Nella macchina del fango che sono i social, stanno facendo girare una clip dell’arbitro #Colombo in una serata a @QSVS_Official con @FabRavezzani in cui racconterebbe di essere andato a San Siro con il padre, da bambino, “a guardare l’Inter”.
Clip tagliata ad arte, ovviamente.
Quella sera Colombo spiegò in diretta che era stato emozionante dirigere il derby per lui che a San Siro,
insieme a suo padre, andava “a vedere l’Inter e il Milan”.
Sul debito dei club circa la manutenzione di San Siro: arriverà il conguaglio come da intese pattuite.
Si è discusso molto anche su questo aspetto, spesso in maniera pretestuosa. Il debito in questione deriva da obblighi di manutenzione straordinaria non adempiuti allo stadio di San Siro, come delineato nell'accordo di concessione del 2000 tra il Comune di Milano e le due società. Milan e Inter erano tenuti a destinare circa 5 milioni di euro annui in canone in contanti (che hanno pagato) più un equivalente di 5 milioni di euro all'anno per lavori di manutenzione straordinaria.
Tuttavia, negli ultimi 5 anni ci si aspettava che investissero un totale di circa 27,96 milioni di euro in tali lavori; invece, secondo i media ne hanno eseguiti solo per un valore di circa 1,62 milioni di euro, risultando un saldo residuo di circa 26,35 milioni di euro dovuti al Comune. Questa cifra si allinea con i 24,7 milioni di euro menzionati oggi da "Il Fatto Quotidiano", nonché con altre stime più ampie che vanno da 20 a 27 milioni di euro.
Quello che è stato omesso è un dettaglio non irrilevante: questa impostazione, infatti, fa parte della concessione di affitto. L'accordo struttura il canone annuo con circa il 50% pagato in contanti e il 50% compensato attraverso lavori di manutenzione o miglioramento approvati (noti come "canone a scomputo"). Alla fine di ogni ciclo quinquennale, avviene un conguaglio, in cui il Comune verifica i lavori effettivamente completati rispetto all'importo richiesto. Se le società hanno investito meno (come sembra essere il caso), devono pagare la differenza in contanti; se hanno investito di più, ricevono un credito. Il ciclo attuale copre approssimativamente il periodo che va dal 2020-2025, e ora siamo nella fase di saldo, che è routine, sebbene l'importo accumulato sia notevolmente alto a causa dei lavori minimi eseguiti.
Tale importo deve essere saldato dai club, e questo è diventato un punto di contesa/pretesto nel mezzo delle discussioni in corso sulla vendita di San Siro.
In realtà, però, nessuno ha "torto": i club devono semplicemente saldare l'importo dovuto a conguaglio, come hanno sempre fatto al termine del quinquennio. Il debito finale esatto sarà confermato una volta che gli uffici comunali completeranno la verifica.
Beneficiari effettivi di Milan e Inter (UBO): ecco tutta la verità negli atti pubblici. Leggendo con attenzione le carte pubblicate appena 3 giorni fa dal Comune di Milano, è possibile svelare l’esatta composizione delle catene di controllo e, soprattutto, i c.d. Ultimate Beneficial Owner (UBO) così come relazionato dall’avvocato Alberto Toffoletto, prof. ordinario di diritto commerciale nominato dall’amministrazione milanese come consulente nella vicenda stadio.
L'articolo è molto lungo e interesserà solo i più curiosi o chi ha voglia di andare fino in fondo. Ci sono alcune novità sia per quanto riguarda l'Inter (sul 31%) che il Milan (sul rifinanziamento). Buona lettura.
Link: https://t.co/wb03rkvtvT
Come dimostrato in maniera inoppugnabile, documenti alla mano, dall’avv. @Felix Raimondo, la catena di controllo di #Inter e #Milan è chiarissima. È perfettamente nota e risulta “per tabulas” l’identità dei titolari effettivi, rispettivamente i signori Marks, Karsh e Stone (ovvero il vertice di #Oaktree) nel caso dell’Inter, Gerry #Cardinale nel caso del Milan. Questa circostanza è confermata dai documenti della Securities and Exchange Commission (SEC) con cui in America non si scherza perché le violazioni si pagano anche con il carcere. Oaktree e #RedBird sono investitori soggetti negli USA a tutti i controlli più stringenti in materia di compliance. Gli investitori devono superare uno screening molto serrato che ovviamente non mette nessuno al riparo da possibili infiltrazioni (ma tanto meno in Italia). Per tutte queste ragioni appare ridicolo che in Italia improvvisati commercialisti sollevino dubbi solo perché non conoscono (o forse non sono neppure in grado di interpretare) documenti che sono nella disponibilità pubblica. O di inguaribili complottisti sempre in servizio nell’evocare ombre di mai dimostrate infiltrazioni mafiose o di fantasiosi riciclaggi. Per cui si arriva a sostenere che siccome non si sa chi investe il proprio denaro nei fondi (ovviamente) allora qualsiasi partecipazione di un fondo dovrebbe destare sospetto. Bisognerebbe solo ricordare a che questi signori che secondo uno studio del Politecnico di Milano, il 60% delle blue chips quotate in piazza Affari è in mano a fondi di investimento, di cui il 92% stranieri. A questo punto forse tali signori dovrebbero chiedere di chiudere anche la borsa o di vietare alle società quotate di prendere appalti pubblici o di partecipare a gare per acquistare beni pubblici. Ma la malafede di questi signori è dimostrata dal fatto che puntano l’attenzione sui fondi, omettendo di dire che la proprietà di San Siro non passerebbe ai fondi, ma a due società di diritto italiano (Milan e Inter) con più di un secolo di storia, entrambi patrimonio storico della città di Milano e del Parse. Questi signori fanno tutto ciò al solo fine di inquinare i pozzi, gettando fumo nel dibattito sulla vicenda #SanSiro. Vicenda da cui emergono solo il provincialismo, l’ignoranza e la cultura del sospetto che da sempre impediscono al Paese di compiere scelte, anche piccole, che altrove si fanno senza alcun problema.
Si può essere contrari al progetto di Inter e Milan per tante ragioni (in realtà non ne esiste mezza valida) ma che amministratori della res publica si nascondano dietro la frase da terza elementare "diteci chi c'è dietro i fondi" è vergognoso
"Mi sarebbe piaciuto che Mario Belardinelli, Rino Tommasi, Gianni Clerici, Roberto Lombardi, avessero avuto la possibilità di vedere una scena del genere. A noi questa possibilità l'ha data questo ragazzo"
La classe di @paolobertolucci#Sinner#Wimbledon