Avete fatto il film su Turing che ha inventato il computer, poi su Oppenheimer per la bomba atomica, e non avete ancora fatto un kolossal sul più grande genio del XX secolo: Willis Haviland Carrier, inventore dell'aria condizionata.
La gratitudine proprio non sapete cosa sia.
Quello che, pochi istanti fa, è andato in onda a Tagadà è sconcertante. E lo è persino per un collezionista di figuracce come Antonio Tajani.
Il ministro degli Esteri, incalzato dalla conduttrice Tiziana Panella sull'ironia che lo insegue da settimane per aver consigliato agli italiani negli Emirati di "non affacciarsi se ci sono i droni", ha pensato di difendersi così:
"Qualcuno ha ironizzato su quello che ho detto perché sembra una cosa ovvia. Ma è pure una cosa ovvia uscire subito da una discoteca se c'è un incendio in discoteca. Purtroppo, per mettersi a filmare, quaranta ragazzi hanno perso la vita".
A quel punto Tiziana Panella lo ha guardato e gli ha detto quello che chiunque con un briciolo di decenza avrebbe detto: "Hanno perso la vita in quella discoteca perché qualcuno non aveva fatto tutti i lavori che doveva fare".
La faccia di Tajani, in quel momento, è tutto ciò che serve sapere su questo governo.
È la stessa faccia di chi chiedeva all'ambasciatrice in fuga dall'Iran "oggi come sono stati i bombardamenti?".
Solo che stavolta non c'è da ridere.
Perché stavolta ha preso quaranta ragazzi morti, sei dei quali italiani, e ha detto in televisione nazionale che in fondo un po' è colpa loro.
E se ancora qualcuno si chiede in che mani sia la politica estera di questo Paese, eccola lì. Seduta su quella poltrona, con quell'espressione, incapace perfino di tacere davanti a una strage.
#CransMontana