Si, forse ha ragione @Ivan_Grieco: fargli continuamente le domande a cui non vuole e non puo' rispondere serve a far perdere a lui e ad ai suoi accoliti la facciata di responsabilita' che cerca di costruirsi.
Sono questa roba qua.
La cosa drammatica - per davvero - e' che ci sono un paio di milioni di italiani a cui va bene esattamente questa roba qua. E' questo il problema non il signore che diventa violento quando gli fanno le domande scomode.
Vorrei dire che a Michele Boldrin, di "pirsona pirsonalmente", della querelle con @CarloCalenda importa nulla.
Le mie devianze caratteriali - reali o percepite che siano - contano zero. Lo stesso vale per le sue devianze caratteriali, reali o percepite che siano.
L'unica cosa che conta e' se i due partiti - i loro quadri ed iscritti, anzitutto e soprattutto - concordano sulle cose da fare per il paese, oppure no. L'unica cosa che conta e' se i quadri e gli iscritti dei due partiti (e degli altri a cui la cosa dovesse interessare) si accordano su un programma di governo ed un progetto di Italia altri da quelli oggi dominanti e che i due pollai propongono.
Di questo si dovrebbe discutere e di queste questioni dovrebbero, iscritti e quadri, discutere pubblicamente da Bolzano a Trapani e da Aosta a Lecce.
Lo facciano: se vogliono possono farlo anche senza alcun "ordine dal centro". Son tutti adulti!
Appartengo a quella schiatta, credo oramai in via di estinzione, che ritiene la politica la debbano fare i cittadini in prima persona e che i supposti "leader" debbano servire da coordinatori e portavoce, non da padri-padroni.
Tutto il resto viene dopo e, alla fin fine, e' alquanto secondario.
Tutto il resto - come disse Fischer Black in una lectio magistralis - e' solo rumore che la storia del Paese cancella e dimentica. Perche' nella storia di un Paese contano i fatti che i cittadini, collettivamente, riescono o non riescono a realizzare. Hic rodus hic salta.
P.S. Il messaggio che leggete e', come da incipit, scritto di pirsona pirsonalmente. Se domani il Direttivo e l'Assemblea di @ora_italia mi diranno che si tratta di una mattana personale che non avrei dovuto scrivere, ne paghero' le conseguenze.
Ma, avendoci pensato, io cosi' la vedo da lungo tempo.
Vedo molti stupiti che possa esistere una destra (o anche una sinistra) orientata ad Occidente e schierata con l’Europa contrapposta ad una populista filorussa.
La confusione nasce dal fatto che in Italia convivono negli stessi schieramenti se non addirittura nello stesso partito
Il furbo Robin Hood di Lega&Russia Unita non ha capito che più lui ruba alle ricche banche per dare ai poveri, più le ricche banche poi scaricano i costi sui correntisti e sui mutuatari. Basterà poco alle banche aumentare una commissione qui, un costo amministrativo lì e il gioco sarà fatto! Se davvero si volesse ridurre gli utili che le banche raccolgono, per lasciare più risorse ai cittadini, andrebbe fatto promuovendo CONCORRENZA nel mercato bancario e finanziario, svecchiando un sistema troppo concentrato e troppo bancocentrico, generoso solo con chi i soldi li ha già e molto avaro con chi li chiede per crescere e sviluppare nuove idee.
Ma vi dico anche come finisce in realtà: che le ricche banche e Robin Hood troveranno la quadra; le prime verseranno l'obolo per far felice Robin, il quale si impegnerà a non toccare le rendite di posizione di cui le banche godono: così, il prossimo anno, insieme potranno fare l'ennesima tosatura delle pecore, imprese e famiglie.
We are not "liberal".
At least not, not even remotely, in the sense in which the world "liberal" is used today in Italy and across most of Europe.
Liberalism is an interesting but confused ideological system that I personally find substantially unable to understand current societies and provide tools to address their most dramatic problem.
We have taken a pragmatic path, that aims at being as free from ideological dogmas as possible.
