@InsiderSeducao Da quello che si racconta, il fratello di mio bisnonno uccise la sua amante perché si fidanzò! E un fratello di mia nonna materna attentò all'allora re ditalia e scappò in francia...
Lo ripubblico avendolo cancellato per errore!
L'ho trovato su tiktok ieri notte. Molto interessante! Da guardare!
Ormai sta girando tantissimo.. visto da Sottile e Bugalalla
#garlasco
Quando trovarono i famosi abiti con scarpe nel canale, fu "raccomandato" a chi li trovò di non farne parola con nessuno. Alla vedova del sig. Ferri "imposero" il silenzio. (Lei aveva pure paura d'essere uccisa). Il ragazzo che trovò gli abiti fu trovato morto! Ehhh!🔥🔥
#Garlasco
TUTTO QUESTO È MOLTO GRAVE!!!
Solidarietà all’avvocato #DeRensis e all’avvocata #Bocellari per la mancanza di rispetto avuta dal collega Aiello.
“Soggetti senza fissa dimora” 🤦🏽♂️🤦🏽♂️🤦🏽♂️
#Garlasco
La richiesta di revisione per Stasi slitta perché ci sono elementi molto, molto forti a suo favore che la procura di Milano e di Pavia dovranno prima valutare.
[Post di #AlbinaPerri su Fb]
#Garlasco
selvaggia_paginaufficiale
🔴 24 FALDONI IN CASSAFORTE.
Una stanza della Procura di Pavia. Una cassaforte. E dentro, secondo la ricostruzione pubblicata da Luigi Grimaldi, 24 faldoni sul delitto di Garlasco.
Nel marzo 2023, durante la riorganizzazione degli uffici, il procuratore Fabio Napoleone ne dispone l’apertura.
Dentro: consulenze medico-legali, documentazione sul DNA, perizie, BPA, Laser Scanner 3D, impronte di scarpe, atti di parte civile. E copertine recanti il nome dello studio dell’avv. Gian Luigi Tizzoni.
Questo, da solo, non dimostra chi abbia formato o custodito quella raccolta.
Ebbene, il punto è proprio questo.
Se erano semplicemente copie di atti già acquisiti, perché conservarle separatamente in una cassaforte?
Se invece vi fosse stato materiale mai confluito nei fascicoli ufficiali, la questione sarebbe ben diversa. Ma questo, allo stato, non può essere affermato senza prova.
Restano tre domande:
Chi ha formato quell’archivio?
Chi ce l’ha messo?
Perché si trovava lì?
È spesso nelle domande rimaste senza risposta che gli atti cominciano a parlare.
Prima gli atti, poi le opinioni.
Fonte della ricostruzione: Luigi Grimaldi.
#Garlasco #ChiaraPoggi #CronacaGiudiziaria #FabioNapoleone
⭕️⭕️⭕️ I magistrati contro l’avvocato Aiello! Oh.
Garlasco: l’Anm Brescia (associazione nazionale magistrati) replica all'avvocato di Venditti: ���la sua un’uscita scomposta”. Aiello aveva parlato di 'vicenda indecorosa'. GABOARDI: 'Indecorosi i suoi attacchi!”
Indecorosi nella vicenda 'Venditti' sono solo gli attacchi scomposti e offensivi rivolti, ben oltre la legittima critica, a due magistrate che si sono limitate, con scrupolo e acribia, a svolgere il loro lavoro". Così Andrea GABOARDI, presidente dell'Anm di Brescia, replica alle dichiarazioni dell'avvocato Domenico Aiello, difensore dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, dopo l'archiviazione dell'accusa di corruzione nei confronti del magistrato. Venditti era finito al centro dell'inchiesta bresciana con l'accusa di avere ricevuto denaro dalla famiglia Sempio per favorire l'archiviazione, nel 2017, della posizione di Andrea Sempio nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il gip di Brescia ha accolto la richiesta della Procura e archiviato la posizione di Venditti, ritenendo non sostenibile l'accusa nei suoi confronti. L'ipotesi di corruzione resta però oggetto di accertamenti per altre persone e gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Pavia. Ieri Aiello, commentando l'archiviazione, aveva parlato di una vicenda "triste, indecorosa", contestando l'operato delle due magistrate bresciane che avevano condotto l'indagine e sostenendo che nei confronti del suo assistito vi fosse stato un "linciaggio mediatico". A queste parole risponde ora il presidente dell'Anm Brescia. "Il loro lavoro - aggiunge GABOARDI - ha consentito, insieme a quello, connotato da analoga professionalità, di altri colleghi, di addivenire all'esito riportato dalla stampa".
