Nord Italia, attenzione. Dalla siccità ai temporali forti il passo sarà molto breve. Già domani una giornata da tenere d'occhio.
Nei prossimi giorni il Nord Italia riceverà finalmente piogge importanti, ma bisogna raccontare bene che tipo di pioggia rischia di arrivare. Non parliamo di una pioggia tranquilla, continua e ben distribuita, quella che dopo settimane secche sarebbe la più utile per suoli, fiumi, agricoltura e falde. Il segnale modellistico mostra invece una fase più instabile e perturbata, con accumuli anche abbondanti soprattutto tra Alpi, Prealpi, alte pianure e settori esposti del Nord-Ovest e del Nord-Est. Localmente, dove i fenomeni insisteranno di più, gli accumuli potranno raggiungere anche 120-150 mm. Questo significa che potremo passare in pochi giorni da una condizione siccitosa a rovesci e temporali localmente molto intensi.
Quando il terreno è secco, duro e stressato da settimane di caldo, non tutta l’acqua riesce a entrare subito nel suolo. Una parte può scorrere rapidamente in superficie, aumentando il rischio di allagamenti improvvisi, grandinate, colpi di vento e criticità locali. Il Nord ha bisogno di acqua, ma avrebbe bisogno soprattutto di piogge regolari, distribuite e assorbibili. Se invece arriva sotto forma di temporali violenti e concentrati, può aiutare il bilancio idrico solo in parte e creare problemi dove i fenomeni colpiscono con maggiore forza. Le precipitazioni arriveranno già nella giornata di domani e stasera analizzerò la situazione in un successivo post che vi consiglio di seguire con attenzione.
@MMmarco0 Preoccupati per quanto possa passare su #Genova in particolare. Come detto poco tempo fa, il vero problema di questi fenomeni non sarà solo l'intensità e lo stazionamento, ma il fatto che i terreni sono completamente secchi e aridi, non riescono ad assorbire se non lentamente.
No, anche se l’anticiclone restasse fino a Natale non vivremmo un estate infinita.
Può sembrare strano, ma è una delle regole fondamentali dell’atmosfera e della stagionalità astronomica. Qualcuno si sta lanciando in titoli come "A dicembre farà caldo come in estate", evidentemente deve tornare a studiare Scienze della Terra alle scuole elementari. Immaginiamo uno scenario estremo con alta pressione bloccata sull’Italia per mesi, poche piogge, poca neve e aria molto mite anche in quota. Per esempio una +20°C a 850 hPa, cioè circa 1500 metri di altezza, costante. Sarebbe una situazione gravissima e catastrofica per l’acqua, per l’agricoltura, per la neve in montagna, per fiumi, falde e suoli. Un problema enorme. Ma non significherebbe avere temperature estive fino a dicembre.
Con il passare delle settimane, cambia la quantità di energia che arriva dal Sole. Le giornate si accorciano, il Sole si abbassa sull’orizzonte, le notti diventano più lunghe e il terreno ha molte più ore per perdere calore. La stessa massa d’aria molto calda in quota può produrre effetti diversissimi a seconda del periodo dell’anno. Con una +20°C a 850 hPa, inizio agosto potrebbe significare minime anche di 24-27°C in città o lungo le coste. A metà settembre, con la stessa aria in quota, potremmo essere più facilmente sui 19-23°C, a metà ottobre sui 15-19°C, a metà novembre, in molte pianure e zone interne, anche 8-14°C, a metà dicembre persino 4-10°C. Questo succede perché in autunno e inverno si attiva più facilmente l’inversione termica. Durante la notte il terreno si raffredda, raffredda l’aria vicina al suolo e quell’aria fredda, più pesante, resta intrappolata in basso. Sopra, magari a 1000-1500 metri, può esserci aria molto mite ma sotto, in pianura o nelle valli, può fare freddo. Si può avere caldo anomalo in quota e temperature basse al suolo e non è una contraddizione ma è semplicemente fisica.
Lo dico prima che arrivi il controllore della CO2 col fischietto, le emissioni restano il nodo principale del cambiamento climatico. Tuttavia la natura non è passiva davanti al calore ed ha meccanismi di regolazione precisi come il suolo che disperde energia di notte, le inversioni termiche, l’evaporazione, la vegetazione che ombreggia e traspira, l’acqua che assorbe e rilascia calore più lentamente, le brezze che rimescolano l’aria. Sono processi fisici reali, che possono attenuare gli estremi e rendere un territorio più vivibile. Il problema è che spesso li abbiamo indeboliti. Abbiamo tolto alberi, impermeabilizzato suoli, coperto tutto di asfalto, prosciugato spazi naturali e costruito città che accumulano calore invece di disperderlo.
Rimettere la natura al centro non significa fare retorica verde, significa usare meglio i regolatori naturali che già esistono. Adattare i territori significa anche smettere di combattere la fisica della natura e tornare a lavorare con essa altrimenti finiamo sempre lì con green nei convegni, cemento nelle piazze, alberi che restano nei rendering e cittadini arrostiti alla fermata dell’autobus.
@MMmarco0 85%-90% di umidità su #genova e provincia.. anche fossero davvero 27⁰C gradi.. di notte e così sono insostenibili. (considerando i 2 mesi passati tra bollini gialli e rossi).. senza pensare alla pioggia.. inesistente da mesi
Il condizionatore non è più solo comfort, ormai è un vero presidio sanitario.