Our constituency is the young Italian and European people who wants economic growth, technological progress, evidence-based decision making, personal freedom and the respect of human rights both collectively (Ukraine, Palestine) and personally (women, gays, cannabis ...).
Finally, we are a "party in the making", as our associates are still working, since about 10 months ago, on the political program and the territorial organization of the party, as well as on the choice of its internal democratic organization and its leadership.
@Forchielli and myself initiated it but we are - by no means - the owners. More the "innovators" or "creators" of a start-up that will soon go public with a lot more shareholders and managers than the two of us.
Further, we are looking forward to create European branches in most countries of Europe. European countries need to wake up and react to the damaging effects of the two populism.
Join us at movimentodrindrindotit
Anche oggi una coda pazzesca per #turisti e cittadini a Roma Termini per aspettare un #taxi.
Bisogna fare subito la riforma del settore (come propongo nel referendum) per sbloccare una situazione davvero incredibile.
Il ciclo è questo e si ripete da decenni.
Il governo in carica impone regole assurde, rapina sistematicamente i cittadini e fa danni. L'opposizione tuona contro il governo e il leader di turno dice cose banali e a volte di buon senso.
Il gregge degli elettori dà il voto all'opposizione.
Il nuovo governo lascia intatte tutte le follie di quello precedente, ruba, inventa regole ancora più folli e danneggia.
L'opposizione si lamenta e promette di governare con un po' di buon senso.
Le pecore tornano ai seggi, pronte a dare il voto all'opposizione.
E così all'infinito.
Se, a volte, vince un candidato che vuole veramente smontare il sistema oppressivo le alternative sono tre: se lo comprano, lo ricattano, lo levano di mezzo.
È accaduto di nuovo.
Succede a Modena che la comunità ucraina annuncia un evento con Yuri Previtali, volontario italiano nella Difesa ucraina, con la partecipazione di @Clod_Locatelli . La famigerata Associazione Culturale Russia Emilia-Romagna lancia un boicottaggio, invitando i cittadini a scrivere alla polisportiva che avrebbe dovuto ospitarlo.
Segue il solito diluvio di offese e minacce, e il titolare si ritira.
Una censura bella e buona: si silenzia una voce che racconta la lotta per la libertà dall’oppressore russo. La propaganda di Putin soffoca il dibattito, importa le sue menzogne e isola chi prova a dire la verità.
Modena non è nuova a queste ingerenze. Di recente è stata anche tappezzata dai soliti manifesti “La Russia non è il mio nemico”, contro Mattarella, per fortuna il sindaco ha già annunciato la rimozione.
Questo evento deve svolgersi. Anche perché, sabato, nella stessa città, si terrà un incontro sulla “Russophobia” con il libro di Vincenzo Lorusso con la prefazione di nientemeno che Maria Zakharova, la “propagandista in capo” del Cremlino. Una vergogna.
Difendere la libertà di espressione contro il politicamente corretto e’ giusto. Come dovrebbe essere altrettanto giusto difendere la libertà di espressione di @MarianoGiustino : da anni oramai il suo magistrale esempio di giornalismo viene ostacolato dalla occhiuta ed interessata stupidità degli algoritmi censori. Ora sulle piattaforme di @Meta - #Facebook ed #Instagram- i suoi profili sono stati definitivamente disabilitati . Ricordiamoci che “se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire” (George Orwell). Ricordiamoci di esser grati a Mariano . Non restate insensibili.
🇬🇧 #PremierLeague say they’ll extend the £30 cap on away ticket prices to the 2025-26 season, the tenth straight with the cap in place.
🇮🇹 La Premier annuncia che il prezzo massimo per i biglietti dei settori ospiti resta a £30 sterline anche nel 2025-26, il 10° anno di fila
Io credo sia proporzionato alla ricchezza delle regioni del nord rispetto a quella di quelle del centro e del sud ...
Solo se la criminalità organizzata (mafia, camorra, ndrangheta, scu ecc ...) investisse nel calcio centinaia e centinaia di milioni di euro, cambierebbe qualcosa
Caro @marcotravaglio, qualche sera fa ho assistito alla tua ennesima performance di propaganda ad @OttoemezzoTW cui ha partecipato, in qualità di tuo complice, anche Lucio Caracciolo e continuo a trovare incredibile la naturalezza con la quale, senza vergogna, menti pubblicamente, in violazione delle regole etiche e deontologiche che dovrebbero guidare il tuo lavoro.
