La memoria è importante per smascherare le strategie di chi conta sulla nostra assenza di ricordi. Ieri come oggi, con giornali e giornalisti complici, costruire una falsa realtà serve a chi ci vuole sudditi.
La verità ci rende liberi.
Peppino Impastato fu ucciso dalla mafia.
La trascinarono via, in preda al panico. Poi arrivati in un prato, le spararono cinque colpi di fucile in piena faccia. Infine, una volta rovinata a terra, le si accanirono contro sferrandole altri colpi alla testa.
Graziella Campagna aveva solo diciassette anni quando venne uccisa dai mafiosi. Era una lavoratrice, aveva dovuto abbandonare gli studi per vivere, lavorando in nero in una lavanderia a Messina per una miseria. E lì, in quel posto di lavoro, trovò la sua condanna a morte: una piccola agendina caduta da una camicia che stava lavando. L’agendina di un boss, con informazioni sensibili per i mafiosi.
Dalla lavanderia, qualcuno fece il suo nome, dissero che aveva visto quell’agenda.
Pochi giorni dopo, dei mafiosi la fermarono mentre tornava a casa, la sera. La caricarono su una macchina, la portarono in un prato e la giustiziarono in quel modo orrendo. Accanendosi su di lei che non aveva colpe, che non aveva fatto del male a nessuno.
Era il 12 dicembre quando l'uccisero così brutalmente. Aveva solo diciassette anni.
Nel suo ricordo, non dimentichiamo mai cos’è la mafia e di cosa è capace.
Non ha onore, non ha dignità. È solo morte, dolore, ignoranza e vigliaccheria.
Questa la motivazione addotta dalla #Rai per la mancata messa in onda del Film che ha vinto l' #Oscar.
È questa la censura: non riconoscere al telespettatore il diritto di farsi un' opinione. Da solo.
Il film è ambientato in #Cisgiordania, non a #Gaza.
#NoOrherLand.
@Im_ImErUb Mi sposto in sicurezza nella corsia a destra, anche se solitamente il furbo che lampeggia lo fa quando hai un camion ed altra auto a destra, quindi sei impossibilitato a spostarti nell'immediato. Oltre al fatto che la sua velocità eccede il massimo consentito.
No, Nives Monda non ha cacciato due israeliani dal suo ristorante. Non ha discriminato due persone in base alla loro origine. Li ha fatti accomodare e gli ha servito da mangiare. Poi i due hanno iniziato a parlare con altri clienti e li hanno invitati ad andare a visitare il loro meraviglioso paese. A quel punto la ristoratrice deve aver detto qualcosa sul fatto che il paese sarà pure bello ma il suo governo sta sterminando la popolazione di Gaza e a quel punto è iniziata la discussione.
I due israeliani, al culmine della discussione e mentre la ristoratrice li invitava ad andare pure via senza pagare (dunque avevano mangiato), hanno pensato bene di tirare fuori il telefono e di procurarsi la prova della atroce discriminazione subita, così da consumare vendetta pubblica. E scatenare l’inferno contro la signora rea di non tifare per il genocidio. Dunque, la ristoratrice non ha problemi con gli israeliani, ma evidentemente con chi nega i crimini che gli israeliani stanno commettendo a Gaza e in Cisgiordania. E ha ragione.
Se il mondo fosse popolato da più persone come lei, capaci di schierarsi e di non limitarsi a servire un piatto di pasta a testa bassa, sarebbe un posto migliore. P.s. I due israeliani sono in vacanza in Italia e a pancia piena. Nel frattempo Israele, dal 2 marzo, nega l’ingresso di aiuti alimentari, sanitari ed energetici a Gaza. La popolazione sta letteralmente morendo di fame. Scusate se la coppietta di vittimini non mi impietosisce particolarmente. Tutta la mia solidarietà a Nives Monda per quello che sta subendo e tutta la mia stima per ciò che è. Affollate il suo ristorante e abbracciatela anche per me.
Che Paese è questo, dove il dolore e la tragedia di un padre che ha perso suo figlio ancora non trovano una risposta dalla giustizia, dalla magistratura, dalla politica, dal giornalismo?
#giustiziapergiovanni
@nicolettagali7 @Italiantifa Quanto accaduto il 7 Ottobre, non potrà mai giustificare lo sterminio in atto. Di fatto vi sono due organizzazioni terroristiche, che si stanno scontrando con la differenza, che uno dei due è anche uno Stato.
Il #16agosto del 1924 fu ritrovato, nei pressi di Riano, il cadavere di Giacomo #Matteotti. Era stato rapito a Roma dai fascisti due mesi prima.
A un secolo di distanza dalla sua morte, ricordare il suo sacrificio è rinnovare l'impegno comune per la difesa della democrazia.
@dan__berry@sruotolo1 Non si tratta di glorificare un'opera, che almeno dal mio punto di vista non aggiunge nulla, ma discutere coerentemente una tematica proposta dall'autore. Potrebbe tranquillamente aprire un thread dedicato all'illegalità di molti murales, che spesso deturpano il paesaggio 😀
@Antonyesposit@sruotolo1 Il "quasi tutte italiane" rafforza la necessità di formattare il suo BIOS e provvedere alla riprogrammazione per aggiornarla al 2024 😀