Inchiesta sui servizi segreti: a rischio le fondamenta stesse dello Stato. #PierluigiPaganini@securityaffairs ci spiega qual è il rischio strutturale che emerge quando dati sensibili vengono sottratti e usati come leva di pressione.
https://t.co/tfpK9haIjk
Poche righe del CEO di Condè Nast Roger Lynch per dire che #Wired Italia chiude per sempre.
Una notizia bruttissima perché impoverisce il panorama editoriale italiano ma soprattutto per le tante colleghe e colleghi che vi lavorano e ora stanno a guardare il disfacimento di una testata in Italia dal 2009 deciso con poche righe di comunicato.
Sul fronte complessivo chiudono anche "Self" (totalmente) e "Glamour" che resta solo in Usa e Uk. Non c'è molto altro da dire.
Solo grande preoccupazione.
https://t.co/ai3mgk6ASf
@fgraniglia@forensico@Geopopit Hanno fatto il riassunto del mio articolo uscito su repubblica due giorni prima, senza nemmeno citarlo. Complimenti alla deontologia
Anche se molti continuano a crederlo, non mi sembra che la crisi dei quotidiani dipenda molto dalle scelte editoriali individuali. Spesso quando si è fuori target si giudicano sbagliate, ridicole o paradossali le scelte di una testata.
Nello stesso periodo (14/24)in cui Repubblica ha perso il 75% delle copie su carta, Il Giornale ne ha perse il 74%, Avvenire l'88%, Libero il 72%, il Sole l'82%, Il Fatto il 54%, Il Giorno il 69%, Il Corriere il 62%, La Stampa il 72%.
I quotidiani locali sono andati un po' meglio e hanno perso il 50-60%.
Sono calati quotidiani di destra e sinistra, populisti e compassati, inclusivi e divisivi, globalisti o nazionalisti, hanno perso tutti.
Quando il crollo è così generalizzato, spiegare il calo di una testata con le sue scelte editoriali, con la sua linea politica, mi sembra che semplicemente non colga il problema, anche se naturalmente tutti sono liberi di pensare cose negative sulle testate che non apprezzano.
Anche il sovradimensionamento delle redazioni non riguarda solo Repubblica, ma interessa tutti i quotidiani nazionali soprattutto quelli che nei periodi di mercato fiorente sono stati grandi quotidiani nazionali. Fanno un po' eccezione le testate più recenti, perchè sono nate con strutture più snelle.
@UmbertoConti10@VincManganaro@AlatiGiulio@MinoRom72@HabuRedacted
@e_pagliarini@checovenier Ecco cosa succede in realtà Anti meritocratiche, disprezzo delle regole e del cliente. Ovviamente mi è successo anche a me tante volte e solo Con poste italiane. Idem per la loro incapacità di trovare il mio indirizzo di casa dove ricevo un pacco al giorno
Best practice da @PosteItaliane
Ieri alle 15 mentre stavo chiacchierando con degli amici a casa mia suona il citofono, è la mia vicina mi dice: “guarda francesco, ti ho portato su questo avviso perché altrimenti rischi che venga perso”, dato che lo avevano lasciato attaccato alla porta d’ingresso del condominio dove abitano 30 altri condomini. La ringrazio guardo l’ora ed era cinque minuti prima, noi eravamo a casa ma nessuno ci ha suonato. Evidentemente il postino non aveva tempo o voglia di perdere tempo per consegnarmi la raccomandata. Questa non è una cosa successa una volta, è ormai sistematico che Poste Italiane qui a Trieste, o almeno l’ufficio postale che serve a casa mia, abbia questa Best Practice. Il bello è che potrò andare a ritirare la raccomandata solo martedì prosdimo, servono due gg lavorativi perché il postino riporti la raccomandata al suo ufficio postale!!!
mi chiedo se i poveretti che spendono 8/10 di euro per mandarmi una “raccomandata, uno” siano contenti che poi io debba aspettare quattro giorni per poter andare a ritirare una raccomandata che mi poteva essere benissimo consegnata.
Mi auguro che questo post lo leggano anche in poste italiane e facciano una citofonatina all’ufficio postale di competenza. L’indirizzo lo trovate nella foto.
