«Abbiamo ucciso l’ayatollah, sostituendolo con uno più giovane e radicale. Non abbiamo fatto nulla per i manifestanti in Iran. Abbiamo rimosso le sanzioni. Abbiamo ottenuto un cessate il fuoco che avevamo già prima della guerra. Abbiamo aperto Hormuz, che era già aperto prima. Abbiamo speso chissà quanti miliardi di dollari in bombe e missili. Molte vite americane e civili sono state perse. Abbiamo dato all'Iran il controllo completo dello Stretto di Hormuz e buttato dentro un minimo di 300 miliardi di dollari. In questo momento Melania Trump si sta chiedendo: come posso ottenere un accordo del genere?» (Jimmy Kimmel)
«Ciò che lega Russia, Cina, Iran e Corea del Nord non è la religione o l’ideologia. La Cina è comunista, la Russia nazionalista, l’Iran teocratico. Ciò che li unisce è la paura del linguaggio liberale: diritti, stato di diritto, separazione dei poteri e tribunali indipendenti». (@anneapplebaum)
Gentile Direttore @lucfontana, gli articoli che @carlorovelli manda dalla Cina, esaltanti una brutale dittatura e pieni di critiche verso i sistemi democratici, sono veramente un obbrobrio. Lei li legge? Il Corriere ha veramente bisogno di questo pattume?
Una delle cose più commoventi di questo giro per l’Italia che sto facendo per presentare il mio libro “Difendere la libertà” è che ad ogni tappa arriva la comunità ucraina. Mi portano oggetti tradizionali, icone. Per ringraziarmi di quello che faccio per loro.
Ma il mio ringraziamento va sempre a loro. A quello che stanno facendo e dimostrando al mondo intero. Una resistenza vera e coraggiosa. Non uno slogan.
Slava Ukraini. 🇺🇦
Nona, Matteo per essere accolto nel campo largo si è astenuto sul nucleare, non ha dichiarato come ha votato sul referendum per la separazione delle carriere; ha votato una mozione per disconoscere gli impegni NATO; figurati cosa gliene frega dell’Ucraina che ha mollato da un pezzo. Se gli chiedessero di fare la pedicure a Conte per quattro posti in parlamento, lo vedresti con forbicine e limetta dopo un secondo.
Comunque l’ipotesi suggerita dal Fatto quotidiano sulla “morte sospetta” in un incendio domestico degli avvocati uruguayani del bambino adottato da Nicole Minetti è seconda, per fantasia, solo all’avvelenamento con ignote sostanze radioattive di Imane Fadil per favorire Berlusconi esattamente come accadde con l’omicidio Matteotti e l’omicidio Pecorelli per favorire rispettivamente Mussolini e Andreotti. Anche quella storia fu opera di Marco Travaglio sul Fantasy quotidiano.
Il nostro “giornalismo d’inchiesta” si fonda sul protervo rifiuto di una regola elementare: le notizie non verificate non si possono e non si debbono pubblicare. Non basta che “una fonte” abbia detto che Tizia reclutava prostitute, o che il Ministro Caio frequentava Sempronio. Bisogna verificarne l’attendibilità soggettiva, l’assenza di interessi a dire il falso o a manipolare il vero, e soprattutto occorre acquisire riscontri “esterni” alle dichiarazioni della fonte. Il che costa molta fatica, e autentica capacità investigativa. Tutto qui
Ma queste persone non provano nessun disgusto a pensare che i soldi che noi dovremmo usare per comprare gas russo servirebbero a foraggiare i bombardamenti sulle case ucraine tutte le sante notti? Non importerebbe a loro esserne complici?
Il bluff sul nucleare quando per abbassare le bollette subito, non tra vent’anni, basterebbe una cosa molto più semplice
Ma siccome siamo nelle mani di imbecilli…
#Cacciari e #Travaglio ad #AccordieDisaccordi
De Gregori ovviamente è libero di (non) dire e di (non) fare quello che vuole. Magari qualcuno gli spieghi che l'ignavia è complicità. A maggior ragione nel tempo che stiamo vivendo. C'era una volta il principe dei cantautori.
Nell' ultima premier league, l' Arsenal ha battuto il record di gol da calcio d' angolo portandolo da 16 a 19. Per la quasi totalità si è trattato di angoli stretti sul secondo palo che prevedevano due/tre calciatori a caricare preventivamente sul portieri impedendogli l' uscita.