Guardate questa foto. Noi siamo lì, sperduti, soli, incapaci di vivere in pace su quel puntino azzurro sospeso nel vuoto. Ci ammazziamo l' un l' altro per una religione, per un pezzo di terra, per il colore della pelle.
Siamo stupidi.
#Buonagiornata a tutti.
I teppisti e i violenti che ieri a Torino hanno vanificato la protesta pacifica di migliaia di persone sono i migliori alleati di un governo che vuole reprimere il dissenso, il diritto a manifestare, chiudere gli spazi sociali e militarizzare le città. Gli avete fatto un favore.
@Misurelli77@matteorenzi Sono d'accordo. È stato persino proposto il nome della nuova formazione: Forza Italia Viva in Azione. Siano coerenti per una volta ne approfittino e smettano di pontificare fingendo
Piazza per la pace. Intervento integrale dello storico Alessandro Barbero: «Quest'epoca somiglia a quella che ha preceduto il 1914»
Roma, 5 aprile 2025
#ElonMusk scrive che i giudici del Tribunale di Roma “devono andarsene” dopo lo stop alla deportazione in Albania.
Caro Elon, in Italia non siamo in una tua azienda, dove licenzi 13.000 dipendenti con una mail. Non sono i tuoi miliardi a dettare Legge, ma la Costituzione.
I bambini tirati fuori vivi da sotto le macerie di un bombardamento israeliano a Beit Lahiya che ha causato la morte di 117 persone, 32 come loro.
Sopravvissuti all’inferno per continuare a vivere in un inferno.
Ma che importa?! Loro sono palestinesi.
#Israel_Enemy_of_Humanity
Nel quasi totale silenzio dei media mainstream, l’Italia si sta armando come non aveva mai fatto prima. Non è una metafora, né un’esagerazione: è la fredda realtà che emerge dall’analisi della Legge di Bilancio condotta dall’Osservatorio Milexsulle spese militari italiane.
Per la prima volta nella storia della Repubblica il budget militare supera i 30 miliardi di euro, attestandosi a 32 miliardi per il 2025. Di questi, ben 13 miliardi saranno destinati all’acquisto di nuovi armamenti, segnando un’escalation che supera in percentuale di crescita qualsiasi altra voce di spesa pubblica.
Mentre il dibattito pubblico si concentra su decimali di deficit e su piccoli aggiustamenti della manovra, sta passando inosservato quello che può essere definito il più massiccio riarmo della storia repubblicana. I numeri elaborati da Francesco Vignarca ed Enrico Piovesana parlano chiaro: in soli dieci anni, la spesa militare italiana è aumentata del 60%, passando dai 19,9 miliardi del 2016 ai 32 miliardi previsti per il prossimo anno.
Ma è nell’ultimo quinquennio che la corsa agli armamenti ha acceleratovertiginosamente. Solo per dare un’idea dell’entità del fenomeno: nel 2021 si spendevano 7,3 miliardi in nuovi armamenti, mentre nel 2025 se ne spenderanno quasi 13, con un aumento del 77% in soli cinque anni. Un dato che dovrebbe far riflettere sulla direzione intrapresa dal Paese.
Il ministro Crosetto, dal suo ufficio di via XX Settembre, gestirà un “bilancio proprio” della Difesa di oltre 31,2 miliardi di euro, con un incremento netto di 2,1 miliardi rispetto al 2024. Un aumento senza precedenti nella storia recente, che si inserisce in un trend di crescita costante e imponente.
Ma i numeri, per quanto eloquenti, rischiano di non restituire appieno la portata di questo cambiamento. Si tratta di risorse che, confrontate con altre voci di spesa, assumono proporzioni imponenti: spendiamo più in armamenti che in edilizia scolastica, più in missioni militari che in ricerca universitaria.
La spesa militare italiana arriverà così all’1,42% del PIL (o all’1,46% includendo i costi indiretti), avvicinandosi sempre più a quel 2% richiesto dalla Nato. Vale la pena ricordare che questo obiettivo non è vincolante, ma sembra essere diventato una sorta di mantra per i governi degli ultimi anni.
Aggiungendo poi ulteriori due voci di costi indiretti per basi militari e alle quote di compartecipazione per spese di natura militare in ambito Ue si potrebbe aumentare il totale complessivo di un ulteriore miliardo, superando quindi i 33 miliardi di euro.
Non deve sfuggire un dettaglio significativo: mentre il bilancio della Difesa cresce a ritmi vertiginosi altre voci di spesa rimangono ferme o subiscono tagli. È una questione di scelte e priorità, e le priorità di questo governo sembrano chiare: più armi, meno spesa sociale, per dirla con una metafora classica.
Il paradosso è che questa corsa al riarmo si verifica in un momento in cui il Paese avrebbe bisogno di investimenti massicci in sanità, istruzione e transizione ecologica. Settori che, a differenza della Difesa, stentano a vedere incrementi significativi nei rispettivi budget.
L’analisi di Milex ci restituisce il ritratto di un Paese che sta silenziosamente cambiando volto, privilegiando la dimensione militare rispetto a quella civile, la spesa per gli armamenti a scapito dei servizi per i cittadini.
Una trasformazione che meriterebbe un dibattito pubblico approfondito, una discussione parlamentare seria, un confronto con i cittadini sulle reali priorità del Paese. Invece, tutto avviene nel silenzio quasi complice dei media e della politica, come se l’aumento esponenziale delle spese militari fosse un destino ineluttabile e non una precisa scelta politica.
(il mio pezzo per @LaNotiziaTweet)
https://t.co/7iE1QGKkXM
Sfrenata, incattivita ed evidentemente nervosa la presidente del Consiglio nella sua bulimia di nemici per alimentare il vittimismo ha pubblicato sui suoi social alcune frasi estrapolate da una mail scritta dal sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello.
L’intento è di apparire fotocopia di Silvio Berlusconi per indossare la maschera della perseguitata giudiziaria. Anzi, il titolo del quotidiano Il Tempo che pubblica la mail strilla: “Meloni oggi è un pericolo più forte di Berlusconi. Dobbiamo porre rimedio”.
Peccato che il messaggio incriminato dica tutt’altro, riferendo di un “attacco alla giurisdizione” da parte del governo che “non è mai stato così forte, forse neppure ai tempi di Berlusconi”. “In ogni caso oggi è un attacco molto più pericoloso e insidioso per molte ragioni”, scrive Patarnello, “Innanzitutto perché Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte. E rende anche molto più pericolosa la sua azione, avendo come obiettivo la riscrittura dell’intera giurisdizione e non semplicemente un salvacondotto. In secondo luogo – continua la mail – perché la magistratura è molto più divisa e debole rispetto ad allora. E isolata nella società”.
Se la presidente del Consiglio avesse speso un minuto per leggere l’intero messaggio avrebbe letto che il procuratore dice “Non dobbiamo fare opposizione politica ma dobbiamo difendere la giurisdizione e il diritto dei cittadini ad un giudice indipendente. Senza timidezze”. Ed è un pensiero non solo condivisibile ma addirittura urgente.
Buon lunedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/iplxgJhXzO
Egregio @Pontifex_it la scelta dell' aborto è legge di Stato, non del Suo che notoriamente è una monarchia.
Le sue ingerenze sono intollerabili per donne, medici e per l'indipendenza della nostra laicità.
Guardi piuttosto alla pedofilia del suo clero che crea danni permanenti.
Vi foste indignati per #Cutro quanto vi state indignando contro la presunta #UltimaCena (che per giunta non c'entra nulla) sareste più credibili, come pii cristiani.
#Paris2024