Si scandalizzano e invocano severa "giustizia" per chi manda fuori da un ristorante sionisti demmerda prepotenti, ma mai nessuna giustizia per terre rubate, bambini macellati, ospedali distrutti, popoli affamati e navi di aiuti umanitari bombardate nel Mediterraneo.
Gente strana.
Sapete qual è il risvolto più (tragi)comico di tutta questa vicenda? A intervenire su #AfD in #Germania è stato l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione.
Peccato che, proprio a marzo, abbiano modificato la Costituzione per autorizzare mille miliardi di spesa militare. A debito. E, nonostante le elezioni politiche si fossero già tenute a febbraio, per timore che il nuovo #Bundestag non approvasse la riforma, hanno convocato il vecchio parlamento. Per inciso, AfD era contraria.
Tra i tanti ciarlatani che oggi si congratulano per la "tenuta democratica" della Germania, avete sentito qualcuno sottolineare questo cortocircuito?
Mamma mia, che circo di cialtroni.
L’Ue dice ancora sì al riarmo e ferma ogni dibattito su Bibi
di Wanda Marra
Il Parlamento europeo non vuole neanche parlare di Israele, ma per il piano del Commissario europeo Raffaele Fitto, che permette tra le altre cose di dirottare i Fondi di coesione anche sulla Difesa, dice sì alla procedura d’urgenza, con il voto ieri sera della Commissione Regi (Affari Regionali). La giornata fa registrare la spaccatura della maggioranza Ursula, con le destre che votano compatte sia su Israele sia sui Fondi di coesione e i Socialisti che votano con The Left.
Da inizio legislatura è la seconda volta che l’Eurocamera vota su Israele (la prima era stata il 17 luglio, per chiedere un dibattito: anche in quel caso disse di no) e ieri ha votato contro una doppia richiesta di dibattito. Ovvero, per inserire un dibattito sull’attacco alla nave Freedom Flotilla e uno sul piano israeliano di occupare la Striscia di Gaza. L’aula ha respinto con 164 sì e 256 no. Neanche l’annuncio di Benyamin Netanyahu di un attacco massiccio a Gaza ha convinto Strasburgo che fosse il momento quantomeno di affrontare l’argomento. Per dirla con la delegazione M5S: “Lo stesso Parlamento europeo che commemora Papa Francesco con belle parole, vieta di parlare dell’orrore che i cittadini palestinesi stanno vivendo a Gaza. Quanta ipocrisia”. Zingaretti, capo delegazione dem, denuncia: “Netanyahu va fermato. Bombardamenti continui, blocco aiuti umanitari: getta Israele verso il baratro e uccide palestinesi innocenti”. Ma a compattarsi sono stati Ppe, Ecr, Patrioti e Ecn. In Italia, il silenzio di Giorgia Meloni è in linea.
Una manciata di ore dopo tocca alla Commissione Regi riunirsi per votare sulla richiesta di affrontare la riforma dei Fondi di coesione con procedura d’urgenza. Il testo offre condizioni più favorevoli nei co-finanziamenti per gli investimenti nell’industria della difesa, ma anche per la competitività, la resilienza idrica e le politiche abitative. In aula, al momento del voto, c’è tutta la delegazione di Fratelli d’Italia, tanto per chiarire il significato politico della questione. E dire che Meloni si è più volte detta contraria alla possibilità di usare i Fondi per le armi. Fitto si è rifugiato nel concetto di “volontarietà”, eppure ci sono anche una serie di facilitazioni per chi decide di farlo. La seduta della Regi non dura più di dieci minuti. I Socialisti, con lo spagnolo Ros Sempere, cercano l’accordo: parlando della salvaguardia delle prerogative del Parlamento, offrono alle destre (e a Fitto) la possibilità di dare tempi certi per l’esame della riforma, pur di andare avanti con la procedura ordinaria. Non è abbastanza. Alla fine i sì sono 22, i no 14, gli astenuti 4. Dicono di sì Popolari, Ecr e Patrioti, dicono di no Socialisti, Verdi e The Left. Si astengono quelli di Renew che alla fine risultano determinanti per salvare Fitto. Insieme a Kabilov dei non iscritti e a Omarjee, francese di The Left, che rompe il fronte. Voti clamorosamente determinanti. “Passa la linea della destra e della commissione Von der Leyen che va avanti a colpi di procedure d’urgenza bypassando le prerogative e i poteri dell’unico organo elettivo europeo, il Parlamento”, denuncia Valentina Palmisano (M5S). Mentre l’europarlamentare dem, Lello Topo sottolinea: “Hanno rifiutato la mediazione. Evidentemente non si fidano del Parlamento”. Oggi Roberta Metsola, la Presidente dell’Eurocamera, annuncerà il voto di domani della plenaria per la procedura d’urgenza. Questo sì che entra nell’agenda, mentre per Israele l’ordine del giorno non si modifica.
Secondo l’articolo 52 del Regolamento, che prevede la procedura semplificata, il presidente della Commissione competente o il relatore del testo possono elaborare una serie di emendamenti. Ma in realtà, il relatore potrebbe proporre anche di procedere senza emendamenti. Insomma, le modifiche sono più teoriche che effettivamente possibili. Di fatto, l’Eurocamera ne esce fortemente ridimensionata. Ancora una volta.
