@andreaabodi APPELLO AGLI ITALIANI
PER GIOVANNI. PER LA VERITÀ. PER LA GIUSTIZIA.
Sono Carlo Iannelli, il babbo di Giovanni.
Mio figlio Giovanni aveva 22 anni quando, il 5 ottobre 2019, a Molino dei Torti, in provincia di Alessandria, ha perso la vita durante una gara ciclistica, a soli 144 metri dal traguardo, dopo aver urtato un ostacolo non protetto durante una volata finale di gruppo a oltre 60 km/h.
Il procedimento penale è stato archiviato dalla Procura della Repubblica di Alessandria.
In sede civile, invece, il Tribunale di Alessandria ha accertato responsabilità della Federazione Ciclistica Italiana, del presidente della società organizzatrice e del direttore di corsa.
Dopo anni di battaglie, io continuo a chiedere una cosa sola.
NON CHIEDO CONDANNE ANTICIPATE. NON CHIEDO VENDETTA. CHIEDO UN GIUSTO PROCESSO PENALE.
Un processo nel quale le prove siano esaminate rigorosamente, le parti possano confrontarsi e ogni responsabilità penale sia accertata nel rispetto della legge e delle garanzie di tutti.
Perché un processo non è una condanna. È la possibilità di accertare la verità.
Giovanni non è soltanto un fascicolo. Era mio figlio, un ragazzo di 22 anni, con sogni, progetti e tutta una vita davanti.
Lo devo a lui. Lo devo alla sua memoria. Lo devo a tutti i ragazzi che continuano a correre inseguendo un sogno.
Quello che è successo a Giovanni potrebbe accadere a chiunque. Per questo la mia battaglia non riguarda soltanto la mia famiglia, ma tutti coloro che credono nella sicurezza, nella responsabilità e nella giustizia.
Non chiedo una condanna. Chiedo che la giustizia possa fare il suo corso.
Perché la verità merita di essere cercata fino in fondo, nel rispetto della legge e dei diritti di tutti.
GIOVANNI È MIO FIGLIO, MA È ANCHE IL FIGLIO DI TUTTI.
Aiutatemi a chiedere verità e giustizia per Giovanni.
Carlo Iannelli Babbo di Giovanni
#VeritàEGiustiziaPerGiovanniIannelli #GiustoProcesso #SicurezzaNelloSport #GiustiziaPerGiovanni
Se ne è andata all'età di 90 anni la donna della Luna, Margaret Hamilton.
Qui fotografata di fianco agli elenchi del software sviluppato da lei e dal team di cui era responsabile, il team del software di bordo del modulo lunare e del modulo di comando per la missione Apollo 11.
Il software sviluppato da Hamilton e dal suo team era responsabile di molte funzionalità critiche, tra cui il controllo del volo, la navigazione, la gestione dei dati, i sistemi di comunicazione e la sicurezza dei sistemi. Era progettato per gestire situazioni di emergenza, errori di sistema e fornire feedback in tempo reale agli astronauti.
Margaret inoltre, utilizzò un approccio innovativo per la gestione degli errori nel software, introducendo il concetto di "interrupt", che consentiva al software di rilevare e gestire gli errori in modo tempestivo, minimizzando gli effetti negativi sul sistema.
Il codice scritto dal team di Hamilton ha fornito le basi per il controllo e il funzionamento sicuro delle missioni spaziali, consentendo agli astronauti di esplorare la Luna e tornare sulla Terra in modo sicuro.
Riposa in pace, Margaret.
APPELLO AGLI ITALIANI - Sono Carlo Iannelli, babbo di Giovanni.
Mio figlio Giovanni aveva 22 anni quando, il 05.10.2019 a Molino dei Torti, in Provincia di Alessandria, ha perso la vita, al termine di una gara ciclistica, a poco più di 100 metri dall'arrivo, dopo aver urtato un ostacolo non protetto durante una tanto prevedibile quanto scontata volata finale di gruppo disputata a oltre 60 km/h.
Sul piano penale il procedimento è stato vergognosamente archiviato dalla Procura della Repubblica di Alessandria.
Nel giudizio civile, il Tribunale di Alessandria ha invece accertato la responsabilità della federciclismo, del presidente della società organizzatrice e del direttore di corsa, per la morte di mio figlio Giovanni e la sentenza è passata in giudicato.
Io non chiedo condanne anticipate.
Non chiedo vendetta.
Chiedo una cosa sola, fondamentale per ogni cittadino: chiedo che venga celebrato un giusto processo penale.