[Post di #AlbinaPerri su Fb]
#Garlasco
@giusbrindisi Il grande professore De Stefano, professore, presidente e luminare, secondo Venditti.
Tra poco lo vedremo passare seduti sulla riva del fiume...
"Sono entrati nuovi elementi sia in Procura Generale a Milano sia in Procura a Pavia... elementi nuovi che picconerebbero alcuni lembi di indagine del 2007 che ha portato alla condanna di Alberto Stasi ".
Grazie @skin_1976 🙏
Ahh... Annarè, spiaze!
#Garlasco#IgnotoX
#Pavia#Sempio#Lomellina#Riso
Maxi frode sul riso biologico in Lomellina: indagati i figli dello storico patron Francesco Sempio
Come riportato da La Provincia Pavese:
https://t.co/PwSgZB7wlI
un’imponente inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Pavia e dagli ispettori dell’Icqrf ha portato alla luce una presunta maxi frode da oltre 10 milioni di euro legata al commercio di falso riso biologico.
Al centro dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alberto Palermo e guidata dal Procuratore Capo di Pavia Fabio Napoleone, figurano 17 persone e 14 aziende agricole della Lomellina. Tra gli indagati spiccano i nomi dei fratelli Isidoro e Bruno Daniele Sempio, rispettivamente di 55 e 52 anni, figli di Francesco Sempio, lo storico imprenditore fondatore del colosso Euricom che ha segnato la storia dell'industria del riso in Italia e in Europa.
L'impianto accusatorio e i numeri del sequestro
Il Giudice per le Indagini Preliminari Maria Cristina Lapi ha disposto il sequestro preventivo per equivalente di circa 10 milioni di euro, somma calcolata come profitto illecito delle attività contestate:
9,8 milioni di euro derivanti dalla vendita di oltre 40.000 tonnellate di riso spacciato per biologico sul mercato, ottenendo un ingiusto sovrapprezzo a carico dei consumatori.
400.000 euro percepiti indebitamente sotto forma di contributi pubblici e sovvenzioni comunitarie destinate all'agricoltura biologica.
I due fratelli Sempio risultano iscritti nel registro degli indagati in qualità di amministratori della loro società agricola di coltivazione diretta (Società Agricola Fratelli Sempio Isidoro e Bruno S.S.). Tra gli altri nomi coinvolti compare anche Paolo Pietro Gianni Ghiselli, sindaco di Sartirana Lomellina e amministratore di un'ulteriore azienda agricola del territorio.
Le anomalie e le analisi di laboratorio
L'inchiesta, scattata nel 2023 a seguito delle prime denunce presentate da FederBio, ha fatto emergere forti discrepanze tra la superficie dei terreni dichiarati a biologico e i volumi sproporzionati di prodotto raccolto.
Le successive perquisizioni, le intercettazioni telefoniche e le analisi effettuate sui campioni di piantine prelevati nei campi hanno rivelato l'impiego massiccio di fitofarmaci, concimi e diserbanti vietati nei disciplinari del biologico. Secondo la Procura, l'uso di sostanze chimiche permetteva alle aziende coinvolte di ottenere rese per ettaro nettamente superiori alla media delle coltivazioni naturali.
Un altro elemento ritenuto fortemente indiziario dagli inquirenti è la repentina "fuga" di tutte le 14 aziende coinvolte dal sistema di certificazione biologica subito dopo i primi controlli della Guardia di Finanza, nonostante le colture fossero state riconfermate come "bio" soltanto un mese prima delle ispezioni.
La Procura di Pavia ha tenuto a precisare che la presunta condotta fraudolenta riguarda esclusivamente le aziende citate nel provvedimento e che la stragrande maggioranza dei produttori risicoli pavesi e lomellini opera nel pieno rispetto delle regole e della qualità del prodotto.