Ultimatum di Trump: se l'Iran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro 48 ore, gli Stati Uniti distruggeranno tutte le infrastrutture energetiche dell'Iran, e l'Iran colpirà le infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo. I Paesi del Golfo hanno ospitato basi americane per essere protetti e avere pace e stabilità. Ora scoprono che concedere il proprio territorio all'esercito americano è una forma di autodistruzione. Prima l'Italia chiuderà le basi americane, meglio sarà per il popolo italiano. Le basi americane in Italia non servono a proteggere l'Italia, come Giorgia Meloni afferma falsamente. Servono a proiettare la potenza degli Stati Uniti e d'Israele nel Mediterraneo (e non solo). La base di Sigonella serve a sfruttare l'Italia e gli italiani, non a proteggerli. Questo appare evidente in Medio Oriente. Le basi americane nei Paesi del Golfo non servono a proteggere i Paesi del Golfo, servono a proiettare la potenza degli Stati Uniti e d'Israele in Medio Oriente. La sicurezza del popolo italiano passa per la chiusura delle basi americane in Italia. Nei miei libri ho documentato che la politica estera e di sicurezza del governo Meloni è al servizio di una potenza straniera, non dell'Italia, come conferma il decollo del drone spia MQ4 Triton da Sigonella, per fornire le coordinate ai piloti americani per il bombardamento dell'Iran, esponendo il nostro Paese al rischio di una ritorsione. Questo drone, che decolla dall'Italia, svolge il ruolo tecnico più importante nel massacro del popolo iraniano. Il drone Triton decolla dall'Italia, raccoglie le informazioni sui siti dell'Iran, e trasferisce automaticamente le coordinate ai piloti americani per il bombardamento delle infrastrutture dell'Iran. Il drone spia Northop Grumman MQ-4 Triton dell’Us Navy, decollato dall'Italia, ha sorvegliato per ore l'isola di Kharg per preparare lo sbarco americano.
Queste informazioni, che rivelo nell'interesse nazionale dell'Italia, il mio amato Paese, aiutano a comprendere la ragione per cui il governo Meloni mi perseguita con le querele. Il fatto che io diffonda queste informazioni, collocandole nella cornice appropriata, aiuta a comprendere la campagna volta a distruggere la mia immagine umana e professionale in atto da 4 anni. Il ministro degli Esteri dell'Italia non parla della politica estera dell'Italia, come mostra l'ottima imitazione di Crozza, perché non decide la politica estera dell'Italia, che è uno Stato satellite della Casa Bianca. Questa è la ragione per cui il ministro degli Esteri dell'Italia dà i consigli della nonna quando è intervistato sulla politica estera dell'Italia. I civili iraniani uccisi dalle bombe americane sono migliaia. I bambini iraniani massacrati dai sodali di Giorgia Meloni sono centinaia.
Ne parlerò il 26 marzo alla Feltrinelli di Lucca, dove presenterò il mio nuovo libro: "Disinformazione".
https://t.co/8ENmpB7fzy
NEW:
🇮🇳 Indian parliament members are furious because Modi takes orders from Trump and Netanyahu
A member of the Indian Parliament stood up to their Prime Minister Narendra Modi, and said:
“Hello and greetings to Ayatollah Khamenei who did not kneel before America and was martyred, but you, worthless one, knelt!”
Caro Ministro Crosetto, mi scusi se non le rispondo subito: sto preparando il testo per umiliarla, cosa che le riesce benissimo da solo, visto che appartiene a un governo di pupazzi della Casa Bianca. Tra i bimbi e gli impegni di lavoro, avrò bisogno di qualche ora per rispondere alle sue stupidaggini e alle sue minacce grottesche. Mi fa perdere un sacco di tempo con le sue minacce ridicole, tipiche di un politico incapace che fa il ministro della Difesa con le stesse abilità di un bambino di tre anni, come dimostra il suo viaggio a Dubai nell'imminenza del bombardamento americano dell'Iran.
If Israel uses nuclear weapons against Iran, it self-identifies as the most evil nation in the world today and should be targeted by all nations of the world for immediate eradication.
We know Israel is a genocidal entity based upon its actions in Gaza and the Palestinian people over time.
But the evil nature of this despicable nation is on full display as they manufacture a case for war on a well-known lie (Iranian nuclear weapons), carry out a surprise attack that puts them in the same category as Imperial Japan when it comes to perfidy, and now uses the war it started as justification for the employment of its own arsenal of illegally acquired nuclear weapons.
