🔴Il voto di oggi al #Senato è una violenza inaccettabile nei confronti della #natura e contrario alla volontà della maggior parte degli italiani, alle evidenze della scienza e alla sicurezza delle persone
#DDLCaccia#DDL1552#caccia
Questo è quel che sta succedendo a #Caterpillar
Neanche il coraggio di rivendicarla come scelta editoriale. Si vede che sanno che è indifendibile.
Per quel che vale, solidarietà a Zambotti Cirri e colleghi
Il post integrale di @MassimoCirri si legge qui https://t.co/zNse5t4Oqn
Il ragazzo protagonista di queste foto indossa la maglia degli Spurs, per la precisione la n.21 di Tim Duncan. L'altra sera era a New York a vedere gara 3 delle Finals in uno dei maxischermi messi in città. Al termine del match è stato assalito da una folla di persone: lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno sputato, poi lo hanno costretto a togliersi la maglia.
La stessa sorte è toccata ad un'altra decina di persone, tutte con le maglie degli Spurs, tutte ree di non tifare per i Knicks.
Ed eccoci qua.
Lo sports entertainment.
Il "Defense! Defense!".
E i pop corn e i bicchieroni di Coca Cola.
Che all'improvviso svaniscono.
Chi segue l'NBA da vicino sa che gli episodi di violenza negli ultimi anni stanno aumentando, sopratutto dentro le Arene, e non sono capitati solamente in queste ore a New York.
Ma a New York, probabilmente, si è toccato l'apice.
Forse la realtà è che, sotto sotto, molti di noi sono uguali. Sono tutti egualmente imbecilli.
Che si tratti di tifosi di Eurolega o di Serie A, che si tratti di italiani, greci, turchi, francesi, tedeschi, polacchi, che si tratti di basket o di calcio.
Che si tratti di NBA.
Che si tratti di americani.
Sarebbe bello che Tim Duncan contattasse questo ragazzo per invitarlo a gara 5 a San Antonio e per regalargli la sua maglia originale autografata.
Sarebbe altrettanto bello che nessuno si ergesse a paladino della cultura sportiva volendo spiegare agli altri come si sta al mondo, soprattutto in un'epoca dove la violenza di quella Nazione, ai piani alti, e di conseguenza a livello sociale, ha superato di gran lunga i livelli di guardia.
Sarebbe bello che non ci fosse posto per chi vive una partita di basket in questo modo, in qualunque posto del mondo.
Se sei italiano su una barca battente bandiera italiana e vieni rapito in acque internazionali, picchiato, torturato e umiliato da Israele, il viaggio di ritorno te lo devi pagare. Se sei un torturatore ricercato, ti riportiamo in Libia col volo di stato. Non fa una piega #Taiani
@CucchiRiccardo Tanto a loro è sempre concessa qualsiasi cosa. Il massimo un po' di finta indignazione dei nostri governanti e fine. Quando si tratta di business mandiamo i marò a sparare dalle navi quando è umanità ci giriamo dalla parte opposta
Non avendo più il supporto del pubblico, da qualche settimana ho dovuto ridurre le porzioni distribuite.
Se puoi dona, se non puoi condividi
Buona giornata
https://t.co/eIT4wLH4Sv
“Sotto i portici la vita non si ferma, si arrangia.”
Basta poco anche una condivisione e magari qualche spiccio, non ho un'organizzazione da mantenere, quello che ricevo lo uso per farli mangiare.
https://t.co/Q0olUaRAEe