@feeonxx Dating has nothing to with romance these days, people main issue is not love but something else. I can't imagine going on a date and talking about money
Crna Gora ne želi sukob sa Srbijom. Želimo dobrosusjedske odnose, ali i jasnu evropsku politiku koju, očigledno, gospodin Vučić ne želi da razumije.
A nije baš primjereno da sa njegove pozicije preuzima ulogu PR-a Rusije i drugima drži lekcije o principijelnosti.
Zato jedno jednostavno pitanje za predsjednika Vučića: kako to da je Srbija, prema dostupnim podacima, jedan od značajnijih izvora oružja i municije za Ukrajinu, dok Moskvi šalje jednu, a Evropi drugu poruku?
Mi u Crnoj Gori nemamo problem sa jasnim stavom. Imamo ga samo sa dvostrukim standardima. 🇲🇪🇪🇺
@alexdv2507@plavusica_nina Ova priča da nas ne uvode naši u EU no nas EU gura je promašaj žešći. EU pokušava već godinama da nas ugura, još od 2012, daje nam priliku da nešto uradimo i mi smo se tek sad organizovali da nešto zaista i uradimo.
Sebastiano Alicata:
Cosa dovremmo ancora chiedere a questo ragazzo di 39 anni?
#RolandGarros#Djokovic
Cosa si può pretendere ancora da un uomo che ha ridefinito i confini di questo sport vincendo 24 titoli del Grande Slam? Cosa possiamo esigere da chi ha vissuto, lottato e trionfato nell'era più spietata e gloriosa della storia del tennis, duellando punto su punto, centimetro su centimetro, contro giganti come Roger Federer e Rafael Nadal? Cosa dovremmo chiedere a chi ha già scalato ogni montagna, azzerato ogni record, ha preso il tennis e lo ha consegnato all'eternità? Se lo guardiamo bene, oggi, il giorno dopo la tempesta e la sconfitta contro il talentuoso Fonseca, capiamo che la risposta è una sola: niente. Non dobbiamo chiedergli più nulla.
Francesco De Gregori, anche se in una sua celebre canzone parlava di un calciatore, cantava che “un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia”. E Nole, a pensarci bene, è tutto questo. Ha il coraggio infinito di chi non trema davanti alla storia, l'altruismo sportivo di chi si dona totalmente al suo pubblico fino all'ultima goccia di sudore, e la fantasia di chi sa inventare geometrie e soluzioni quando il corpo sembra non rispondere più.
E quando Nole fatica, vacilla o si tocca il polso o lo spalla dolorante, capiamo che il tempo è l’unica cosa che ci accomuna tutti.
Ma la verità che ci riappacifica con la dimensione più pura dello sport e del campo è che ieri non abbiamo assistito a un crollo. Abbiamo assistito a una sorta di atto poetico.
Alla bellezza assoluta.
Guardiamoci in faccia: Nole a 39 anni sta portando ancora sulle sue spalle l’intero sport del tennis ed in fondo, le partite più belle dell'anno sono state proprio quelle in cui ha giocato lui. Quella di ieri e la splendida, pazzesca semifinale contro Jannik Sinner agli Australian Open. Incontri in cui il livello del tennis si alza a vette inesplorate, dove si respira la storia in ogni singolo scambio. Perché Novak Djokovic è stato un predestinato, certo, ma ieri ha dimostrato che lui sa vincere anche quando perde. Lo scopo non è più sollevare l'ennesima coppa, né aggiungere un numero a un palmarès che comunque nessuno potrà mai toccare. Lo scopo, la vera notizia che ci scalda l'anima, è vederlo sereno.
Nole è diventato l’atleta ideale perché ormai non tende più alla semplice sconfitta dell’avversario. Tende alla bellezza di ciò che fa attraverso una sintonizzazione totale con il "qui ed ora". Ieri, in quelle cinque ore d'inferno e di meraviglia sotto il sole di Parigi, si è visto chiaramente come lui riesca a godersi ogni singolo momento. Quando è in campo, il tempo e lo spazio sembrano collassare, azzerarsi, per cedere il passo a uno stato di coscienza superiore. Non esiste il passato dei suoi trionfi, non esiste il futuro del suo ritiro: esiste solo la pallina che arriva, il respiro, il corpo che lotta.
Si gode il diciannovenne con tutto il futuro davanti che lascia andare il braccio e tira il dritto della vita, si gode il pubblico che urla, lo guarda e lo incita, si gode persino il proprio dolore fisico. Nole ha sublimato tutto, trasformando la materia grezza della competizione in pura presenza ed essenza spirituale. Ed è proprio questo, in fondo, quello che dobbiamo imparare anche noi da lui. La lezione più grande che va oltre il tennis: imparare a vivere oggi. Adesso. Abitare il presente senza farsi schiacciare dai rimpianti o dalle ansie del futuro.
La vera domanda, allora, si ribalta: cosa dovrebbe aspettarsi lui da noi? Nient'altro che rispetto. Gratitudine immensa. Stima incondizionata e amore, nel senso più umano e sportivo del termine. Quell'amore che si deve a chi ti ha regalato emozioni per una vita intera.
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