A nuclear-armed Israel is the greatest threat to peace and security in the world today.
There can be no peace as long as this cancerous parasite continues to manifest itself as a nuclear-capable nation state.
The choice is simple: verifiably disarm Israel of its illegal nuclear arsenal, or remove Israel from the map of history.
Ve lo ricordate il prof asiatico che aveva previsto alla lavagna la guerra degli USA all'Iran?
Gli USA perderanno la guerra.
Ora è una guerra di logoramento e non sono pronti ma gli iraniani sì.
March 1st 2026 is day two of WW3. We the ordinary people of the world hugely outnumber the Israeli scum and the ruling Elites in the West. We stand alongside our brothers and sisters in Iran in the fight to end the occupation, oppression and genocide of our brothers and sisters in Palestine. We are right the elites are wrong. We shall overcome. Love and peace Roger Waters.✊🏼🇵🇸🕊️
Iran closes not only the Strait of Hormuz, but the entire Middle East energy industry.
Today, the world's largest oil company, Aramco, was attacked;
QatarEnergy announced the shutdown of its LNG operations after Ras Laffan and Mesaieed were targeted.
Adding to this, an oil platform belonging to the Emirates is burning in the Gulf after being struck.
The US-Israel war, which they wanted to be a quick, cinematic success in just a few days, has now triggered an explosive surge in global oil and LNG prices.
ANCHE CROSETTO TIENE FAMIGLIA
La famiglia di Guido Crosetto si trovava a Dubai in vacanza. Il ministro della Difesa della Repubblica Italiana, venerdì 27 febbraio, è salito su un volo di linea da Roma per andare a prenderla. Sabato mattina Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran. Missili su Teheran, su Isfahan, su mezza regione del Golfo. Dubai compresa, con un impatto su Palm Jumeirah, quattro feriti, l’aeroporto chiuso, lo spazio aereo sigillato. Crosetto è rimasto lì, bloccato come un qualsiasi turista con il trolley in mano e il volo cancellato sul tabellone.
Questo è il fatto. Nudo, semplice, verificato da ANSA, Reuters, Fatto Quotidiano, Il Post. Adesso le domande.
La prima è ovvia: i servizi di intelligence italiani non avevano sentore di nulla? Un’operazione pianificata, secondo fonti israeliane citate da NBC News, “per migliaia di ore” tra Washington e Tel Aviv. Un attacco che lo stesso Crosetto, intervistato al Tg1 poche ore dopo, ha definito “non sorprendente, anche nelle tempistiche”. Fermiamoci un secondo su questa frase. Non sorprendente. Neanche nelle tempistiche. Lo dice l’uomo che ventiquattr’ore prima si è imbarcato per Dubai. O mentiva al Tg1 per darsi un tono, o sapeva e ci è andato lo stesso. In entrambi i casi il quadro è devastante. Il governo tedesco ha confermato di essere stato informato in anticipo. Salvini ha ammesso che l’Italia è stata avvisata “quando l’attacco era già iniziato”. Tajani ha detto di aver ricevuto la telefonata dal ministro degli Esteri israeliano ad attacco partito. L’alleato che ti avvisa a cose fatte. I servizi che non producono un’informativa abbastanza urgente da suggerire al ministro della Difesa di non salire su un aereo per il Golfo Persico alla vigilia dell’escalation più grave degli ultimi decenni.
La seconda domanda riguarda il giudizio, quello politico e umano. Anche ammettendo che l’intelligence non avesse certezze sulla data, chiunque segua la situazione mediorientale, anche solo leggendo i giornali, sapeva che l’attacco era questione di giorni. Trump lo aveva detto apertamente. Le trattative erano saltate. Il linguaggio diplomatico aveva lasciato il posto a quello militare da settimane. Il ministro della Difesa di un Paese NATO con contingenti in Kuwait, in Libano, nel Golfo, con navi nella missione Aspide nel Mar Rosso, decide che è il momento giusto per un weekend a Dubai a recuperare moglie e figli dalla vacanza. Ecco, questa è la misura dell’uomo e del politico. Anche Crosetto tiene famiglia, del resto. Le priorità sono chiare.
