganda politica ma c’è un limite. Sblocco un ricordo: Meloni e FdI criticarono Draghi ma per il motivo opposto. Addirittura chiedevano più Superbonus110%, non meno. La verità è che *TUTTI* i partiti hanno responsabilità per la gestione (folle) della finanza pubblica dal 2020 ad oggi. Tutti, non uno escluso (vuoi per il 110 o per il PNRR o per entrambi). E tutti ora tentano di incolpare gli altri, uno spettacolo francamente imbarazzante.
"Quando l'Ucraina rinunciò al terzo arsenale nucleare al mondo, il prezzo doveva essere la sicurezza. È paradossale e tragico che oggi la Russia utilizzi contro di noi quegli stessi bombardieri che le abbiamo consegnato in nome di una pace mai onorata."
- Volodymyr Zelensky -
Il mito del gas russo conveniente
Si sente ripetere come un rosario: il gas russo era a buon mercato, ora ce lo fanno pagare gli americani quattro volte tanto. Lo dicono Travaglio, Di Battista, Conte, certi leghisti di antica memoria e pure Salvini quando gli torna comodo. Peccato che sia una balla colossale, di quelle che si raccontano al bar per far passare il tempo e far sembrare furbi i furbi.
Il gas di Gazprom non è mai stato “stracciato”. Lo dicono gli arbitrati persi da Mosca uno dopo l’altro: Edison, Eni, RWE, E.On, la polacca PGNIG. Lo dice pure l’Oxford Institute for Energy Studies, che non è esattamente un covo di guerrafondai atlantisti. Nel 2010 il prezzo russo era già del 25 per cento più alto del mercato spot. Edison ci rimise 37 milioni in un trimestre e finì in braccio ai francesi. Nel 2020 Stoccolma condannò i russi a restituire un miliardo e mezzo ai polacchi. Sempre la stessa musica: contratti legati al petrolio solo sulla carta, in realtà legati al capriccio di Putin.
Quando serve, il Cremlino apre o chiude i rubinetti come un usuraio. Ucraina non paga una rata nel 2014? Prezzo su dell’80 per cento in ventiquattr’ore. Nel 2021, mentre le truppe si ammassavano al confine, i flussi calano del 25 per cento e i prezzi triplicano. Un messaggio chiarissimo: senza di noi finite in ginocchio, europei.
Oggi il gas russo è sceso al 12 per cento delle nostre importazioni e il prezzo sul mercato europeo è tornato sotto la media del decennio pre-invasione. Anzi, con l’inflazione è pure inferiore. Lo ha spiegato con i grafici Matteo Villa, che non è uno di quelli che sventolano la bandiera ucraina a ogni talk. Nel 2021, con il 45 per cento di gas russo, arrivammo a 186 euro al megawattora. Nel 2025, con il 12 per cento, siamo intorno ai 27. Eppure i filorussi nostrani continuano a piangere sulle bollette come se fossimo ancora ostaggi di Nord Stream.
Il punto vero non è neppure il costo. È il ricatto. Per Mosca il gas non è mai stato solo un affare: era una leva per dividerci, per corrompere, per tenere l’Europa al guinzaglio. Ridurre la dipendenza è stato un atto di elementare dignità nazionale. Chi oggi – da Borghi a Conte passando per i pentastellati che boicottavano i rigassificatori – vuole tornare indietro, non lo fa per risparmiare due euro sulla bolletta dell’italiano medio. Lo fa per rimettere il cappio al collo dell’Europa e regalare a Putin i dollari con cui compra missili, droni e quinte colonne.
Comprare gas russo oggi significa una cosa sola: finanziare la guerra in Ucraina. Finanziare la minaccia nucleare. Finanziare la corruzione di mezza classe dirigente europea. È masochismo travestito da realismo economico. E il realismo, signori, è un’altra cosa: è capire che la libertà ha un prezzo, ma il ricatto ne ha uno molto più alto. E chi finge di non vederlo o è ingenuo o è complice. O tutte e due, che in politica capita spesso.
Tutto documentato nel thread qui sotto 👇👇👇
La peggior propaganda putiniana continua a infestare il nostro Paese e il Festival di Russia Today che si terrà a Bologna oggi e domani ne è una conferma pericolosa.
Si tratta di un pezzo importante della “guerra ibrida” che la Russia da molti anni sta conducendo contro l’Italia, l’Europa, la democrazia e lo Stato di diritto. Purtroppo nel colpevole disinteresse di troppi. È necessaria una reazione delle istituzioni italiane ed europee, prima che sia davvero troppo tardi.
Se fossero i numeri del mercato a giudicare un AD di una Società quotata in borsa come Leonardo, il cui titolo è salito di oltre il 400% in tre anni con un aumento del 85% dell’utile netto e un forte piano di investimenti, ci sarebbero ben pochi dubbi sulla sua riconferma.
Il problema è proprio che è la politica a giudicarlo: vorremmo capirne il motivo. Se è perché non sia più sintonia con Palazzo Chigi o perché il piano industriale di Leonardo sarebbe troppo europeista e in concorrenza con la politica industriale di difesa del USA.
O, ancora peggio, se la decisione di Palazzo Chigi di non rinnovarlo sia una conseguenza diretta della volontà dell’amministrazione Trump di ostacolare ogni tentativo di costruire un sistema di difesa europeo indipendente dalla tecnologia americana.
La sostituzione di #Cingolani, se vera questa ipotesi che il #michelangelodome non piace a Washington, andrebbe oltre la scelta politica.
Al meglio sarebbe interferenza straniera (di una forza che al momento si pone con ostilità verso l’Europa). Al peggio, un vero e proprio sabotaggio da parte del governo.
Cingolani è stato attaccato da Sinistra (una sinistra bacifisda per cui Leonardo è solo un imbarazzo) e rimosso dalla Destra. Direi che questa storia spiega come nessuno dei due schieramenti dia una speranza di crescita e una visione autenticamente europea al nostro Paese.
Cingolani stava cercando delle alternative europee a Starlink, agli F-35 e ai Patriot.
È per questo che è stato cacciato, Ministro @GuidoCrosetto? Ci sono state pressioni dagli USA?
Perché se così fosse, sarebbe gravissimo