Cronaca di Bologna.
Ieri ho visto sfilare il corteo: nessun maranza, una marmaglia di poche centinaia di unità, di tutte le età, partite col chiaro intento di fare casino.
In via Riva Reno, dove poi sono avvenuti gli scontri, c’erano già fotografi e cameraman appostati.
Una laurea in Comunicazione, un master in Scienze Politiche alla Statale, dove per due anni è stato senatore accademico, collaboratore e analista per testate prestigiose, un expertise in politica internazionale con focus sui problemi del Maghreb e una recente attenzione alle questioni del razzismo in Italia. Non è proprio un profilo da "descamisado" quello di Youssef Siher, il trentenne di origini marocchine intercettato dalla Digos come organizzatore delle chat del Movimento 17 Ottobre, il coacervo ritenuto all'origine dei disordini dello scorso weekend. Siher, residente nel bresciano, è stato individuato e perquisito a casa di un’amica a Milano, poi portato in Questura. È accusato, per il momento, di istigazione a delinquere.
L'articolo completo di Massimo Pisa su Repubblica Milano
#rep
Meno male che è solo un ragazzino!
Il dodicenne, marocchino, residente nel quartiere Barona (periferia sud-ovest di Milano, case popolari), frequenta la seconda media.
I Carabinieri lo hanno identificato a scuola dopo che era apparso in video virali sui social (TikTok, Instagram ecc.) durante gli scontri e i saccheggi del 17-18 ottobre 2026 nel centro di Milano
Nei filmati lo si vede vestito di scuro con passamontagna/scaldacollo, uscire dal negozio di abbigliamento Luigi Fusaro in via Dante carico di cinture (ancora con etichetta), vicino a cestini o bici incendiati, e in atteggiamento di sfida verso chi lo riprendeva (con commenti sulla sua altezza, circa 1,30 m).
Non è penalmente imputabile perché ha meno di 14 anni (soglia italiana di imputabilità). Il caso è stato segnalato alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali; non può subire conseguenze penali dirette, a differenza dei molti altri minori (soprattutto 15-16enni) arrestati o denunciati per devastazione/saccheggio, furto e resistenza.
Secondo compagni di scuola e di quartiere, non conosceva le ragioni della protesta e “è andato lì per fare casino e diventare ricco” (la merce rubata si rivende facilmente).
È arrivato dal Marocco circa 4 anni fa (verso la fine delle elementari); la scuola lo seguiva con un piano didattico personalizzato. La preside lo ha riconosciuto dagli occhi e ha raccontato un clima di scoramento tra i docenti.
I genitori (in un’intervista al Tg1) hanno sostenuto che ha sbagliato, che le cinture gliele avrebbero messe addosso altri e che è tornato a casa senza nulla di rubato; e che lo terranno più sotto controllo.
[Grazie alle @redazioneiene per il lavoro di ricostruzione anche delle immagini.]