Adriano Panatta al Corriere della Sera: “Finalmente l'ho visto, so com'è fatto. Un italiano che vince a Wimbledon...
Mi sono chiesto, qualche volta, se mai mi sarebbe riuscito. E invece eccolo qui, che solleva le braccia come un ciclista sul traguardo. Esulto e applaudo. Ma per fa-vore, applaudiamo tutti, dai. E come vincere il campionato del mondo del tennis, non ci sono altri paragoni possibili.
E lui se l'è meritato, ha inseguito il trofeo fino all'ultimo, ha battuto prima Djokovic, poi Alcaraz, che in due fanno nove vittorie ai Championships. Il trofeo più prestigioso del tennis è di Jannik Sinner, e un po' anche no-stro, che non c'entriamo nulla, perché è solo suo e di nessun altro, ma ci fa piacere condividerlo.
Match intenso, giocato ai massimi livelli, non bello (e nemmeno scioccante) come la finale a Parigi, ma in grado di mostrarci il meglio di un tennista che va dritto allo sco-po, che non si abbatte quando l'altro, con quattro giochi di prestigio da grande giocatore gli sfila il primo set, ma resta li, sul pezzo, pronto a reagire. E dall'inizio della seconda frazione di gioco, eccolo, a testa bassa a martellare.
Un ragazzo di molti talenti, ma il più grande sta nella testa, per come riesce a tirare dritto sempre, anche nelle difficoltà.
Posso solo dire che in tanti anni di tennis, raramente avevo visto uno come lui.
Ho sentito Carlos Alcaraz lamentarsi con il suo team, «non riesco a tenerlo da fondo campo». Caspita che confessione, di quelle che sei pronto a fare solo quando sei disperato. I tennisti, quelli bravi, lo capiscono prima dove si sta andando a parare e lo spagnolo ha intuito che sotto la pressione cui lo sottoponeva Sinner, non sarebbe durato molto a lungo. Del resto, Jannik è uno specialista di questi trattamenti, il suo tennis è tambureggiante, non importa nemmeno quanto preciso. Semplicemente, alle veloci-a che lui si puo permettere, la palla quasi non la vedi.
Il confronto andrà avanti, Sinner contro Alcaraz, Alcaraz contro Sinner. Siamo 8-5, e cinque a quattro negli Slam. Sinner potrebbe chiudere la sua corsa con tre Slam in questa stagione, sono convinto che agli US
Open lui avrà ancora fiato, gli altri assai meno.
Ma quel che conta è che il trofeo di Wimbledon sia passato di mano. Ora è suo. E io ne sono contento, e anche un po' emozionato”.
@violalaviola Non c’è nulla di cui vergognarsi, a meno che tu non faccia come mia nonna al compleanno di mio padre: ha chiesto al cameriere di prepararle le doggy bag con gli avanzi dei piatti di ogni invitato. Gli invitati erano circa trenta…
"La situazione è drammatica, dieci settimane col blocco totale delle frontiere. I prezzi sono alle stelle, siamo veramente alla fame. Curiamo molte donne incinte e bambini malnutriti. (Angelo Rusconi, capoprogetto di Medici Senza Frontiere a Gaza)
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