@diTerralba L'oscena mentalità scopiazzata dall'America secondo cui i figli devono per forza lasciare la casa paterna il prima possibile, a costo anche di affittare un loculo a Milano a 900 euro al mese, pena esser definiti bamboccioni, non la capirò mai. Evviva le case multigenerazionali.
Di fronte a queste temperature infernali non è più possibile far finta di niente o trincerarsi dietro il negazionismo climatico, ma diventa priorità politica non ulteriormente rimandabile un prelievo forzoso dai conti correnti. Fate presto!
Stamattina su La7 Caporali, giornalista del Fatto, ha posto l'annosa questione: con la remigrazione chi raccoglierà i pomodori a tre euro l'ora?
Questo pensiero piace così tanto alla sinistra che viene riproposto su base quotidiana come se fosse il silver bullet per fermare i licantropi fascisti.
Al di là dell'aspetto umano di queste affermazioni (quindi il miglior argomento per tenere persone in Italia senza titolo è che possiamo farle lavorare a basso prezzo nei campi?) io mi domando se veramente questa gente pensa che, se domani dovessero magicamente sparire tutti gli immigrati, improvvisamente lasceremmo i pomodori a marcire nei campi.
Come spesso accade, chi frequenta i salotti bene di sinistra non ha idea di come funzioni il mondo e magari non ha mai messo piede in un'attività agricola, tranne forse qualche cantina nel Chianti, e non si rende conto del cambiamento avvenuto nella composizione demografica del lavoro stagionale agricolo negli ultimi vent'anni.
Fino ai primi anni 2000 il lavoro stagionale era sostanzialmente rivolto a chi aveva bisogno di un po' di pocket money per potersi pagare le vacanze: principalmente studenti delle superiori e studenti universitari. C'erano anche tante altre persone in situazioni di difficoltà che lavoravano per arrotondare, ma era pacifico a tutti che quello non era un lavoro fatto per mantenere una famiglia, bensì un lavoretto estivo per mettersi 2000 euro in tasca a fine stagione. Ovviamente non era legale, ma l'industria agricola poggiava su questo, e vi poggia tutt'ora.
L'agricoltura non è esattamente un settore redditizio per gli imprenditori agricoli, e lo è ancora meno per chi passa le ore nei campi: tuttavia, la barriera all'ingresso era bassa, e per chi ama stare all'aria aperta l'idea di guadagnare 4/5 euro l'ora per raccogliere un po' di frutta non era male.
Poi sono arrivati gli immigrati, i quali hanno accettato di fare lo stesso lavoro a prezzi inferiori. Il costo del lavoro si è praticamente dimezzato e i primi imprenditori ad assumere manovalanza a basso costo hanno potuto "tagliare" la concorrenza, che nel frattempo si è adeguata, spingendo fuori mercato quelle attività agricole tradizionali che cercavano di mantenere manodopera italiana pagata ai prezzi pre-immigrazione.
Quegli studenti che trovavano conveniente lavorare per 4-5 euro l'ora hanno ritenuto non valesse la pena faticare per la metà dei soldi, e così sono stati di fatto "sostituiti" dai nuovi arrivati.
Quindi, per rispondere alla domanda molto intelligente ma troppo borghese di Caporali, se domani sparissero gli immigrati clandestini quei pomodori non marciranno nei campi ma verranno raccolti da italiani disposti a lavorare a condizioni migliori di quelle attualmente offerte dal mercato. E perché mai si dovrebbe alzare magicamente il prezzo del lavoro, chiederà Caporali? Per lo stesso motivo per cui salgono tutti i prezzi: legge di domanda e offerta.
L'arrivo di milioni di braccianti a basso costo ha inevitabilmente avuto un effetto distorsivo sul sistema dei salari, in un Paese la cui situazione salariale è già ferma al palo a causa della contrattazione collettiva, e i populisti di sinistra non si rendono conto (o fanno finta di non rendersi conto) di come l'immigrazione di massa abbia tolto opportunità proprio agli ultimi della società.
Purtroppo il dibattito politico è distorto: la paura dell'ultradestra impedisce di ragionare su ciò che si dice. Per i conduttori dei talk-show bisogna tirare everything in the kitchen sink al Vannacci di turno, e quindi non c'è tempo di pensare alle idiozie che vengono fuori dalla parte dei "buoni" (a nulla).
Non ho mai incontrato il Gen. Vannacci. Se pone anche degli interrogativi legittimi e importanti, non condivido molte delle sue idee e non sopporto molte sue uscite che ritengo totalmente “fuori luogo” (dalla “Decima” all’Italianitá di Paola Enogu). In questo caso però, il Gen. Vannacci ha ragione. Da una parte, la visione “ci servono immigrati sottopagati” è letteralmente una sorta di nuovo schiavismo. Dall’altra, questi lavori sono sottopagati perché ammettendo flussi di immigrati a basso costo, si disincentiva l’investimento in capitale fisso che aumenterebbe la produttività e avrebbe bisogno di meno forza lavoro non qualificata. D’altronde Olanda e Israele riescono ad esser leader mondiali nell’agricoltura proprio grazie all’automazione. E qui arriva la contraddizione: favorire l’ingresso di forza lavoro a basso costo significa aiutare quei “padroni” che molti dicono in realtà di voler combattere.
@desktsumu Andate su https://t.co/qMUJonK2OY e consultate l'archivio storico delle temperature (di solito arrivano almeno agli anni '80) e vedrete con i vostri occhi che state raccontando balle. Poi magari alcuni di voi abitavano in Scandinavia e si confondono....
@diTerralba Tutto giusto, ma una cosa è certa: non sarà certo "la Vera Destra" del Generale Vannacci, di cultura statalista e autoritario, a occuparsi di questi aspetti.
In quasi tutte le culture antiche gli eventi o disastri naturali venivano comunemente interpretati come punizioni divine per i peccati, le empietà o i comportamenti irrispettosi degli uomini. Qualche migliaio di anni di “evoluzione” e siamo tornati al punto di partenza.
@AIunconscious@antifatwa That's utter bullshit. I was born and raised in one of those regions and I've witnessed the decline first-hand. Before mass tourism was a thing there was at least some good manufacturing jobs; salaries were good compared to cost of living and rent/housing was cheap.
@IgnatiusReillyJ@ilpresidenthe I dati dicono che c'è stato un aumento medio di un grado centigrado. UNO! Statisticamente è rilevante, ma è praticamente impercettibile. Finitela con questa stronzata che prima nelle estati italiane non si superavano i 25 gradi perché non siete gli unici dotati di memoria.
Per i TG nazionali esistono solo il classico e lo scientifico. Le altre scuole non le considerano minimamente, tipo: "quelle sono le scuole dei poveracci"
@pnggiorgio Solo tu, a meno che non viva in Alaska o sia nato ieri... sempre stato normale da Genova in giù. Certi anni pure peggio (1999, 2003, 2006...).