Sui muri di tre istituti dell'Università di Yakutsk in Russia sono comparsi queste scritte : "Gli studenti non sono carne da cannone. L'università non è un ufficio di reclutamento"
In bocca al lupo ai ragazzi e alle famiglie per l'imminente arrivo dell'FSB
La verità è che un centro esiste, ma è diviso. Ognuno vuole essere il protagonista e guardare al proprio orticello. Solo #Renzi, più volte, ha invitato tutti a unirsi sotto un'unica lista. Ma la sua presenza è troppo ingombrante per i politici mediocri e nessuno vuole misurarsi.
Eccoci qui al Parlamento europeo! Con @pinapicierno ho condiviso tante battaglie e anche tanta amicizia. Lo si vede dai nostri sorrisi.
Pina è una donna libera e forte; ha portato avanti battaglie importantissime per il futuro dell’Europa con determinazione e coraggio, e con molto sacrificio personale.
Se ha scelto di uscire dal Pd, lo ha fatto in modo sofferto e molto meditato. Come la sottoscritta, d’altronde. Non è facile, né banale, né automatico uscire dal partito in cui si è militato e in cui rimane una comunità di persone e dirigenti di altissimo livello a cui si è molto legati.
Ma ci sono momenti in cui occorre prendere delle decisioni, senza indugi, e salvare la coerenza con le proprie storie, con i propri valori, con i propri obiettivi. E non si può sempre fare il controcanto o il bastian contrario dentro a un partito che ha una maggioranza schierata con la segretaria ben oltre al 90%!
Si può - per coerenza e non per capriccio - uscire per trovare una maggiore agibilità politica. Per un sostegno all’Ucraina senza se e senza ma, per una difesa europea che pragmaticamente passa anche da investimenti nazionali, per una politica industriale priva di qualsiasi orpello ideologico, per una modalità di fare politica orientata al risultato e che non si traduce sempre e comunque nel dire NO No e No a qualsiasi cosa.
Oggi il PD, legittimamente, ha spostato il proprio asse su un versante identitario e radicale. Chi nega questo nega la realtà.
Non si capirebbe poi perché ci si dà tanto da fare per creare una gamba moderata, proprio per iniziativa degli stessi dirigenti PD... Una cosa surreale... Ma, allo stesso tempo, il riconoscimento oggettivo che il PD ha cambiato natura e non è più il PD a vocazione maggioritaria delle origini. Tutto legittimo, ma è anche legittimo essere coerenti con se stessi e trovare spazi dove si viene riconosciuti per quello che si rappresenta.
Io e Pina continueremo a fare le nostre battaglie, dentro alla famiglia centrista di Renew Europe, senza cambiare di una virgola. Per l’Europa, per le prossime generazioni, senza sbavature populiste o rincorse ad estremismi pericolosi.
Forza Pina! Un abbraccio @pinapic
La campagna del @fattoquotidiano su #Minetti era del tutto falsa e pretestuosa. Travaglio è platealmente smentito dalla Procura generale di Milano.
Un metodo ancora una volta sbagliato che trasforma l’informazione in disinformazione ha tratto in inganno perfino il Quirinale.
É gravissimo. E non casuale.
Domani sul @ilriformista ci occupiamo di lorsignori.
Ehi @marcotravaglio@marcolillo@antonellocapor2 e Company, io l’ho scritto un mese fa. Adesso che ve lo ha spiegato bene anche la Procura generale di Milano, ce la fate a pubblicare una smentita chiara e un onesto corsivo di scuse?
E permettete una domanda. La trappola nella quale avete trascinato il Quirinale è tutta farina del vostro sacco o vi è stata suggerita da qualcuno?
@fattoquotidiano@OttoemezzoTW@La7tv@Quirinale
L’esercito israeliano ha arrestato un giovane palestinese, Mahmoud al-Najjar, diretto a Roma per studiare all'Università Tor Vergata.
