Che fragile fa rima
con vulnerabile
Ma la luce si farà scudo
della corazza
E quella è pronta lì
Bella lucida rigida
e protettiva
Dettagli inutili
spesso considerati
essenza e concretezza
Vissuti veri
e anime cristallo
lasciate lì così
tanto ci stanno
Cose molto belle
come il caos educato
del pulviscolo solare
Mi guardo
nel riflesso della finestra
e non so se sono
più presente a me stesso
o assente
da ogni contesto possibile
hai mai sentito
il rumore dello schianto ?
E dei giorni dopo
ti sei mai chiesta il modo ?
Domande senza logica
le sole che
in certi giorni pasticci
e surreali
valgano un sorriso
dietro agli occhi.
E tu lo avevi previsto
questo indefinito
senso di vuoto ?
E che i girasoli
amassero la luna
l'avresti potuto
mai pensare ?
E che i tramonti
per qualche mare
sono il bacio del sole
per altri un abbandono
lo sapevi ?
E delle stelle cadenti
e poi cadute
Bello da matti parlarsi
Che poi è la voce certo
Ma le pause
gli inceppi
i sorrisi
che non si vedono
ma si intuiscono
la vibrazione
Parlare senza pretendere
che le parole
sappiano dire tutto
È ovvio
che non è così
Ma è tanto bello
l'incontro dei pensieri
Proprio tanto
Ma i veri viaggiatori partono per partire e
basta: cuori lievi, simili a palloncini che
solo il caso muove eternamente, dicono
sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I
loro desideri hanno le forme delle nuvole.
C. Baudelaire
Però quando succede
gli occhi ce li lasciamo addosso
per un secondo
Giusto il tempo di pensare
"Ci siamo visti ora
proprio ora
te ne sei accorta !?”
E torneremmo ad abbassarli
Stretti
Ma ridendo
Sai cosa mi piacerebbe !?
Camminarti vicino
A fianco
Per un pezzo di strada
sotto al sole velato
una giornata di non primavera
come questa
Parliamo
e ci guardiamo di sottecchi
e prima guarda uno e l'altro no
poi ci scambiamo i ruoli
e poche volte guardiamo insieme