A @Ariachetira il ministro Piantedosi, parlando del caso Roggero, dice che la politica è chiamata a farsi carico del "sentimento popolare".
Sbagliato, caro ministro: il legislatore delle seguire logiche diverse, e non andare appresso a un presunta volontà della gente, come ho tra l'altro spiegato nel mio articolo di oggi su @DomaniGiornale.
Se passa il messaggio che chi ritiene di avere ragione possa farsi giustizia da sé, e si propongono disegni di legge che legittimano questo, il rischio è che poi la gente lo faccia veramente (e lo stiamo vedendo).
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#LAriachetira
La destra e la sicurezza. Se hai 14 anni, cresci in zone degradate e commetti un reato, puoi essere giudicato come un adulto e puoi finire in galera come un adulto. Se invece sei un gioielliere che subisce una rapina e ti vendichi uccidendo a sangue freddo due rapinatori, sei un onesto lavoratore che merita la grazia. I loro acerrimi nemici sono sempre gli stessi: i poveri.
Oggi la Corte Costituzionale ha smentito il ministro Nordio sul caso Almasri: aveva l’obbligo di eseguire la richiesta della Corte penale internazionale o dire subito perché non lo faceva. Invece, Nordio prese tempo e Almasri venne liberato. Come può restare Nordio al suo posto?
Tre giorni
Il 19 luglio Giorgia Meloni era in via d’Amelio. Fiori, silenzio, la strada indicata da Borsellino.
Il 22 la sua maggioranza ha negato ai magistrati le chat di Delmastro con un uomo in carcere, ritenuto vicino al clan Senese. Chat che la Procura di Roma aveva definito indispensabili. Tre giorni. Il tempo di lavare i bicchieri della commemorazione.
Delmastro non è indagato, ripetono, come se fosse una difesa. È la confessione. Se non è indagato, da quel voto lui non guadagna niente. C’è qualcun altro che ci guadagna.
Ed è questo il punto che dovremmo guardare bene in faccia. L’immunità non è più uno scudo che copre un uomo. È una macchia che si allarga. Si attacca a un telefono, a una chat, a una sim, e chiunque tocchi quell’oggetto diventa irraggiungibile. Un socio. Un prestanome. Il padre di una ex socia. Basta aver scritto alla persona giusta.
Poi c’è Santanchè, tre salvataggi in dieci mesi, l’ultimo il 15 luglio. Un giudice di Roma aveva già stabilito che le sue parole non erano coperte da nessuna prerogativa, che in quel momento parlava da cittadina qualunque. Il Senato ha deciso che il giudice aveva torto. Si è fatto tribunale d’appello di sé stesso.
E prima Salvini, salvato anche lui, per gli insulti a Carola Rackete. Roba scritta sui social, non in Aula. Dichiarata opinione parlamentare insindacabile, con ottantadue voti. L’avvocato di lei la chiamò l’insindacabilità dell’insulto. Non esiste definizione migliore.
Nessuno di loro è stato dichiarato innocente. Conviene chiamarla per nome, questa cosa. Non li assolvono. Li rendono irraggiungibili. Si spegne la luce sulla prova, il calendario si allunga, e il calendario in Italia lavora da solo: non serve che nessuno gli dica cosa fare. Esci intatto, che è molto più comodo che uscire assolto.
L’immunità l’hanno scritta uomini appena tornati dal confino. Serviva perché un deputato non finisse in galera per un’opinione sgradita al potere. Serviva a proteggere una funzione, non una persona.
Oggi copre una fattura, una cassa integrazione, un insulto su Facebook, la chat con un prestanome. Hanno preso la guarentigia degli antifascisti e l’hanno usata per una bisteccheria.
Il 30 luglio si vota a Montecitorio. Non è finita. Ogni deputato che alzerà la mano per il no sappia che non sta difendendo un principio costituzionale. Sta togliendo a un’inchiesta di camorra una prova che i pubblici ministeri hanno definito indispensabile.
A questo avete ridotto la Costituzione.
La domenica si celebra #Borsellino.
Il martedì si bloccano le chat di #Delmastro.
Commemorare un magistrato non costa nulla.
Seguirne l’esempio è rischioso.
L'altra settimana era a fare la passerella alla stele di Capaci, poi ha scritto il solito post ipocrita sulla strage di via D'Amelio e oggi ordina ai suoi di negare l'autorizzazione procedere per #delmastro.
Giorgia Meloni, ti devi vergognare, nessuno te lo dirà mai abbastanza.
Chissà cosa penserebbe Paolo Borsellino di quei parlamentari che hanno impedito alla Procura di Roma di sequestrare la corrispondenza tra un ex Sottosegretario alla Giustizia e un ristoratore detenuto con l’accusa di mafia. Chissà…
A questo punto non potendo confermare che delmastro è innocente rimane solo da dedurre che è colluso con la camorra. Ed il governo complice.
Altrimenti perché negare le prove ?
I paladini della Sicurezza, quelli che stanno sempre dalla parte delle forze dell’ordine, hanno impedito alla Procura di Roma di acquisire le chat tra l’ex sottosegretario di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, in carcere con l'accusa di mafia. A questo punto, per coerenza, potrebbero scendere in piazza insieme agli antagonisti per insultare e picchiare gli agenti.
La Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat di Del Mastro e Caroccia.
Giorgia Meloni non parlare più di Paolo Borsellino.
@GiorgiaMeloni@ariannamln@ManlioMessina