Un processo dove tutte le responsabilità possano essere accertate con pieno contraddittorio, con esame rigoroso delle prove, nel rispetto delle garanzie di tutti.
Un processo non è una condanna.
Un processo è la possibilità per la giustizia di accertare la verità ed assicurare la giustizia.
Perché Giovanni non è un fascicolo che si deve assolutamente archiviare.
Giovanni era mio figlio.
Lo devo a lui.
Lo devo a tutti i ragazzi che continuano a correre inseguendo un sogno.
Quello che è successo a Giovanni potrebbe capitare a tutti. Per questo Giovanni è il figlio di tutti. Per questo Giovanni siamo noi. Per Giovanni chiediamo verità e giustizia. Grazie.
Carlo Iannelli - Babbo di Giovanni #verita #giustizia #veritaegiustiziapergiovanniiannelli #sicurezza #magistratura
Oggi, più che mai FORZA JANNIK SINNER !!!
Ti aspettiamo campione, per vederti di nuovo volare sul campo e giocare i tuoi colpi straordinari.
Da domani, altre considerazioni.
Oggi solo un abbraccio.
#Sinner#JannikSinner
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#F1 #BahrainGP
7 ANNI.
Oggi sono sette anni senza di te, Giovanni. Sette anni da quando ci è stato strappato il figlio, il fratello, il fidanzato e l’amico che tutti avrebbero voluto avere. Eri la bontà e la bellezza fatta persona, un’anima rara che donava luce a chiunque ti circondasse.
Amavi la bicicletta ed il ciclismo. Per te erano uno spazio di libertà e di passione. Una passione che ti è stata strappata via a soli 22 anni per una tragica e inaccettabile negligenza.
La giustizia civile ha già parlato chiaro, confermando le responsabilità della tua morte. Eppure, ciò che rende questo anniversario ancora più doloroso è il muro istituzionale che abbiamo trovato davanti. Quello che ti hanno fatto la Federciclismo e certi magistrati è orrendo, disumano ed agghiacciante. Di fronte al sacrificio di un ragazzo innocente, si è preferito tutelare i privilegi di personaggi "eccellenti" ritenuti intoccabili, negando alla famiglia il diritto a un giusto processo penale.
Hanno fatto di tutto per insabbiare ed archiviare, ma non si può archiviare la verità quando è così evidente. La nostra non è solo una richiesta di giustizia per un figlio, è una vera e propria battaglia di civiltà contro un sistema parziale e cieco.
Giovanni, la tua purezza merita dignità, rispetto e risposte. Non ci fermeremo davanti ai loro silenzi o ai loro favoritismi. Continueremo a lottare a testa alta perché la legge sia uguale per tutti, e perché il tuo nome riceva la giustizia che merita.
Vivi in ogni nostro respiro, Giovanni. E la nostra voce sarà per sempre la tua. 🧡
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Ci sono persone che ci accompagnano per tutta la vita. Anche quando non ci sono più.
Sono nelle parole che usiamo, nei gesti che ripetiamo a volte senza accorgercene, nei ricordi che tornano alla mente nei momenti più importanti. Restano in quello che ci hanno insegnato con il loro amore, il loro esempio e i loro racconti.
I nonni sono questo: parte fondamentale delle nostre radici, della nostra storia e di ciò che siamo diventati.
A tutti i nonni d’Italia, a quelli che abbiamo ancora la fortuna di poter abbracciare e a quelli che continuiamo a sentire accanto a noi, per sempre.
Buona Festa dei Nonni ❤️
Dovete darmi ancora un po' di tempo per tornare a pieno regime con la divulgazione, sono in piena convalescenza. Tuttavia voglio farvi notare una cosa.
Quello in corso non è il classico autunno italiano. Siamo ancora in balia dell'anticiclone ed il calo termico che percepiamo lo dobbiamo sostanzialmente al contributo astronomico, la diminuzione sempre più veloce delle ore di luce. Abbiamo temperature miti di giorno sopra la media e valori notturni piu freschi dovuti esclusivamente all'aumento del buio.
Il classico autunno italiano è fatto di correnti atlantiche e di perturbazioni che però ancora latitano. L'anticiclone ostacola ancora l'apertura della "porta atlantica" . Avete presente quando in tv sentite parlare di "perturbazione numero 3 del mese, 4 del mese", ecco quello è l'autunno classico italiano.
Quando arriverà? Al momento gli occhi sono puntati tra la metà e la fine della prima decade di ottobre. Fino a quel momento continueremo con questo trend.