"Love is the Drug", from Roxy Music's 1975 album Siren, was released on 29 September of that year. This performance from the UK television show Supersonic has become the de facto music video of the song.
#roxymusic#musicvideo#loveisthedrug
Lo vedete quel cerchietto verde in alto?
Rappresenta ciò per cui abbiamo speso 5 trilioni di dollari l'anno dal 2000 ad oggi.
E' la famosa transizione verde...
Qui è dove il prof. @CrisantiEuropa, invocando basi scientifiche, presenta il rapporto R/P (cioè il rapporto tra le riserve note diviso per la produzione annua, tipico di ogni fonte derivante da attività estrattiva) come tempo rimanente da oggi al suo esaurimento.
Caro collega, migliaia di studenti della triennale di ingegneria dell'energia della nostra (sua e mia) prestigiosa @UniPadova saprebbero spiegarle cosa esprime davvero quel numero. Lei ha detto che oggi R/P del petrolio sono 55 anni. Pensi che 60 anni fa quel rapporto valeva circa 40 anni... e infatti garruli ambientalisti lo usavano per urlare "nel 2000 avremo esaurito il petrolio". E oggi, 2026 lei crede di poter ugualmente affermare "il petrolio finirà tra 55 anni". E lo stesso -mutatis mutandis- l'uranio.
Non mi soffermo sul resto.
La invito solo a immaginare le risate che si sarebbe fatto lei se io avessi affermato: "basta chiacchiere, per combattere la malaria, bastano gli zampironi" 😉.
PS, alla prima occasione sarà un piacere farle omaggio di una copia con dedica allo scienziato microbiologo.
Ieri e oggi ho risposto molte volte, su vari organi di informazione, al quesito "cos'è il nucleare sostenibile citato dalla legge delega?".
Chiariamo subito: non è un concetto astratto, nè ha a che fare con la data di progetto, nè con la taglia del reattore, nè con alcuna altra amenità.
È semplicemente il nucleare, commercialmente disponibile, che rispetta pienamente il principio europeo DNSH (do not significant harm - non recare danno significativo), in base al quale rinnovabili e nucleare sono incluse nella tassonomia green europea.
La sostenibitá del nucleare è accertata, senza ombra di dubbio, dal completissimo rapporto del Centro Comune di Ricerca, che essmina TUTTA LA FILIERA NUCLEARE, di cui allego il link!
Copio dall'executive summary: "Le analisi non hanno rivelato alcuna prova scientifica che l'energia nucleare arrechi più danni alla salute umana o all'ambiente rispetto ad altre tecnologie di produzione di energia elettrica già incluse nella tassonomia come attività a supporto della mitigazione dei cambiamenti climatici".
La scienza questo dice.
Chi non sa e vuole evitare di parlare a vanvera, specie se ricopre ruoli istituzionali, studi il rapporto!
https://t.co/VX0wlnFsIu
Certo che se queste sono le competenze del @pdnetwork siamo messi male.
@CrisantiEuropa, io di nucleare non sono un esperto. Ma qui per trovare qualche problema non serve esserlo. Saper far di conto e aver letto i documenti.
Partiamo dai numeri che lei stesso ha usato ieri in Senato.
Dice: nel mondo ci sono 6,7 milioni di tonnellate di uranio e ne consumiamo 68.000 l’anno. Quindi avremmo «circa 70 anni» di disponibilità.
No.
6.700.000 ÷ 68.000 = 98,5 anni.
Poi aggiunge che, siccome servirebbero 10-15 anni per mettere in funzione le centrali, a quel punto rimarrebbero «45 anni» di uranio.
Ma anche partendo dai suoi 70 anni, dopo 15 anni ne rimarrebbero 55. Non 45.
Sono proprio le parole riportate nel resoconto ufficiale del Senato.
https://t.co/IoF0JxL22L
C’è poi un altro problema: i dati più aggiornati non sono nemmeno quelli.
Il rapporto Uranium 2026, pubblicato il 14 settembre da OECD Nuclear Energy Agency e IAEA, parla di oltre 8,1 milioni di tonnellate di risorse identificate recuperabili e di un fabbisogno attuale di circa 64.500 tonnellate l’anno.
Facendo la stessa divisione usata da Crisanti vengono circa 126 anni, non 70.
Attenzione: non significa che “l’uranio durerà sicuramente 126 anni”. È una divisione statica: consumi, nuove miniere, prezzi e tecnologia cambiano. Ma proprio per questo presentare quei 70 anni come una specie di data di scadenza scientifica è ancora meno sensato.
https://t.co/ukuhJRRYMa
Poi Crisanti sostiene che il governo non avrebbe «nemmeno preso in considerazione» la ricerca sui reattori di nuova generazione.
Qui basta leggere l’articolo 3 del provvedimento.
Parla esplicitamente di coinvolgimento di università ed enti pubblici di ricerca e prevede l’utilizzo delle migliori tecnologie nucleari, comprese quelle «modulari o avanzate».
Si può dire che gli investimenti siano insufficienti, che si dovrebbe puntare su una tecnologia invece di un’altra. Ma dire che la legge non prende nemmeno in considerazione le tecnologie avanzate è semplicemente smentito dal testo della legge.
https://t.co/JJmjnCgis0
Infine definisce il nucleare una tecnologia «destinata a sparire».
Anche qui, più che un dato scientifico sembra una previsione personale.
La IEA nel suo Global Energy Review 2026 registra circa 78 GW di capacità nucleare attualmente in costruzione in 15 Paesi, uno dei livelli più alti degli ultimi trent’anni.
E nelle previsioni IEA 2026-2030 la produzione nucleare mondiale non diminuisce: è prevista in crescita media del 2,8% l’anno.
https://t.co/ORdoyWqvwd
Quindi si può essere favorevoli o contrari al ritorno del nucleare in Italia. Costi, tempi, scorie, sicurezza e dipendenza dall’estero sono questioni da discutere
Ma se si accusa una legge di essere «completamente destituita di basi scientifiche», forse sarebbe meglio evitare di farlo con due divisioni sbagliate, dati già superati e affermazioni contraddette dal testo stesso della legge
Poi magari qualche esperto come @AvvocatoAtomico può correggermi. Certo non Crisanti…
L’Italia ha almeno due giacimenti di Uranio identificati, di cui uno già prospettato. Inoltre l’Uranio grezzo incide per il 2% sul costo dell’energia quindi garantisce indipendenza perché scossoni geopolitici del prezzo non provocano crescita bollette e inflazione
TOTALMENTE FALSO.
Negli ultimi anni abbiamo accelerato l’installazione di REN a ritmi mai visti, siamo oltre i 7 GW/anno di nuova capacità.
Se non vedi i risultati è perché ti hanno raccontato palle sul potenziale delle rinnovabili, non perché non se ne sono fatte abbastanza.
@CrisantiEuropa la invito a spiegarmi le basi scientifiche di cui parla in un dibattito all’americana, con moderatore che tiene i tempi e fact checker in studio.
A lei la scelta di dove e quando.
L’invito è esteso a tutti i rappresentanti del Campo Largo che non hanno judo.
1. Il referendum dell'87 aboliva i sussidi, non il nucleare;
2. Il referendum del 2011 abrogava disposizioni dell'allora governo Berlusconi, non introduceva un divieto di nucleare;
3. chi usa questo argomento pensa che gli under30 non debbano avere il diritto di voto.