Ci vediamo al salone internazionale del libro di Torino con "Astrazione: l'essenza che definisce l'esperienza digitale"
Un percorso dentro la logica che muove il mondo digitale.
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Preparativi per il #salonedellibro 2026.
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Ci vedremo al padiglione Pad 2 Stand F118 - G117 dal 14-18 Maggio 2026 con il mio libro "Astrazione: l'essenza che definisce l'esperienza digitale".
#SalTo26@SalonedelLibro
Il nome di uno dei modelli linguistici migliori al mondo è un omaggio diretto a Claude Shannon, il matematico che ha fondato la Teoria dell'Informazione. Nel Capitolo 2 del mio libro, ho analizzato il ruolo chiave dell'eredità di questo scienziato.
#SalTo26#libri#Saggistica
Let me explain exactly why Apple still uses drag-to-install in 2026, because the joke here accidentally proves Apple right.
A macOS .app is a single self-contained folder disguised as a file. Every dependency, every framework, every resource lives inside it. Drag it to Applications, it works. Drag it to Trash, it's gone. No registry entries. No leftover DLLs. No uninstaller that misses half the files.
Windows installers scatter fragments across Program Files, AppData, the registry, system32, and a dozen temp directories. Uninstalling a Windows app is an archaeological dig. Five years later you're still finding config files from software you forgot you owned.
Linux is worse. Dependency hell is so common they named it. Entire package managers exist to solve the problem of "I installed something and now nothing else works." Flatpak and Snap were invented specifically to copy what macOS bundles already did natively.
The macOS bundle architecture came from NeXTSTEP in 1989. Steve Jobs brought it to OS X in 2001. The core design hasn't changed because the core design was correct. An app is a folder. Installation is a copy. Removal is a delete. Three operations that map perfectly to how humans already think about files.
The drag-to-install window with the arrow isn't lazy UX. It's the entire thesis of the system made visible. You are literally just moving a folder. There is no "installation" step because there's nothing to install. The app is already complete.
Every other OS eventually tried to get here. Windows got MSIX. Linux got Flatpak. Mobile figured it out from day one because phones shipped after Apple proved the model. The pattern everyone else converged toward is the pattern this tweet is calling outdated.
The funniest part: the app being dragged in that screenshot is Claude. An AI that can write code, analyze documents, and reason about complex systems. And the most advanced step in getting it onto your machine is holding down a mouse button and moving your wrist two inches to the right.
That's not a design failure. That's a 37-year-old architecture so good that the most sophisticated software on earth still ships inside it.
Hello, Moon. It’s great to be back.
Here’s a taste of what the Artemis II astronauts photographed during their flight around the Moon. Check out more photos from the mission: https://t.co/rzM1P0QbOl
Ieri ci sono stati i primi morti in piazza di questa nuova protesta iraniana. E in Iran i funerali dei manifestanti uccisi sono spesso un catalizzatore di proteste più ampie. Oggi ci sono state 50 manifestazioni.
La protesta è nata così: un gruppo di commercianti che vende apparecchi elettronici ha abbassato le serrande, perché tenere aperto il negozio era inutile. Nessuno compra un bene d’importazione come un televisore ora che la moneta iraniana è crollata (proprio crollata: ci vogliono un milione e mezzo di rial iraniani per comprare un dollaro americano). Di conseguenza i beni che vengono dall’estero sono inaccessibili: un televisore coreano costa come quattro anni di affitto di un appartamento nella capitale.
Il crollo della moneta è stato la scintilla, ma la scintilla sarebbe potuta essere un’altra, per esempio la mancanza di acqua (il presidente ha detto che forse dovrà evacuare la capitale da 10 milioni di abitanti perché non riesce più a portare a Teheran abbastanza acqua). Gli iraniani vivono senza libertà, durante una crisi economica micidiale e in un paese con le infrastrutture al collasso: tutti sono arrabbiati.
Dopo la scintilla, come succede sempre, la protesta è diventata una protesta contro il regime. Gli studenti dell’università di Teheran hanno aderito con un comunicato che dice: “Questo sistema criminale ha preso in ostaggio il nostro futuro”. Abbiamo sentito i cori “morte al dittatore” e abbiamo visto i ventenni coprirsi il volto per dare l’assalto alle caserme con le molotov.
L’opposizione alla Repubblica islamica è popolare. Ma, come è normale in un regime, quelli che hanno il coraggio di scendere in piazza e rischiare la pelle sono relativamente pochi, quelli che simpatizzano con la loro rabbia da dentro le case sono numerosi. L’opposizione alla Repubblica islamica è popolare, ma è disorganizzata e disarmata. Se parli con i manifestanti, sono i primi a non farsi illusioni: un regime impopolare che però conserva il monopolio della forza non crolla in tempi rapidi
Sono andato a vedere "Norimberga", il film di James Vanderbilt con un grandissimo @russellcrowe e credo senza esagerare, che sia una delle sue migliori, se non La migliore, performance artistiche. Davvero un grandissimo e, aggiungo, con un cast d'eccezione.
Detto questo, vi consiglio davvero di vederlo perché è un film terribilmente attuale. Un grande film storico che ci racconta il passato nel momento in cui ci troviamo di fronte a scenari che pensavamo sepolti per sempre.
Norimberga ci ricorda che i meccanismi del potere totalitario non sono reliquie da museo come pensavamo: la propaganda sistematica, la manipolazione della verità, la demonizzazione dell'altro, la banalizzazione del male. Tutti elementi che ritroviamo oggi, amplificati e accelerati anche dagli algoritmi e dalle piattaforme digitali.
Il film ci restituisce la complessità di quel momento storico in cui c'era bisogno di unità per riaffermare la giustizia come principio e riemettere al centro l'umanità.
Se potete, andate a vederlo.
La Santa Sede è a disposizione perché i nemici si incontrino e si guardino negli occhi, perché ai popoli sia ridata la dignità che meritano, la dignità della pace. Col cuore in mano, dico ai responsabili dei popoli: incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo!
“Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più”.