Possiamo discutere di consumi, emissioni e uso responsabile, ed è giusto farlo. Ma quando per giorni le massime superano i 35-38°C, le minime restano tropicali e l’umidità impedisce al corpo di disperdere calore, il raffrescamento domestico per molte persone non è un lusso ma una necessità.
Anziani soli, cardiopatici, persone con patologie respiratorie, disabili, bambini piccoli, famiglie a basso reddito che vivono in case esposte al sole o in quartieri molto caldi non possono essere lasciati davanti a estati sempre più pesanti con il consiglio di "bere acqua e tenere le finestre chiuse". Qui dovrebbe intervenire lo Stato, non con bonus confusi o incentivi a pioggia, ma con una misura mirata. Garantire alle persone più vulnerabili un accesso reale a un raffrescamento efficiente. Contributi forti per acquistare climatizzatori moderni o pompe di calore, installazione compresa. Priorità alle abitazioni più esposte, manutenzione garantita, tariffe agevolate per il consumo energetivo durante le allerte caldo ed ovviamente educazione all’uso corretto.
Non significa trasformare il condizionatore nella risposta unica al caldo, la risposta strutturale resta più ampia ma nel frattempo le persone devono vivere adesso, non tra vent’anni. Per una persona fragile, un ambiente raffrescato può significare dormire, respirare meglio, non disidratarsi e non finire in emergenza sanitaria. Non è comodità, è prevenzione sanitaria.
@MMmarco0 ...con #bollinorosso su #Genova (per domenica 2/8) appena emanato da Protezione Civile, nonché Ministero della Salute (che, dalle previsioni, probabilmente si estenderà anche a lunedì 3/8)
Vi siete mai chiesti cosa succede quando si rompe un tubo dell'acquedotto? 💧
Un grazie a Emilio Café Nunes per aver condiviso questo video con noi!
@astergenova
🟣ATTENZIONE: PRETEMP emette una previsione di pericolosità di livello 3 [massimo], per domani, sull'Italia centro-settentrionale.
Possibili violenti temporali con grandine di grosse dimensioni, intense precipitazioni e venti anche superiori ai 110-120 km/h.
Look at this 😳
The storm currently raging over the Mediterranean is making history right now.
⚡️⚡️⚡️⚡️⚡️⚡️
Off the coast of Antibes – Monaco it has turned into a true lightning bomb. Countless flashes, sometimes more than one per second.
But the real madness started a few hours ago and is still ongoing:
🌀 An extremely rare, powerful and tightly packed mesocyclone is currently active over the Mediterranean.
Inbound (green) and outbound (red) velocities are almost stacked on top of each other. maximwx measured a VROT of around 59 knots (≈ 109 km/h).
This is an exceptionally high value for Europe, and especially for the Mediterranean.
Typical fair-weather waterspouts rarely exceed 30-40 knots. A 59-knot rotational velocity clearly confirms this is a true tornadic waterspout produced by a supercell.
The same cell later produced a second rotation with VROT exceeding 50 knots, and a rare “donut hole” appeared on reflectivity — something almost never seen on European radars.
This is one of the cleanest, strongest and most textbook tornadic waterspout-producing supercells we’ve seen over the Mediterranean in the summer of 2026.
If it had moved inland the damage potential would have been significant, but its track is remaining entirely over water.
The radar data alone is already in the “insane” category.
#Supercell #Tornado #Waterspout #Lightning #SevereWeather #Mediterranean #StormChaser #Weather
@MMmarco0 In #Liguria, a #Genova, già non si respira più da stasera.. notti a 28°C, ma stasera col cielo coperto da sabbia e polvere. Odori e smog rendono l'aria più pesante di quanto non sia.
@MMmarco0 Ma la #Liguria? Che sembra sempre un pianeta a parte.. spesso abbiamo temperature più basse di tutta la penisola, ma in città non si resiste lo stesso; spesso fuori dalle correnti, che siano da N da S da W o da E.. insomma qui o abbiamo culo o abbiamo sfiga, non ci capisce!
Il caldo in città non è solo colpa del clima è anche colpa di come abbiamo costruito le città.
Le città italiane di oggi non sono più quelle degli anni ’50 e ’60. Sono più estese, più dense, più asfaltate, più cementificate. Hanno perso verde, ombra, suolo naturale e continuità nella ventilazione e tutto questo pesa. Cemento e asfalto assorbono energia durante il giorno e la rilasciano di notte, proprio quando il corpo avrebbe bisogno di recuperare e cosi le temperature minime restano più alte, gli appartamenti si raffreddano meno, le strade diventano corridoi caldi, le piazze superfici roventi.
Poi c’è anche la forma stessa della città. L’espansione delle periferie, la crescita edilizia disordinata, l’aumento della rugosità urbana possono modificare anche il modo in cui le brezze entrano nei quartieri centrali. A Roma, ad esempio, il vecchio ponentino non è scomparso per magia, semplicemente oggi trova una città molto diversa da attraversare. Ecco perché il caldo urbano sembra spesso più esasperante rispetto al passato.
Stiamo vivendo dentro città che trattengono più calore, respirano peggio e restituiscono meno fresco durante la notte.