È stato riconosciuto tra i responsabili del 7 ottobre: si sarebbe macchiato di concorso in strage, violenza sessuale, omicidio plurimo e torture.
Per fortuna è stato arrestato da Idf al valico di Kerem Shalom, mentre era in viaggio per l'Italia.
Caro @Antonio_Tajani come sono stati selezionati i palestinesi che vengono a studiare a Roma? Dove li avete presi, li ha mandati per caso la Albanese?
@ilriformista@Setteottobre_@studisraele@IsraelMFA@ItalyMFA@Antonio_Tajani@IsraelinItaly@IDF
Altro che “apertura al dialogo”. Dal forum di San Pietroburgo, Putin rilancia minacce e crimini di guerra: «La Russia perseguirà la denazificazione dell’Ucraina, le truppe continuino a lavorare, non c’è motivo di incontrare Zelensky».
La presidente del Senato russo Valentina Matvienko attacca i leader europei «e la loro politica aggressiva». Intanto però suo figlio continua a usare la lussuosa villa di famiglia a Pesaro, nonostante Matvienko sia sotto sanzioni. Tutto normale?
MELONI E GIORGETTI ESULTANO PERCHÉ BRUXELLES GLI DICE DI FARE L’OPPOSTO DI QUANTO HANNO FATTO FINORA
Fa sorridere vedere Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti dichiararsi soddisfatti delle raccomandazioni della Commissione europea. È un po’ come vedere uno studente festeggiare dopo una pagella piena di insufficienze perché il preside gli concede un’ultima possibilità per recuperare.
La Commissione certifica che l’Italia continua a soffrire di gravi squilibri macroeconomici, resta sotto procedura per deficit eccessivo, ha un debito enorme, una crescita della produttività stagnante, salari tra i più penalizzati d’Europa, una sanità in difficoltà, una povertà ai massimi storici e un Mezzogiorno che continua ad accumulare ritardi infrastrutturali e sociali.
Ma Meloni e Giorgetti esultano.
Esultano perché Bruxelles concede all’Italia la possibilità di utilizzare circa 14 miliardi per affrontare la crisi energetica. Peccato che la stessa Commissione chiarisca che quelle risorse non potranno essere utilizzate per le misure spot e propagandistiche con cui il governo ha gestito finora l’emergenza: niente tagli temporanei delle accise, niente bonus improvvisati, niente operazioni elettorali a termine. Quei fondi dovranno servire per interventi strutturali, per accelerare le rinnovabili, l’elettrificazione e la riduzione della dipendenza energetica.
In altre parole, Bruxelles concede al governo di spendere soldi per fare esattamente l’opposto di ciò che ha fatto fino ad oggi.
Non solo. Nelle sue raccomandazioni la Commissione tira le orecchie all’esecutivo praticamente su tutto: ritardi nell’attuazione del Pnrr, giustizia troppo lenta, tasse sul lavoro troppo elevate, salari insufficienti, divari territoriali crescenti, scuola da riformare, sanità da rafforzare, carenza di personale medico, povertà in aumento e Sud che continua a essere lasciato indietro.
Significativo è anche il richiamo al Mezzogiorno. Bruxelles chiede di destinare risorse alle regioni meno sviluppate e di colmare i deficit infrastrutturali.
Esattamente il contrario di chi pensa di utilizzare i fondi destinati alla coesione territoriale per coprire altre spese o tappare le falle create dall’incapacità del governo.
Alla faccia della soddisfazione.
Quando la Commissione europea ti dice che hai il debito fuori controllo, i salari troppo bassi, la sanità in difficoltà, la povertà ai massimi storici, il Sud in ritardo e la produttività ferma, forse non c’è molto da festeggiare. C’è da lavorare. E soprattutto c’è da smettere di raccontare agli italiani che va tutto bene quando perfino Bruxelles certifica il contrario.