Quando sostieni che il mito - o meglio “balla” come l’ha definita @paolomieli - della responsabilità di @BorisJohnson nel naufragio dei colloqui tra Russia e Ucraina nel 2022 a Istanbul sarebbe avvalorata dalle parole del capo negoziatore della delegazione di Kyiv David Arakhamia, mi domando se tu quell’intervista l’abbia mai veramente ascoltata o ti sia invece limitato a fare il copia e incolla delle manipolazioni che ne hanno fatto i principali organi di disinformazione pro Mosca.
Io l’ho fatto. L’intervista è stata rilasciata alla giornalista e autrice ucraina Natalia Moseichuk, ed è andata in onda il 24 novembre 2023 sul canale 1+1. A circa un terzo del lungo confronto si parla proprio dei colloqui a Istanbul, in merito ai quali il funzionario dichiara esattamente il contrario di quello che tu sostieni.
In particolare Arakhamia conferma che il punto centrale delle richieste di Mosca fosse la non adesione alla NATO, ma non dice affatto che era stato raggiunto un accordo. In vari interventi tv ed editoriali tu parli di 18 bozze che le delegazioni si sarebbero scambiati e di una finale persino firmata. Queste affermazioni erano state fatte da Putin in persona davanti ad una rappresentanza di alcuni leader africani ai quali aveva persino detto che quel documento si chiamasse “Accordo sulla neutralità permanente dell'Ucraina e sulle garanzie di sicurezza”.
Se tu avessi veramente ascoltato l’intervista di Arakhamia, sapresti che quel documento semplicemente non esiste, tanto che l’intervistato fa notare alla giornalista che, se fosse stato reale, Putin non avrebbe esitato a mostrarlo, cosa che invece non ha mai fatto. La ragione è semplice e ovvia per chiunque sappia come funziona una democrazia: la delegazione non aveva potere di firmare nulla, tanto più un accordo in violazione della costituzione Ucraina (che prevede l’obiettivo dell’adesione alla NATO dal 2019). Un eventuale accordo lo avrebbe semmai potuto firmare il Presidente, per poi sottoporlo al vaglio della Rada, che a differenza di quanto avviene con la Duma in Russia, a Kyiv non è un organismo di mera ratifica.
L’intervistatrice peraltro incalza Arakhamia, chiedendo il perché non avessero accettato quelle condizioni. E lui spiega ciò che tutti tranne te e Caracciolo sanno bene, e cioè che dopo 8 anni di annessioni, scontri e provocazioni l’Ucraina pretendeva garanzie per la propria sicurezza che Mosca non era disposta a dare.
Segue poi una domanda diretta sul ruolo di Johnson e sulle sue presunte ingerenze, alla quale il consigliere risponde chiaramente che si tratta di menzogne dette da chi vuole interferire politicamente e che quella di non firmare fosse appunto, invece, una scelta della parte Ucraina, a causa delle condizioni poste dalla Russia, oltre che per i vincoli giuridici e costituzionali. Johnson visitò effettivamente Kyiv, ma, come spiega Arakhamia, quel viaggio era avvenuto dopo il rientro della delegazione da Istanbul. Lo stesso intervistato precisa anche che l’Ucraina non aveva ricevuto alcuna pressione dai partner occidentali, i quali avevano accesso alle bozze di accordo, ma che non erano nemmeno al corrente di tutti i dettagli dei colloqui.
Di fatto quindi quella dell’intervento di Johnson resta una balla colossale, come sostenuto anche da Foreign Affairs e New York Times, mentre le tue presunte prove sono menzogne di disinformazione, incredibilmente identiche a quelle diffuse dal Cremlino e che tu ripeti da bravo e obbediente propagandista, anziché verificarle come invece dovrebbe fare un giornalista.
Dimostrami che sono io che mento, se ci riesci. Qui o di persona. Io ci sto.
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