📡 Perché alcune testate volano su #GoogleDiscover e altre spariscono?
Nel nuovo numero della newsletter di oggi smontiamo le strategie che alcune testate italiane stanno adottando per gestire la "zero-clic search" e integrare le #IntelligenzeArtificiali senza farci a botte.
Dentro trovate
✅ Case studies: Il Foglio, Milano Finanza, Hearst, Giornale di Brescia.
✅ Dati aggiornati sul traffico web verso i media, in particolare come stanno cambiando i reindirizzamenti di Google Discover e Google Search
✅ Qualche riflessione sul presente-futuro dell'informazione e del #giornalismo
Spoiler: l'ecatombe non è esattamente il modo corretto di interpretare il fenomeno, e sì, YouTube avrà un ruolo sempre più centrale.
Un enorme grazie per gli insight ad Atex, Qiota e Marfeel e alle esperte/i e ai giornalisti che si sono messi a disposizione per condividere le proprie buone pratiche durante l’AperiTalk Editoriale.
🔗 Link >> https://t.co/kmTblHYKWK
Sostenere che lo studio del latino sia inutile nel tempo dell’intelligenza artificiale non solo è sbagliato: è esattamente l’opposto.
1) Lo studio del latino sviluppa la capacità di analisi sintattica, la capacità di distinguere funzione e forma, l’attenzione alla gerarchia delle informazioni.
Sono le stesse competenze richieste per comprendere e costruire sistemi complessi, inclusi quelli algoritmici.
2) Richiede disciplina mentale e insegna a dubitare: nella traduzione si scompone la frase, la si ricostruisce, si verifica la coerenza e il significato.
Tradurre è un esercizio di pensiero critico, fondamentale quando si usa una AI.
3) Molti termini scientifici, giuridici e tecnologici derivano dal latino.
Capire l’etimologia significa cogliere sfumature concettuali, migliorare la qualità del linguaggio.
Le materie umanistiche saranno sempre di più un bene preziosissimo.
Ciò che sarà prodotto dalla mente umana sarà sempre più raro e per questo avrà un valore sempre più alto.
Mettere in contrapposizione il latino e l’AI è profondamente miope.
Questa è la dimostrazione che i grandi esperti di economia (o presunti tali) faticano a capire la politica. E il futuro. Perchè il latino ci educa all’intelligenza artificiale molto più di qualche professore in cerca d’autore
La maggior parte di quei reati diminuzione. La percezione è importante, ma i dati effettivi lo sono almeno altrettanto, se non di più.
Forse occorrerebbe chiedersi come si forma la percezione, che problemi ponga una percezione così diversa dalla realtà, quanto la percezione derivi da esperienza diretta e quanto da informazioni (vere fattualmente, ma distorte come distribuzione) dai diversi media.
In questo caso occorrerebbe interrogarsi anche sul ruolo dei mezzi di comunicazione e dei vari emittenti, sia professionali, che amatoriali.
Su questa cosa dell’accesso ai social per i minori c’è sempre più confusione.
Si continua a parlare delle leggi degli altri e a ignorare quella già vigente a casa nostra: “L'accesso alle tecnologie di intelligenza artificiale da parte dei minori di anni quattordici nonché il conseguente trattamento dei dati personali richiedono il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale…” (art. 4, comma 4, Legge 132/2025).
Anche i social, ormai, sono basati e/o usano largamente “tecnologie di intelligenza artificiale” e, quindi, dovremmo considerarli già vietati, anche in Italia, agli infraquattordicenni.
Ne avevo scritto qui qualche giorno fa: https://t.co/zkuCjIISbb
Cc: @repubblica
Che gli omicidi siano in calo da decenni è risaputo, ma anche furti, furti con scasso, furti d'auto e incendi dolosi negli ultimi quarant'anni si sono più che dimezzati.
Forse è interessante chiedersi perchè la percezione è spesso così lontana dai dati, quanto pesa il cambio del panorama informativo, perchè con tendenze di riferimento così solide abbiano spazio politico visioni che sembrano basarsi su una realtà opposta.