@SandroRossi_x@pinapic "Picierno se ne va perché non manda giù il compromesso che Schlein costruisce con Conte, l’ambiguità sul fascismo putiniano, la propaganda filo Putin dei Cinque Stelle". Neanche io. E non vi voterò mai se sarete alleati con questi. Piuttosto vado al mare.
"Putin verrà informato più tardi della lettera di Zelensky, ora è impegnato".
(Ora è impegnato in un importantissimo faccia a faccia col presidente dell'Uzbekistan, ospite d'onore del #PMEF26 )
Sono trascorsi 2 mesi dal referendum sulla giustizia, che, al di la del risultato deludente, ha evidenziato tante criticità che restano, irrisolte, ancora tutte sul tavolo.
La strada da intraprendere è quella di intervenire con riforme ordinarie capaci di restituire piena efficienza all’amministrazione della giustizia e di rafforzare le garanzie costituzionali assicurate ai cittadini.
I temi sono molti, a partire dagli interventi sul processo civile ed alle riforme già approvate in un ramo del Parlamento su prescrizione e smartphone.
Fondamentali sono interventi in tema di ordinamento giudiziario, per far fronte alle "degenerazioni correntizie" riconosciute tardivamente anche dall'Anm e per garantire che al merito non si anteponga la tessera di corrente.
Stiamo inoltre predisponendo una proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati sulla quale ci confronteremo all'interno della maggioranza.
Certamente irrisolti sono i temi dell'abuso della custodia cautelare, delle troppe ingiuste detenzioni, così come occorrerà riportare all'ordine del giorno il tema dell'inappellabilità delle sentenze di assoluzione.
Sul tema del sovraffollamento carcerario occorrerà una riflessione in Parlamento per garantire il rispetto dei principi costituzionali.
In questo scorcio di legislatura, il tempo per taluni significativi interventi c'è ancora, a condizione di non indugiare, ma riprendere subito slancio e stabilire le priorità su cui puntare.
Conosco perfettamente il processo Ambiente Svenduto, del quale mi sono occupato per molti anni, e posso testimoniare che l’imputazione a carico di Niki Vendola era, molto più che infondata, tecnicamente e logicamente addirittura assurda, in linea d’altronde con l’intera vicenda giudiziaria. Però dobbiamo metterci d’accordo: o la prescrizione, secondo la vulgata dei populisti -tipo 5 Stelle alleati di Vendola- è lo strumento dei ricchi e dei potenti per guadagnare l’impunità, o è -come io penso, e come sembra aver compreso anche Vendola sulla sua pelle- un fondamentale strumento di civiltà. Se lo Stato non riesce a pronunziare una sentenza definitiva in tempi ragionevoli, è doveroso che il reato si prescriva. Rimanere imputati a vita è pura inciviltà. Vale per Vendola, vale per tutti.
Oggi è stata approvata alla Camera la mia proposta che sancisce il dovere della stampa di pubblicare le sentenze di assoluzione con rilievo adeguato allo spazio già riservato alle indagini. Se una persona esce innocente dall’ingranaggio giudiziario deve recuperare la stessa immagine e reputazione che aveva prima dell'indagine.
Pubblicare solo l'accusa, omettendo la sentenza di assoluzione, significa fornire una notizia incompleta e un'immagine distorta della persona interessata dalla vicenda.
L'Aula della Camera ha approvato in prima lettura, con 127 favorevoli e 82 astenuti, una proposta di legge sulla pubblicità sui media dei provvedimenti favorevoli all'imputato o all'indagato (assoluzioni, archiviazioni, proscioglimenti). La norma consente alla persona interessata di chiedere la pubblicazione alla testata che aveva dato rilievo; in caso di inadempimento il Garante per la protezione dei dati personali può ordinare la pubblicazione.
Rifiutare una terapia e morire per quella scelta è fra i diritti di ciascuno. Rifiutarla a un figlio e lasciarlo morire è un reato, che giustifica e richiede l’esclusione dalla responsabilità genitoriale. In quanto ai santoni: credere loro è una colpa.