@heather_parisi La Rai non ha permesso a Marc innaro di venire in Donbass, ma ha inviato la Battistini nel Kursk al fianco dell'esercito ucraino che stava invadendo.
Fatto Quotidiano.
Editoriale di
Marco Travaglio (@marcotravaglio)
6 Maggio 2025
GLI AUTO-INCAPRETTATI
L’“incaprettamento” è la sevizia mortale inflitta dalle mafie al traditore: cappio al collo e corda che lega mani e piedi dietro la schiena, così la vittima si strangola cercando di liberarsi. Ma è anche la geniale strategia dei vecchi partiti europei che, tentando di combattere le forze anti-sistema, si incaprettano da soli. Funziona così. I partiti sgovernano con politiche inique, classiste, antisociali e consociative. I cittadini li schifano e si rifugiano nell’astensione o in nuove forze che promettono di cambiare. I partiti, anziché fare autocritica e cambiare politica, insultano gli elettori per convincerli che sbagliano loro: ignoranti, scappati di casa, barbari, antipolitici, populisti, giustizialisti, sovranisti, estremisti, antieuropei, razzisti, fascisti, nazisti. E soprattutto putiniani: dietro ogni voto sbagliato c’è sempre Putin che lava il cervello a decine di milioni di persone a suon di hacker e fake news. Gli elettori, anziché scusarsi per aver sbagliato a votare, si rafforzano nell’idea che sbaglino i partiti: astenuti e anti-sistema crescono. E, quando hanno i numeri per governare, si escogitano mosse antidemocratiche per fermarli e “salvare la democrazia”.
In Italia si buttano giù con colpi di palazzo e ammucchiate “tecniche”: così la gente pensa che sono tutti uguali, che votare non serve e gli astenuti aumentano. In Francia il presidente di se stesso perde tutte le elezioni contro destra&sinistra e sforna governi centristi di minoranza guidati da carneadi senza voti che durano 2-3 mesi, per tirare a campare fino alle Presidenziali, ma ora forse le anticipa a prima del processo d’appello che potrebbe ridare l’eleggibilità alla favorita Le Pen. In Germania, Cdu&Spd si rimettono insieme, ma la destra Afd è contro il loro riarmo, che rischia di non passare: così lo fan votare dal Parlamento scaduto (sempre meglio della Von der Leyen, che il Parlamento lo salta a piè pari); l’Afd balza dal 20 al 26% in due mesi e s’inizia a discutere di metterla al bando perché i Servizi scoprono che è “estremista”. In Romania si annulla il primo turno delle Presidenziali vinto dal nazionalista Georgescu col 20%, per misteriose “interferenze” (Putin, o TikTok, o i rettiliani: è tutto segreto); poi lo si arresta e bandisce con accuse ancor più misteriose; così nel nuovo primo turno vince col 40% un nazionalista più estremista, Simion, e annuncia che Georgescu sarà il suo premier. Gli europeisti, anziché domandarsi perché la gente preferisca i peggiori mostri a loro, ripetono che “ha stato Putin”, sabotano i negoziati sull’Ucraina per non darla vinta a Putin e si riarmano contro Putin, impoverendo vieppiù i popoli europei che continuano a fuggire verso gli anti-sistema.
È l’ultima fase dell’euro-autoincaprettamento: una prece.
Quando vi chiedete come è stato possibile che nessuno si accorgesse di Hitler?
Ecco, molti se ne erano accorti, ma non gli si diede retta.
Oggi Noi ce ne stiamo accorgendo, ma Voi non ci date retta.
Ma la nostra testimonianza è scolpita.
Qui.
Non potrete dire non lo sapevamo.
Quella che vedete sorridere a destra è l'assessore al turismo di Napoli, Teresa Armato. Gli altri due sono i due turisti israeliani che hanno violentemente insultato la titolare della Taverna a Santa Chiara per le sue posizioni contro il genocidio e l'apartheid. La scelta di avallare la narrazione dei sionisti, già platealmente sconfessata, non è casuale. Lo dice l’assessore:
"L’ho fatto perché come assessora al Turismo di un’amministrazione aperta, dialogante e progressista, non potevo far passare l’immagine di Napoli come città discriminante e antisemita".
E poco importa se l’antisemitismo non c’entra nulla: l'essenza del campo largo (PD, CinqueStelle, AVS) è stare sempre dalla parte dell'odio, della guerra e del genocidio, ma tinto di rosa e di finto umanitarismo
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Dedicato a quelli dalla memoria corta e a quelli dall’ignoranza lunga, a quelli che vogliono far credere che tutto sia iniziato il 7 di ottobre
L' unità 1982
Sono due anni che vi stiamo dicendo che sarebbe finita così, che il 7/10 e Hamas erano solo la scusa. L'obiettivo è la totale occupazione. Ora di Gaza. Domani della Cisgiordania.
La Russia cattiva in donbass, Israele buono in Palestina.
Questa mi ha bloccato. Qualcuno può dirle che è una sionista demmerda? Una che chiede scusa agli AMICI Israeliani. Amici di chi? Suoi, non miei. Ma che problemi hanno questi del piddì? SIETE COMPLICI DEL #genocidio a #Gaza#tavernasantachiara