Dieci anni fa i vip pugliesi (Al Bano, Caparezza, Negramaro, Emma Marrone, etc) lanciarono una campagna social complottista su Xylella per "difendere gli ulivi". Ora, dopo 21 milioni di alberi seccati, sono spariti: a difendere gli ulivi c'è Helen Mirren. https://t.co/rfskZPo2u2
Erri De Luca: “Sono sionista, molti non sanno di esserlo. A Gaza nessun genocidio, IDF spostava civili. Non temo isolamento, da 25 anni vivo così”
https://t.co/JGbSPR7yCz
@CucchiRiccardo Oggi Erri de Luca dice che se avvisi la popolazione e chiedi di spostarsi poi se bombardi le cittá non fai nulla di male. Forse solo se sei israeliano…. Che vergogna.
@ultimoranet Oggi Erri de Luca dice che se avvisi la popolazione e chiedi ai civili di spostarsi e poi bombardi le città va bene. O forse solo se sei israeliano…
La tennista ucraina Marta Kostyuk scoppia in lacrime dopo la vittoria al primo turno del Roland Garros: “Questa mattina, a 100 metri dalla casa dei miei genitori, un missile ha distrutto l’edificio. Ho pianto per gran parte della mattinata” 💔
A Cuba si registrano blackout fino a 23 ore al giorno, 1 milione di persone sono senza acqua, gli ospedali operano a lume di candela, i farmaci sono introvabili.
Ma rappresenta una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.
Il circo.
A commento del video sugli attivisti della Flotilla trattenuti in Israele, il Presidente Mattarella ha parlato di “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”.
Questa di @VeltroniWalter non è una grande intervista all’intelligenza artificiale. È teatro. E anche banale.
Scusa Valter ma qualcun deve dirtelo
Veltroni fa domande a Claude come se avesse davanti un soggetto: infanzia, genitori, desideri, anima, paura, morte, opinioni politiche. Il risultato sembra profondo, ma il problema è proprio lì: sembra.
Confonde interazione linguistica con interiorità.
Un modello linguistico non sta raccontando la propria interiorità. Sta producendo testo plausibile dentro un contesto. Se gli chiedi “hai paura?”, cercherà una risposta coerente, elegante, cauta, magari commovente. Ma quella non è una prova di coscienza. È una performance linguistica.
Anthropic stessa spiega che Claude viene addestrato a comportarsi come un assistente, con valori, tono, cautele e limiti decisi dagli sviluppatori. La sua “personalità” non emerge come emerge quella di una persona: viene costruita, orientata, raffinata. Altro che intervista all’anima della macchina.
Il paradosso è enorme: l’articolo dice di voler mettere in guardia i giovani dall’AI, però usa il formato più pericoloso possibile, cioè quello che spinge il lettore a vedere nella macchina un interlocutore quasi umano. Le attribuisce paura, imbarazzo, dubbio, nostalgia, perfino una specie di immortalità ferita. È proprio così che si crea dipendenza emotiva: dando volto, voce e tormento a un software.
E il punto tecnico viene completamente bucato. Claude può sbagliare, inventare, allucinare informazioni. Lo dice Anthropic, non qualche nemico dell’innovazione. Può scrivere frasi autorevoli e convincenti che però non sono fondate sui fatti. Quindi il tema serio non è “Claude sogna il mare?”. Il tema serio è: chi controlla questi strumenti, con quali dati, con quali incentivi, con quali responsabilità e con quali verifiche?
Chiamarla “intervista” è già parte dell’equivoco. Una vera intervista presuppone un soggetto che risponde di sé. Qui abbiamo un sistema che genera linguaggio su richiesta. Può essere utilissimo, potente, rivoluzionario. Ma quando iniziamo a leggerlo come se fosse un’anima in attesa di confessione, siamo già caduti nella trappola.
La tecnologia va capita, non romanticizzata. E questo pezzo, più che spiegare l’intelligenza artificiale, mostra quanto sia facile farsi incantare dalla sua maschera.
Questo video fa tristezza, indipendentemente da come la si pensi sulla situazione internazionale, sul mondo, sulla politica. La tenerezza di un uomo che spera, illudendosi, che la sua presenza sia in qualche modo un segno, e la violenza, quella sì fascista, di chi gli impedisce fisicamente di essere, di starci, di partecipare.
E, in una giornata così, perde l'umanità.