La terza domanda è sui mezzi. Le fonti governative si sono affrettate a precisare: volo civile, andata e ritorno. Prendiamolo per buono. Il che solleva un altro problema: il ministro della Difesa viaggia senza alcuna copertura operativa, senza un piano di rientro alternativo, senza un corridoio garantito? Se fosse scoppiata un’emergenza che richiedeva la sua presenza fisica a Roma nelle ore immediatamente successive, come sarebbe rientrato? Con un volo ITA da Dubai, lo stesso volo che è stato cancellato? La domanda non è retorica. È procedurale. Un ministro della Difesa ha protocolli di mobilità che prevedono scenari di crisi. Se li ha usati, perché non ha funzionato nulla? Se non li ha usati, perché?
Crosetto stamattina ha partecipato in videoconferenza al vertice di Palazzo Chigi. Ha scritto su X che segue la situazione “con la massima attenzione”. Ha parlato con il Capo di Stato Maggiore, con il Comandante del COVI. Tutto molto professionale, tutto molto da comunicato stampa. Il punto è un altro: mentre i missili iraniani colpivano la base che ospita i militari italiani in Kuwait (danni ingenti alla pista, soldati nel bunker, per fortuna nessun ferito), il loro ministro era in un hotel a Dubai a cercare di capire quando avrebbe riaperto l’aeroporto. Non c’è videoconferenza che possa cancellare questa immagine.
Non è una questione di forma. È sostanza, credibilità, serietà istituzionale. Un ministro della Difesa non può trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non in una fase come questa. L’immagine del responsabile della sicurezza nazionale bloccato a Dubai con la famiglia in vacanza mentre il Medio Oriente prende fuoco è qualcosa che nessun comunicato può aggiustare.
C’è poi un livello più profondo, che riguarda il rapporto dell’Italia con i suoi alleati. La Germania viene informata in anticipo. L’Italia no, o almeno non in tempo utile. Questo dato, da solo, racconta più di qualsiasi analisi geopolitica lo stato reale della nostra rilevanza nel quadro atlantico. Siamo alleati di serie B, tollerati, non consultati. Crosetto bloccato a Dubai è la metafora perfetta: il Paese che arriva sempre dopo, che scopre le cose quando sono già successe, che gestisce le emergenze in videochiamata dalla hall di un hotel negli Emirati.
Se questo governo avesse un minimo di decenza istituzionale, Crosetto dovrebbe quanto meno delle spiegazioni pubbliche, circostanziate, verificabili. Non un post su X con la formula “seguo con la massima attenzione”. L’opposizione, se esiste ancora, dovrebbe chiederle. Il Parlamento dovrebbe pretenderle. Perché qui non si tratta del weekend di un privato cittadino. Si tratta del ministro della Difesa di un Paese in guerra fredda permanente, con soldati sotto il fuoco in Kuwait, che si è fatto trovare dall’altra parte del mondo nel giorno peggiore possibile.
Nessuno gli ha detto niente. O qualcuno gli ha detto qualcosa e lui ci è andato lo stesso, perché anche Crosetto tiene famiglia. Scegliete voi quale delle due versioni sia più grave.
The US and Israel have, in fact, begun an illegal war with Iran. US lured Iran into talks & seemingly reached an agreement that Iran would end its uranium enrichment. As of 8:00 AM, Israel and US launched a surprise attack on Iran with the intent of assassinating its leadership
Kirk contro Kirk.
Giorgia Meloni non ha capito niente. Il suo post è vergognoso, è soltanto un modo basso e volgare di raccogliere voti su una tragedia con un linguaggio totalmente sbagliato e fuori luogo per radicalizzare gli italiani: "Non ci faremo intimidire". Kirk non è stato ucciso da un antifascista. Kirk è stato ucciso da un fenomeno culturale, che non è né di destra né di sinistra, è soltanto americano. È un fenomeno che nasce e sgorga dalla cultura della violenza che plasma un'intera società e di cui Trump, tra le altre cose, è la massima espressione narrativa. L'orrenda uccisione di Kirk conferma la mia tesi: l'Italia è un Paese meraviglioso, anche perché le armi non sono diffuse tra i civili. Rimaniamo italiani, rimaniamo umani. Che i nostri giovani rimangano disarmati. A voler imitare gli Stati Uniti a tutti i costi come un popolo colonizzato senza identità si finisce per armare i genocidi. Si finisce per vendere armi a Netanyahu ed essere suoi complici.
Viva l'Italia.
Rimaniamo quel che siamo.
Ragioniamo.
Gli Stati Uniti sono un'altra cosa.